mercoledì 21 novembre - Aggiornato alle 19:14

Romizi «il Capitano» fa partire la campagna elettorale: «Gli altri rivogliono solo la poltrona»

Entra in campo «Identità Perugia» con Diotallevi, Luciani e Tassi: «Non sarà una lista». Il sindaco: «Peccato se cammino si interrompesse»

La presentazione (foto U24)

di Daniele Bovi

Non è, almeno per il momento, una lista, non è propriamente un partito bensì «soltanto un’associazione», di sicuro a pieno e totale sostegno dell’amministrazione uscente. Giovedì sera in una sala della Vaccara molto piena (un’ottantina i presenti, con tanta Forza Italia, FdI, amici di lunga data di Andrea Romizi – alcuni fin dai tempi del liceo – e supporter) ha fatto il suo esordio pubblico «Identità Perugia», l’associazione presieduta dall’ex leghista Alessandro Tassi. Al tavolo con lui, oltre al sindaco, il coordinatore e vicepresidente Francesco Diotallevi (che è stato anche testimone di nozze di Romizi) e la consigliera comunale di Fi Claudia Luciani.

FOTO: LA PRESENTAZIONE

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MARCO MANDARINI SI CANDIDA

La poltrona L’appuntamento passerà alla storia di questa campagna elettorale come quello in cui Romizi è salito ufficialmente sul ring, impiegando una mezzoretta buona per misurare la distanza dall’avversario con qualche jab, prima del montante centrodestro: «Con quale idea, visione o sogno si propongono? Vogliono riprendersi soltanto la poltrona che gli è stata sfilata da sotto il sedere». È l’attacco che dà il via all’incontro. «Dall’altra parte – continua – in questi anni ho visto il nulla, solo trabocchetti e dispetti. Ben venga chi sa fare meglio, purché ci sia un confronto sui fatti e su una visione». Di sicuro l’intenzione di Romizi non è quella di fermarsi qui: «Questo cammino – dice bloccandosi per qualche secondo così da cercare le parole giuste – sarebbe un peccato se si interrompesse».

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ADRIANA GALGANO SI CANDIDA SINDACO

Passato remoto e prossimo Dalla sua stanza di Palazzo dei Priori nel corso di questi quattro anni e mezzo il sindaco ha visto «una città che ha rialzato la testa e ha ricominciato a sognare; sarebbe un peccato se arrivasse qualcuno e cancellasse ciò che abbiamo fatto, dal risanamento alla regolamentazione fino alle grandissime difficoltà risolte». Il sindaco uscente inizia da un punto: «L’affetto che sentiamo intorno non è solo perché sono un ‘bravo frego’, mi hanno detto che abbiamo riconciliato la città con l’istituzione». Da qui inizia il lunghissimo elenco delle cose fatte, che costituirà uno dei cuori della campagna elettorale. Romizi sottolinea che non parla spesso di chi c’era prima, ma a livello di comunicazione la sensazione è quella di un serrato confronto con le vecchie giunte, di un paragone quasi costante tra il passato remoto e il passato prossimo; insomma, in questa fase ancora acerba della campagna manca la proiezione verso il futuro, a parte lo scontato richiamo alla voglia di continuare il lavoro nei prossimi cinque anni.

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Il lungo elenco Romizi parla del «disavanzo» e del «buco» («abbiamo trovato un Comune in condizioni disastrate»), delle difficoltà delle partecipate e in particolare di Gesenu, dei tanti cantieri partiti (dalla banda ultralarga alla sostituzione di 30mila punti luce, dalle strade al «raddoppio delle telecamere» fino agli oltre 20 milioni sbloccati per le scuole), di Fontivegge («abbiamo concentrato lì tutte le risorse»), della cittadella giudiziaria e della possibile «vocazione commerciale» del palazzo delle Poste, del Mercato coperto e del Turreno fino al Piano urbano della mobilità sostenibile e a San Francesco al prato. Insomma, come giustamente accade ai governi uscenti di ogni tipo, piena fase compilatoria. A chiamarlo «Capitano» è Diotallevi, che punta sul concetto di identità e su «un’associazione trasversale, che lavorerà nei prossimi mesi a sostegno del sindaco con obiettivi sociali e culturali. Non è una lista civica».

LEGA-ROMIZI, UN «PROGETTO PERUGIA» PER RIEQUILIBRARE

L’associazione Al momento sono 107 gli iscritti, anche se Tassi punta ad aggiungerne altri 100 da qui alla fine dell’anno. «Identità Perugia», alla quale si lavora da parecchi mesi, ha un direttivo di 40 persone, lavorerà per aree tematiche e vuole dare vita a un progetto duraturo in grado di guardare al di là della scadenza elettorale. Insomma, quasi un partito con la voglia di mobilitare in modo trasversale la società in un momento dove la Lega è fortissima mentre Forza Italia vive una crisi senza precedenti. Coesione, promozione di eventi socio-culturali, del senso etico, dell’identità, della formazione e dell’informazione saranno il ‘core business’ dell’associazione. Tutto sommato, ad ammettere implicitamente una certa debolezza di alcune sigle è la stessa Luciani: «Con un’associazione – dice – è più facile entrare a contatto con i cittadini rispetto a un partito; oggi c’è disaffezione verso la politica. Noi ci occuperemo anche di fare da raccordo con l’amministrazione e di raccogliere segnalazioni e problemi». Appunto, quasi un partito.

Toto-assessori Ovviamente in questi giorni, e non potrebbe essere altrimenti, nel centrodestra perugino si fa un gran parlare di questa associazione. C’è chi è convinto che non si trasformerà in lista civica, mentre altri del contrario, e chi vede già nel duo Luciani-Diotallevi, nello schema della doppia preferenza uomo-donna, una delle coppie su cui puntare. Altro dato da registrare, il tam-tam che corre sottotraccia in vista di un possibile Romizi bis, con alcuni che già tentano di farsi largo per conquistare la promessa di un possibile assessorato. A sei mesi dal voto, uno sport quasi estremo che in passato ha fatto già molte vittime.

Twitter @DanieleBovi

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