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domenica 16 gennaio - Aggiornato alle 19:33

Ha super green pass rafforzato ma non può entrare in sala parto con la moglie: M5s si oppone

Il caso di Alessio con dedica per Vanessa e piccolo Leo. De Luca:«Attuare protocolli sicurezza e rivedere le direttive»

«È civile una Regione dove in mezzo a una pandemia puoi andare a tifare allo stadio ma si è costretti a partorire, nascere e a morire da soli?». È la domanda che si pone Thomas De Luca, consigliere regionale del Movimento 5 stelle. «Piuttosto che evocare continuamente a scopo di propaganda la famiglia tradizionale – prosegue De Luca -, per la maggioranza di centrodestra, sarebbe arrivato il momento di fare qualcosa di concreto e reale».

La vicenda Come raccontato da Umbria24, nei giorni scorsi un neopapà non è riuscito ad entrare in sala parto a Terni. Per far sentire la sua vicinanza alla famiglia ha dovuto scrivere su un lenzuolo parole d’amore alla moglie invitandola ad affacciarsi alla finestra dell’ospedale. Nn ci sta il pentastellato, nonché papà, Thomas De Luca che prosegue: «Per l’ennesima volta anche la direzione dell’Azienda Ospedaliera di Terni procede con questa scelta che non tiene in alcun modo conto del benessere delle partorienti, dell’integrità psicologica delle puerpere e delle gravi criticità che potrebbero occorrere in caso di complicazioni e che sono state oggetto di segnalazioni ricevute negli ultimi mesi. Nonostante le tre dosi di vaccino, il supergreen pass rafforzato, nonostante ci sia la possibilità di effettuare un tampone poche ore prima dell’evento, ancora si continua ad impedire l’accesso dei padri, partner o persone di fiducia della partoriente nelle strutture ospedaliere. È inaccettabile che in Umbria venga ancora sottovalutato questo aspetto».

‘Nessuna empatia nessuna pietà’ «Nessuna empatia, nessuna pietà. Non solo per la donna, ma per la famiglia nella sua interezza – prosegue De Luca-. È assolutamente prioritario garantire il diritto e la possibilità di avere accanto una persona che dia il necessario sostegno in momenti particolarmente delicati come quello di una nuova vita che viene alla luce. È possibile garantire la totale sicurezza sia degli operatori che degli utenti adottando protocolli, anche rigidi, che non impediscano però la fondamentale presenza di assistenza sia al momento del parto che nella fase di degenza ospedaliera. Chiediamo per cui alla giunta regionale di esprimersi in modo chiaro e di mettere in atto quanto di sua competenza per garantire questo diritto che coinvolge l’intero nucleo familiare, nella sua unità e compattezza». Una battaglia non nuova da parte del M5s in tal senso; nella fase più acuta della pandemia, anche il Pd intervenne nel merito sulla scia della petizione lanciata da una giovane ostetrica di Terni. Evidentemente nel corso di questa quarta ondata del virus, nel bel mezzo di una organizzazione ospedaliera fatta di zone grigie, si è verificato un passo indietro rispetto a quello che nei mesi scorsi era stato salutato come un rassicurante ritorno alla normalità in occasione di un parto: De Luca chiede pertanto una spiegazione a Palazzo Donini.

 

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