sabato 25 maggio - Aggiornato alle 15:38

Gubbio, ancora niente accordo tra Stirati e il Pd e il sindaco avverte: «No a operazioni di basso profilo»

Riunione tra sostenitori del primo cittadino e dem: dalle liste all’ambiente molti i nodi da sciogliere. Smacchi: «Strappo va ricucito»

Stirati sindaco di Gubbio

di Daniele Bovi

La fumata non è né nera né bianca e per capire se la ferita sanguinante del centrosinistra eugubino è curabile o no bisognerà aspettare l’inizio della prossima settimana. Giovedì mattina intorno a un tavolo si sono seduti il sindaco uscente Filippo Maria Stirati, i Liberi e democratici di Claudio Tasso con il capogruppo Valerio Piergentili, Scelgo Gubbio di Giordano Mancini, Paolo Lilli per i socialisti, il coordinatore del Pd Andrea Smacchi (che è anche consigliere regionale) e lo zingarettiano Gianni Fabbretti. Il tema nella città dei Ceri è sostanzialmente uno: il Pd si unirà al resto della coalizione e appoggerà Stirati o andrà in solitaria mentre dall’altra parte c’è un centrodestra, unito, intorno all’imprenditore 40enne Marzio Presciutti Cinti?

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Parla Stirati Dalla riunione non è uscita alcuna decisione definitiva e nei prossimi giorni tutte le varie componenti dovranno fare le loro valutazioni. «Il cantiere è aperto e ancora non c’è alcun punto di caduta. Quali sono gli ostacoli? In primis – dice Stirati a Umbria24 – c’è un punto politico: qui c’è stata una rottura tra componenti dello stesso partito e per ricomporre bisogna dare vita a un’operazione alta, che non dia la sensazione di una manovra di potere di basso profilo; non sarebbe convincente e metterebbe in crisi la credibilità di tutti». Stirati parla anche di aspetti programmatici come «le questioni ambientali, dall’incenerimento del Css nei cementifici sul quale abbiamo detto parole nette, alla valutazione sul lavoro amministrativo fatto e quindi sulla mia figura fino ai criteri per le liste: vogliamo dare un segnale di netta discontinuità col passato».

La linea Maginot Inutile dire che da Perugia, cioè dai vertici del Pd, tutti spingono per l’unità. Cinque anni fa Stirati se ne andò dal Pd e corse in solitaria contro i dem, riuscendo a vincere in quella che è una delle storiche roccaforti della sinistra umbra. La ferita ancora sanguina ma di tempo ne è passato e il quadro politico è nettamente differente: il centrodestra a trazione leghista spaventa e Gubbio, insieme a Foligno, Orvieto e ai Comuni più importanti del Trasimeno, è la vera linea Maginot del Pd umbro che, a un anno delle regionali, non può permettersi altri ko dopo Perugia (nel capoluogo umbro alla vittoria ci credono in pochissimi), Terni, Spoleto e l’harakiri di Umbertide. «Adesso la responsabilità di tirare le fila del ragionamento – continua Stirati – è mia, sto anche lavorando a un documento che possa dare l’idea dello sforzo di sintesi che stiamo facendo».

Smacchi Da qui a breve la fumata potrebbe anche essere bianca ma nessuno mette le mani avanti, tanto meno Smacchi: «La ricucitura è indispensabile e sulla base di questo presupposto stiamo lavorando; lo strappo del 2014 va superato e assorbito, stiamo cercando di fare di tutto». E in attesa di capire quale piega prenderà la vicenda frattempo proseguono gli incontri di Stirati e della sua giunta nelle diverse zone del territorio eugubino: venerdì, alle 21, appuntamento all’ex scuola di Colpalombo per un resoconto di quanto fatto in questi cinque anni e sui piani per la prossima consiliatura.

Twitter @DanieleBovi

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