venerdì 23 agosto - Aggiornato alle 11:58

Gubbio, dal Pd se ne vanno in 10 dopo il mancato accordo con Stirati. I dem puntano su Cardile

I dissidenti: «Non lasciare il partito in mano a chi lo porterà ai minimi storici». Verini: «Incomprensibile e sbagliata la scelta di Stirati»

Bandiere del Pd

di Daniele Bovi

Che molti dentro il Pd eugubino non avessero gradito il modo con cui il partito ha gestito quest’ultima fase, chiusasi con il mancato accordo con il sindaco uscente Filippo Stirati, era cosa nota ma da martedì sera i dissidenti hanno nome e cognome. Con una nota inviata alle redazioni nelle scorse ore infatti in dieci hanno deciso di dimettersi dalla segreteria e dall’Unione comunale del partito, chiedendo al commissario del partito, Walter Verini, di «avocare a sé le funzioni del Pd di Gubbio, per non lasciarlo in mano a chi lo destinerebbe nuovamente all’opposizione e ai minimi storici». Insomma, lo scontro sulla gestione di questa fase da parte del segretario Andrea Smacchi è totale. A firmare la nota sono Nicola Aloia, Domenico Aloi, Ciro Carbone, Giovanni Manca, Christian Starace, Giorgia Vergari, Ilaria Pierini, Fabrizio Bellucci, Ugo Tacchi e Giuseppe Passeri.

STIRATI SCARICA IL PD EUGUBINO

La spaccatura «Da oltre un anno – scrivono – lavoriamo per un processo graduale e condiviso di rinnovamento della classe dirigente del partito, per un centro sinistra largo plurale e civico, condividendo che si ripartisse dall’esperienza amministrativa della coalizione guidata da Filippo Maria Stirati. Oggi troppi passaggi hanno disatteso le nostre indicazioni per poter rimanere ancora in silenzio ed inermi di fronte a questa grave situazione. Da parte della Segreteria del Pd di Gubbio, abbandonato frettolosamente il progetto civico, accantonato il cambiamento del Pd e buttato a mare il comitato promotore del progetto civico stesso che non è mai stato messo nelle condizioni di potere operare, si è evidenziata tutta l’ipocrisia, la scarsa lungimiranza e la strumentalità nel non aver voluto perseguire quanto deliberato dagli organismi statutari.

Serve un candidato Martedì sera si è tenuta la riunione dell’assemblea dem dopo il duro comunicato con cui Stirati ha, di fatto, scaricato il Pd cittadino, costretto a questo punto a individuare un possibile candidato. Le soluzioni sono due: Marco Cardile, cardiologo e consigliere uscente che si è preso qualche ora per sciogliere la riserva, oppure lo stesso Smacchi. Una decisione arriverà nella giornata di mercoledì e non sono esclusi altri colpi di scena.

Parla Verini In attesa di capire se sarà o no Cardile il candidato, il commissariamento del partito eugubino non sembra all’ordine del giorno. «La scelta di Stirati di rompere un accordo già sottoscritto – spiega Verini a Umbria24 – appare incomprensibile e sbagliata». Il commissario dem ricorda che il Pd ha accettato tutti i punti posti dal sindaco, come il riconoscimento del lavoro fatto, il passo indietro di chi ha fatto una dura opposizione in consiglio e dei protagonisti delle ultime spaccature, fino alla disponibilità a rinunciare al simbolo. «Dopo le note vicende regionali – continua Verini riferendosi all’inchiesta sui concorsi – sono affiorati dubbi sulle ripercussioni ma quei passi non possono essere cancellati. E davanti a questi ripensamenti mi si chiede di intervenire e di mediare, salvo poi rifiutare la mediazione. Se il Pd, a questo punto, è costretto a dimostrare di esistere lo farà».

Twitter @DanieleBovi

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