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sabato 27 febbraio - Aggiornato alle 10:58

Governo Draghi, Lega e Fd’I levano scudi sull’acciaio e incalzano: «Piano siderurgia»

Molinari: «Diritto alla salute e produzione industriale viaggino di pari passo», Urso: «Non fate sparire Taranto, Piombino e Terni»

«Dobbiamo trovare il modo di contemperare il diritto alla vita e alla salute al sacrosanto diritto alla produzione industriale e alla tutela dei posti di lavoro,  non ci deve essere una scelta tra l’uno e l’altro e l’Italia non può permettersi di perdere una filiera strategica come quella dell’acciaio». Così il deputato della Lega Riccardo Molinari in Aula a Montecitorio nell’ambito della discussione sulle comunicazioni del nuovo Governo Draghi.

Molinari «Lei, Presidente – ha detto rivolgendosi al premier – ha parlato giustamente di transizione ecologica nel suo intervento. È il pilastro principale del Recovery Fund, che è una delle missioni che il Presidente Mattarella ha assegnato a questo Governo. Ebbene,  discontinuità deve esserci anche nel concetto di ambientalismo, perché, vede, noi condividiamo con lei che questa sia una grande opportunità per creare sviluppo e nuove infrastrutture e per creare nuovi posti di lavoro e, quindi, dobbiamo lasciarci alle spalle un’idea
di ambientalismo che è stata utilizzata negli anni per bloccare gli investimenti nel nostro Paese, per bloccare gli investimenti pubblici e gli investimenti privati. Quindi, se dobbiamo potenziare la mobilità sostenibile, partiamo proprio dalle grandi opere che ci chiede l’Europa, i grandi corridoi europei, la TAV e il terzo valico che permetteranno anche all’Italia di diventare l’epicentro, il cuore logistico dell’Europa, garantendo meno traffico e meno emissioni. E se poi dobbiamo pensare a creare nuovi posti di lavoro con la transizione green, dobbiamo partire da un presupposto: non perdiamo quelli che già ci sono e, quindi, discontinuità sulle politiche che hanno visto i Governi precedenti occuparsi dell’Ilva di Taranto; dobbiamo trovare il modo di contemperare il diritto alla vita e alla salute al sacrosanto diritto alla produzione industriale e alla tutela dei posti di lavoro, non ci deve essere una scelta tra l’uno e l’altro e l’Italia non può permettersi di perdere una filiera strategica come quella dell’acciaio».

Urso Dai banchi dell’opposizione, al Senato, a dire la propria sull’acciaio, tema caldo per Terni e l’intera Umbria, con il gruppo thyssen alle prese cin una annunciata vendita di Acciai scpeciali Terni è l’esponente di Fratelli d’Italia Adolfo Urso: «Per quanto riguarda la siderurgia italiana – ha detto nel suo intervento –  tra due anni non ci sarà l’Ilva, non ci sarà Piombino e non ci sarà Terni. Le chiediamo un piano nazionale siderurgico che ci consenta di uscire dalla stretta, dall’angolo in cui gli investitori stranieri hanno messo l’Italia».

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