martedì 19 novembre - Aggiornato alle 22:02

Giunta Tesei, sale la tensione: la Lega continua a chiedere tre assessori. È stallo

I salviniani forti del loro 37% puntano a tre caselle a discapito però degli alleati: ecco nomi e possibili assetti

Tesei e Salvini (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Come nel gioco dell’oca, tutto torna al punto di partenza o quasi. Ci vorrà probabilmente più del previsto per trovare la quadra tra gli alleati e arrivare ai decreti di nomina della nuova giunta regionale. La situazione è in stallo e la tensione più alta del previsto per un motivo abbastanza semplice ed emerso già nelle ore scorse: la Lega, forte del suo 37%, chiede tre assessori, il che trasformerebbe la giunta Tesei in una specie di monocolore dato che anche la neo presidente è in quota Lega. La richiesta è stata ribadita nelle ultime ore e i tre assessorati servono anche alla Lega per trovare una sintesi tra le diverse e agguerrite fazioni interne. Lo statuto della Regione sul punto è chiaro: gli assessori possono essere al massimo cinque più la presidente, e va garantito un equilibrio tra uomini e donne.

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LA MAXI PARTITA DELLE NOMINE: OLTRE 50 IN BALLO

Stallo Se per la sanità rimane in pole il geometra veronese Luca Coletto, tra i papabili ci sono sempre il ternano Daniele Carissimi per ambiente e rifiuti o, in alternativa, un ripescaggio dell’altro ternano (ma non eletto) Enrico Melasecche. Tra chi ambisce a un posto al sole c’è anche la perugina Paola Fioroni, anche se ciò cozzerebbe inevitabilmente con la presenza dell’altro Fioroni, cioè il cugino Michele, indicato da FdI come nome d’area. La richiesta della Lega implica che qualcuno, in caso, dovrà rinunciare al posto e qui rischia di aprirsi un vero e proprio vaso di Pandora. Usando come chiave di lettura i rapporti di forza, a essere sacrificata sull’altare dei desiderata leghisti dovrebbe essere Paola Agabiti Urbani; Tesei però la vorrebbe in giunta e dopo il dispiego di energie e l’appoggio dei diversi e trasversali mondi che hanno sostenuto il sindaco di Scheggino (dagli Urbani ad alcune associazioni di categoria fino a quei pezzi di Pd in rotta con Verini), è difficile che Agabiti non trovi un posto.

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I possibili assetti A ruota, sempre con la stessa logica, ci sarebbe Forza Italia dove al solo sentire mettere in discussione la presenza di Roberto Morroni viene messa la mano alla fondina. Un taglio del forzista provocherebbe inevitabilmente l’immediato deflagrare della vicenda su un tavolo nazionale. E Fratelli d’Italia? Tra gli alleati c’è chi sostiene che la presidenza dell’assemblea, ‘prenotata’ con largo anticipo da Marco Squarta, valga più di un assessorato e quindi potrebbe anche bastare così. Anche qui, è difficile che dalle parti dei meloniani qualcuno accetti un discorso di questo tipo. Le richieste di FdI sono sempre due: presidenza del consiglio più assessorato, con un uomo d’area come Michele Fioroni (a quel punto Andrea Romizi potrebbe fare entrare in giunta Matteo Grandi). Da queste parti la grande esclusa è Michela Sciurpa, terza dietro il duo Marco Squarta-Eleonora Pace: per ‘ripescarla’ in consiglio – come qualcuno ipotizza o auspica – bisognerebbe ancora cambiare assetto: in giunta la Pace con Squarta sempre alla presidenza. La coperta però è corta e a questo punto serve una riunione di coalizione per mettere sul tavolo le carte e trovare una soluzione che accontenti tutti o quasi. I tempi si allungano.

Twitter @DanieleBovi

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