sabato 19 ottobre - Aggiornato alle 10:24

Giunta regionale, Bartolini nominato all’Aran presenta le dimissioni

La lettera è arrivata venerdì. Dal 12 agosto sarà membro dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni

L'assessore Antonio Bartolini (foto © Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

L’assessore Antonio Bartolini non fa più parte della giunta regionale umbra. Le dimissioni sono arrivate nelle scorse ore dopo che Bartolini è stato nominato membro dell’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. Il professore di Diritto amministrativo dell’Università di Perugia è stato nominato con decorrenza 12 agosto e, come spiega nella lettera di dimissioni, si tratta di un incarico a tempo pieno che non consente di portare avanti il lavoro in giunta. «Penso – dice a Umbria24 – che sia un bel riconoscimento per l’Umbria rappresentare le regioni nei negoziati con i sindacati del pubblico impiego».

Le deleghe Di questo incarico si vociferava già da qualche tempo dentro Palazzo Donini, dove a questo punto rimangono soltanto tre assessori: il presidente Fabio Paparelli, Fernanda Cecchini e Giuseppe Chianella. Dopo le dimissioni dell’ex assessore Luca barberini, arrivate in seguito allo scoppio dell’inchiesta sui presunti concorsi truccati, le deleghe pesanti relative alla sanità erano state assegnate proprio a Bartolini, che si occupava anche di Riforme, Partecipate, Polizia locale, Risorse umane e patrimoniali, Istruzione e Diritto allo studio.

Cos’è Alla fine di giugno Consiglio dei ministri aveva deliberato il conferimento per quattro anni dell’incarico di presidente dell’Agenzia ad Antonio Naddeo, capo dipartimento e già commissario straordinario dell’Aran dal 2009 al 2011. L’Aran è diretta da un comitato direttivo, composto da quattro membri scelti tra esperti con competenza nelle materie delle relazioni sindacali e della gestione del personale; due vengono nominati dal Governo, uno dalla Conferenza dei presidenti delle Regioni e uno dall’Anci (l’Associazione nazionale dei Comuni italiani) e dall’Upi, l’Unione delle Province italiane. La durata dell’incarico, come quello del presidente, è di quattro anni.

Twitter @DanieleBovi

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