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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 15:31

Acciaio, a Terni Agorà Pd col saluto di Letta. Provenzano a Giorgetti: «Fuori il Piano»

Fim Cisl e Fiom Cgil: «Il governo coinvolga i sindacati». Todde: «Arvedi per Ast un’opportunità in era di mercato in ripresa»

Notizie Live
Ore 12:15

Giuseppe Provenzano (vicesegretario Pd nazionale): «Grazie al Pd locale per l’iniziativa e in modo particolare a Paolo Raffaelli per la dedizione, l’impegno e la passione con grande attenzione per le sorti del sito di Terni e della città nel suo complesso. Un esempio di militanza. La discussione sulla siderurgia è stata considerata per troppo tempo una materia un po’ sporca diversamente da quella che può essere la percezione di un ternano che ne ha riconosciuta l’importanze e ha fatto del sito Ast anche una bandiera identitaria. Un pezzo della nostra battaglia per innovazione, tutela ambientale e sicurezza dei lavoratori e un pezzo della battaglia che va compiuta in Europa e nel mondo. La natura strategica del settore è stata qui ribadita. Siamo il terzo produttore europeo di acciaio, spetta a noi declinare al meglio il Pnrr e le transizioni, ecologica e tecnologica. Quale politica industriale individuare è fondamentale; avrebbe dovuto essere una prerogativa per il Pnrr, una pre-condizione. Non possiamo rischiare di importare modelli e tecnologie perché il Pnrr si realizzi. Il declino industriale che Terni ha vissuto deve essere il punto di partenza di una riflessione che il Pd ad ogni livello deve aprire e affrontare. La questione dell’energia e del caro prezzi è questione di sicurezza nazionale ed europea, come lo sono gli strumenti antidumping. Sulle partecipazioni statali il tema non è più dentro o fuori, è già dentro; ma va capito se ha forza e capacità di starci. A Taranto emergono timidezze in questo senso. Piuttosto che parlare di delocalizzazione, che in quadro europeo ha anche poco senso, il tema è di responsabilità sociale dei player industriali. La pandemia ha mostrato le debolezze del Paese e ci ha insegnato che deve cambiare anche la curvatura dei processi di globalizzazione. Giuste le osservazioni di camiglieri sulle infrastrutture e la logistica perché se chiediamo responsabilità sociale ai grandi operatori economici, la politica deve garantire a questi le risposte che gli competono. Rispetto al piano nazionale della siderurgia chiediamo al ministro Giorgetti un atto di chiarezza: se c’è lo tiri fuori e lo illustri; se c’è una bozza, tanto meglio, discutiamone».

Ore 12:06

Giacomo Porrazzini (Cittadini liberi): «Quel che emerge con forza è che stiamo tutti aspettando che uno spettro prenda vita, ovvero il Piano nazionale della siderurgia che deve dare risposte per la tipicità della produzione italiana, quella da forno elettrico. E se il costo dell’energia è elemento di non competitività per il Paese è opportuno che se ne parli. La Re David raccontava di come il sindacato venga chiamato solo a gestire gli esuberi. Negli ultimi trenta anni la produzione è triplicata confermando l’acciaio cuore pulsante dell’economia, ma abbiamo avuto una fuoriuscita dal settore di un milione di addetti al mondo. Il piano siderurgico deve darci anche questa risposta: può il piano di decarbonizzazione invertire la rotta al netto di tecnologie che avanzano? Valorizzare le competenze e le risorse umane non è secondario. Il piano della formazione allora serve. Una risposta poi a Camiglieri quando dice che ciascuno deve pare il suo: se non ci fosse stato il territorio, ricordava prima Neri, la partita della carbon tax sarebbe andata persa. Anche attraverso Federmanager invece l’inox è stato inserito nel Cbam; l’azienda non ha fatto il suo dovere in quel caso».  Nel suo intervento richiamato il gruppo di lavoro formatosi per il Polo dell’idrogeno.

Ore 11:57

Massimiliano Smeriglio (Pd Europa): «Mantere il quarto posto tra i player europei dell’acciaio deve essere per Ast la linea guida delle scelte. Il piano industriale deve tener conto del quadro finanziario dell’unione e del pnrr sui grandi temi della transizione ecologica e dell’innovazione tecnologica. La tutela del sito, quella occpazionale e quella ambientale sono battaglie da condurre assieme, on connessione tra Ricerca e produzione industriale. Il settore può ripartire dall’importante patto d’acciaio siglato al G20 con gli Usa ma non possiamo più aspettare per la partita delle infrastrutture».

Ore 11:46

Fabio Paparelli (Pd): «Ast, come sito di acciai speciali deve trovare il giusto posto nel piano nazionale della siderurgia. L’acciaieria incide per il 20% sul Pil territoriale e giorni fa la giunta regionale ha respinto l’opportunità di avere un ruolo attivo sulla partita, da qui ai prossimi mesi. Il tutto a distanza di poco tempo da una conferenza sull’economia che ha visto alzarsi un grido d’allarme sulle incertezze della fase, nodi da sciogliere, questioni decisive nel quadro anche nazionale ed europeo. Non ci dobbiamo sostituire all’impresa nella elaborazione del piano industriale ma come centrosinistra crediamo fortemente nell’opportunità di una condivisione delle questioni nelle massime sedi istituzionali. In replica a chi ricorda chi voleva spostare la fabbrica da viale Brin, ricordiamo che aspettiamo ancora di passeggiare sul parco sopra le scorie. Abbiamo tante potenzialità da esprimere e certamente la politica deve fare la sua parte. La vendita ad Arvedi è positiva ma porta con sé pagine da scrivere e se siamo qui oggi è per l’impegno che il Pd vuole mettere a tal fine. Vorremmo scongiurare amare sorprese dall’Antitrust, chiusure di Aspasiel, Tubificio o altro, capire se Thyssen rimarrà in parte, se lo Stato sarà della partita e se il magnetico è un’ipotesi campata in aria o c’è qualcosa di più serio».

Ore 11:41

Luciano Neri (Federmanager): «Terni è la città più inquinata dell’Umbria e qui si parla di energia come tema centrale e parallelo alla siderurgia ma nessuno si sta preoccupando di conoscere ad esempio il piano industriale di Enel che ha acqusito il sito idroelettrico dalla Erg. Siamo una realtà che ha competenze a 360 gradi, anche noi abbiamo conoscenze che possiamo mettere a disposizione del dibattito nella costruzione di una prospettiva industriale seria»

Ore 11:35

Raffaelli: «Le opposizioni in consiglio regionale giorni fa hanno proposto una mozione per un tavolo interregionale per le infrastrutture con focus sui collegamenti ai porti, ma è stata rispedita al mittente anche con un certo imbarazzo».

Ore 11:29

Tullio Camiglieri (Relazioni esterne Ast): «A me piacerebbe che la politica si occupasse più di politica che di assetti societari. Le infrastrutture ad esempio, i problemi veri della regione. Il porto naturale degli umbri, ha detto un presidente di Regione ha detto essere Ancona. ma stiamo aspettando la Orte-Civitavecchia da decenni. Ponti, austostrade e viadotti vanno sistemati a dovere. Il percorso Roma-Terni è un eterno cantiere e per le auto è problematico ma per i mezzi speciali lo è ancora di più. la politica getti il cuore oltre l’ostacolo per le giovani generazioni e per le aziende mettendole in condizioni di lavorare bene. C’è stato qualche gruppo parlamentare che propose il trasferimento dell’acciaieria di 20 km; uno dello staff del ministro Di Maio mi disse che lo stabilimento di Terni lo avrebbero chiuso per farne un parco ecologico. Ast sta facendo molto sul recupero della scoria ma le attività ambientali del privato non possono entrare in contrasto con le politiche sulla logistica, la strategia che si adota deve avere un senso. Abbiamo potenziato moltissimo il trasporto su ferro ma serve la reazione delle istituzioni perché ci sia la possibilità di trasportare uno dei più grandi cilindri fucinati mai realizzati al mondo al quale stiamo lavorando».

Ore 11:05

Da Piombino e Taranto i contributi rispettivamente di Laura Bardi (capogruppo Pd consiglio comunale Piombino) e Ubaldo Pagano (deputato Dem).

Ore 10:52

Walter Verini (Pd): «Mi poiace l’impostazione di questa agorà perché non è di respiro locale e nazionale ma europeo e mondiale. Dà il senso di quanto il ruolo dell’Ue sia fondamentale. Ognuno deve fare la sua parte e il sindacato come diceva Re David di Fiom Cgil non possono essere coinvolti solo nella gestione degli esuberi. Tutti insieme si deve lavorare per un salto di qualità nelle relazioni industriali, con il piano nazionale della siderurgia. Non possono rimanere fuori coloro che rappresentano i lavoratori o il mondo della Ricerca. Il settore è asse portante nel Pnrr. Da questo confronto dovrebbe uscire la condivisione forte di una strategia. A Terni per la prima volta non si sta parlando di gestione esuberi ma di una nuova proprietà, di garanzia occupazionale, integrità del sito, mantenimento dei livelli produttivi. Il governo deve cogliere l’occasione per costruire un nuovo modello di relazioni. I piani industriali non possono restare nel cassetto fino alla fine ma costruiti col contributo di tutti. Non può essere il momento della riservatezza, serve condivisione. Ai balbettii della destra in consiglio regionale e non solo, dobbiamo  contrapporre la cura di interlocuzioni e di percorsi partecipati. L’occasione di Terni che non va giocata sulla difensiva ma per un discorso di prospettiva deve promuovere un nuovo modello di relazioni»

Ore 10:40

Libia (Federacciai): «Cina India e Usa sono responsabili della maggiore percentuale di produzione di Co2 oltre l’80%. L’Italia l’1%. Se investiamo in decarbonizzazione gli altri Paesi ci vengono dietro? Il Vietnam sta costruendo centrali a carbone. Sulla questione energetica il Governo non può fermarsi a calmierare il caro bollette dei consumatori. La produzione da fonti rinnovabili deve vederci crescere a ritmi sostenuti. L’idrogeno ha senso solo se green e prodotto a livelli importanti. La discussione va aperta a livello europeo».

Ore 10:30

Enrico Gibellieri: «Partendo da Terni direi che la soluzione individuata è la migliore possibile. Arvedi è al top della tecnologia di produzione a livello mondiale, ha capacità di investimenti, è attento all’ambiente, all’occupazione e al territorio nel quale opera. Mi aspetto molto da questa esperienza che conosco per aver lavorato vent’anni al Centro sviluppo materiali di Terni. Il Piano nazionale della siderurgia è opportuno e integrato con quello dell’energia e della transizione ecologica. Il Pd nel 2005 e nel 2012 ha organizzato a Genova e Terni grandi conferenze sulla siderurgia. Serve continuità e attenzione alla Ricerca».

Ore 10:15

Alessandra Todde (viceministro Mise-M5s): «Il punto di avere una strategia condivisa non importante solo per rispondere a singole vertenze ma per non contrapporre modalità di produzione e non farsi competizione in casa. L’acciaio è il cuore della manifattura. Dobbiamo mediare gli interessi dei produttori nazionali. I rottami sono sempre più difficili da reperire e più costosi. Coraggio di dire che se gli impegni non vanno mantenuti, si può fare altro e individuare una strategia di azione nazionale. Terni un’occasione unica per dare risposte al territorio. Finalmente abbiamo di fronte un player famoso per gli investimenti, del settore, e che conosce il Paese. In questo momento è opportuno ascoltare la voce di tutti per una visione di medio lungo periodo cavalcando l’onda di un mercato in straordinaria ripresa. Quanto alla transizione ecologica, la questione energetica è centrale. Sul decreto delocalizzazioni, il ministro Orlando avrà più dettagli di me – ha detto Todde sollecitata da Raffaelli -. Spesso scontiamo in Italia scelte non nostre ma di player stranieri. Servono leggi chiare e durature soprattutto al netto di contributi pubblici erogati. È importante interrogarsi su quali investimenti vogliamo nel nostro Paese».

Ore 10:05

Valerio D’Alò (Fim Cisl): «Serve una visione gobale nazionale ed europea, il contributo della politica perché certi processi vengano accelerati e il coinvolgimento dei sindacati venga garantito è essenziale. Grazie al Pd per il coraggio delle scelte del passato sul tema e par l’iniziativa di oggi ma l’accorato appello che noi facciamo è non solo che in ogni singola realtà siano sottoscritti gli accordi ma anche che vengano rispettati e nulla frani ad ogni cambio di governo. Se la strategicità è riconosciuta, non possiamo aspettare nell’incertezza alcune risposte fondamentali, come la realizzazione o meno del forno elettrico a Piombino. Non abbiate vergogna di parlare con noi sul da farsi. Ad oggi abbiamo una certa difficoltà di interlocuzione con le istituzioni. Abbiamo bisogno di credibilità reciproca. Su Terni abbiamo un’occasione diversa. Abbiamo un industriale italiano che può dare una risposta importante ma in un quadro normativo certo. Facciamo attenzione a una cosa: se cambiamo le carte in tavola ogni due per tre, non siamo appetibili per gli investimenti privato. Siamo disponibili al dialogo coinvolgeteci nei modi e nei tempi giusti».

Ore 09:55

Francesca Re David (Fiom Cgil): «Abbiamo recentemente scioperato non per le scelte che si fanno per il settore ma perché nessuno si preoccupa di coinvolgere i sindacati nel confronto per studiare soluzioni di un settore strategico per il Paese. Non esiste pnrr senza siderurgia e microelettronica. Il mercato c’è ma anche tanta incertezza su assetti proprietari e questioni ambientali della quale i lavoratori sono stanchi. Arcelor mittal sta perdendo quote di mercato, mancano le manutenzioni. Quel privato lo ha scelto lo Stato, l’incertezza la fa da padrona e non pensino di chiamarci solo quando ci sono da discutere i livelli occupazionali a ribasso. Il Piano nazionale siderurgico è indispensabile ma noi non lo conosciamo, come mi pare opportuno un piano energetico e di approvvigionamento delle materie prime. Il rilancio dell’Industria come pure la transizione energetica non possono poi avvenire con i lavoratori in Naspi, bensì in continuità e coinvolgere lavoratori e sindacati sarebbe altrettanto opportuno».

Ore 09:50

Brando Benifei (Pse): «Lavoreremo anni per la transizione ecologica, abbiamo bisogno di coniugare l’azione dell’Europa in tal senso con la competitività delle aziende e le esigenze del lavoro tutto questo non può non compiersi se non attraverso grandi investimenti. Servono tante risorse anche per la formazione. Altro tema centrale che deve entrare in questo dibattito inoltre è quello della lotta alle delocalizzazioni e depauperamento di realtà industriali»

Ore 09:40

Antonio Misiani: «La siderurgia non è un tema qualunque, parliamo di 60mila addetti diretti, un settore che in Italia  nonostante le vicende di Taranto produce 20 milioni di tonnellate l’anno ed è al terzo posto in Europa dopo Germania e Ucraina. Nei primi nove mesi del 2021 ha registrato +26% la produzione di acciaio. 85% produzione italiana deriva da forno elettrico. Indubbi punti di forza, posizione geografica e innovazioni tecnologiche ma le materie prime restano il punto debole, come pure l’energia. La domanda mondiale è progressivamente cresciuta nell’ultimo ventennio. Il tema della transizione è centrale. La siderurgia è posizionata bene nel processo, visto che è una produzione circolare per sua natura, ma va accellerata la decarbonizzazione anche se siamo primi in Europa per produzione da forno elettrico e quindi già a ridotte emissioni. Dobbiamo inoltre insistere sul tema dell’antidumping per accompagnare l’esigenza di minore impatto ambientale e quo deve intervenire l’Europa con politiche commerciali che vadano a minare in qualche modo quei concorrenti asiatici che non rispettano alcuna misura a salvaguardia del Pianeta. Non da ultimo c’è bisogno di infrastrutture utili. Serve un Piano nazionale di rilancio dell’industria sostenibile ferma da troppo tempo. Politica industriale va ripresa con serietà e la siderurgia e l’automotive del XXI secolo devono essere i punti di partenza della sfida».

Ore 09:30

Tommaso Bori: «Grazie a Paolo Raffaelli per l’amore smisurato che dimostra per la città». Il giornalista ternano si è speso per la riuscita dell’agorà e coordina i lavori. «Il Partito democratico con grande serietà ha seguito le vicende Ast e il tema della siderurgia nel suo complesso. Per questa ragione l’appuntamento di oggi non solo è occasione per fare un nuovo confronto su Acciai speciali Terni ma per riflettere sui prossimi decenni dell’industria del Paese».

Ore 09:15

Enrico Letta: «Bene che si sia riusciti ad organizzare un confronto democratico, che è il metodo di lavoro che abbiamo scelto lungo tutto lo Stivale, sul tema della siderurgia; importante per il Paese, anzi direi pesante. Mi auguro che sia occasione di scambio di opinioni e dibattito approfondito, soprattutto sui temi centrali e caldi del momento come il costo dell’energia, l’approvvigionamento delle materie prime e le tematiche ambientali».

Via all’Agorà del Partito democratico nazionale sul tema della siderurgia, organizzata a Terni in modalità ibrida, quindi non solo in presenza, ma anche online, tanto che il saluto del numero uno del Nazareno Enrico Letta arriva da remoto. Nel pomeriggio sessione dedicata ad Ast nel percorso di cessione al gruppo Arvedi.

 

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