venerdì 21 giugno - Aggiornato alle 02:02

Marini: «Ribadisco mie dimissioni, uscirò a testa alta». Si torna in aula la prossima settimana

La presidente arriva alle 11, discorso di circa mezz’ora: «Dimessa per senso di responsabilità». Discussione rinviata alla prossima settimana dopo ore di riunione

Notizie Principali
11.05 - Catiuscia Marini arriva a Palazzo Cesaroni
12.25 - Catiuscia Marini prende la parola in Aula
13.00 - Marini termina. Convocata conferenza dei capigruppo
17.50 - La discussione sulle dimissioni si terrà il 17 o il 18 maggio
Notizie Live
Ore 18.40

Il centrodestra e il Movimento sparano ad alzo zero e spiegano che non essendo stata avviata la discussione «la decima legislatura è formalmente finita». «Qualunque atto ora – ha detto Claudio Ricci – può finire di fronte al Tar». I membri del centrodestra sono pronti ad andare dal prefetto e a diffidare la presidente dell’assemblea Donatella Porzi.

Ore 17.50

L’aula con 11 voti a favore e 8 contrari ha accettato la proposta di Chiacchieroni di aggiornare la seduta del consiglio regionale: le date scelte sono quelle di venerdì 17, nel pomeriggio, o sabato 18.

Ore 17.33

Il centrodestra in aula si schiera contro il rinvio della discussione, così come il Movimento 5 stelle, e subito dopo la fine della seduta terrà una conferenza stampa in cui ribadire la propria contrarietà.

Ore 17.30

I giorni in più di tempo serviranno al centrosinistra per scrivere un documento da votare in aula. Nel pomeriggio ne è circolato uno brevissimo, firmato dai capigruppo di maggioranza, con cui si invitava la presidente a «recedere dalle dimissioni», senza aggiungere ulteriori valutazioni. Un atto sul quale però non c’era il consenso dentro al Pd, dove il braccio di ferro è tra chi vuole staccare la spina e chi vorrebbe andare avanti.

Ore 17.23

Il capogruppo del Pd Gianfranco Chiacchieroni chiede la possibilità, vista «la relazione importante della presidente», di poter «posticipare il dibattito facendo anche valutazioni in sede politica». L’idea è quella di riconvocare l’aula entro il 18 maggio.

Ore 17.05

La seduta del Consiglio è ripresa

Ore 16.30

Una delle ipotesi che circola in questi minuti è quella di tenere la discussione sulle dimissioni entro il 18 maggio, così da dare il tempo al centrosinistra di trovare una posizione condivisa. Sembra uscire dal novero delle possibilità dunque la possibilità di tenere la seduta dopo le elezioni.

Ore 15.00

È iniziata la nuova riunione dei capigruppo chiamata a sciogliere il nodo sul percorso della discussione sulle dimissioni della Marini

Ore 13.56

È terminata da poco la riunione dei capigruppo. Il centrosinistra ha presentato un breve documento in cui si ribadisce la fiducia alla presidente, e ha proposto di rinviare la discussione sulle dimissioni a dopo le elezioni. Tutte le opposizioni hanno ribadito il loro no a questa proposta. È ora in corso la riunione del centrosinistra per fare il punto della situazione. Alle 15 torneranno a vedersi i capigruppo.

Ore 13.32

Marini in consiglio regionale: guarda la fotogallery:

Catiuscia Marini in Consiglio regionale: «Confermo le mie dimissioni»

Ore 13.02

Marini termina il suo intervento. La presidente Porzi riconvoca la conferenza dei capigruppo per decidere il da farsi. Le opposizioni vorrebbero aprire ora la discussione, mentre alcuni nel centrosinistra puntano a un rinvio dopo le elezioni.

Ore 13.00

Con la voce incrinata dalla commozione, Marini ricorda il giorno del terremoto. Poi ha rivendicato: «Ho lavorato nel solo ed esclusivo interesse dell’Umbria e degli umbri, so di aver fatto errori ma sempre lavorando per la mia comunità. Mi sono sempre sottratta a pratiche politiche che non fossero caratterizzate dalla trasparenza, sono sempre stata a disposizione di altri livelli istituzionali senza tatticismi anche quando potevo farlo per mio vantaggio»

Ore 12.55

Ancora Catiuscia Marini: «Voglio uscire a testa alta da questa vicenda, so di aver bisogno di un tempo diverso per i tempi della giustizia. Ma le mie dimissioni servono anche a fare chiarezza e allora nessuna scappatoia da chi vuole liquidare senza dibattito, anche nel mio partito, su quello che è stato in questi anni. Sono orgogliosa e rivendico quello che ho fatto ed è ribadito da molti primati che l’Umbria può vantare come i posti negli asili nido».

Ore 12.50

Marini: «Umbria non è una terra da liberare, da tempo c’è alternanza tra centrodestra e centrosinistra alla guida di città importanti ma non si è visto un evidente cambiamento nella gestione dei servizi pubblici»

Ore 12.37

Marini: «Le dimissioni non sono state dettate da motivi personali bensì politico-istituzionali, serve un confronto e una motivazione di fronte all’assemblea. Le ho volute presentare per senso di responsabilità e lealtà verso le istituzioni. Non voglio rendere ancora più fragile il rapporto tra politica e istituzioni»

Ore 12.30

La diretta dall’Aula:

Ore 12.25

Inizia il consiglio. Parola alla Marini: «Mi sono dimessa per senso di responsabilità. Ribadisco le mie dimissioni»

Ore 12.19

Decibel alti nella riunione del centrosinistra, ancora in corso al quinto piano di palazzo Cesaroni. Eros Brega, ormai ex PD, ha abbandonato la riunione.

Ore 12.25

È finita la riunione di maggioranza. Il tentativo è quello di spostare la discussione dopo le elezioni del 26 maggio. La seduta inizierà fra pochi minuti e dopo le comunicazioni della presidente, che si annunciano lunghe, dovrebbe essere riconvocata la riunione dei capigruppo

Ore 12.00

L’attesa tra i banchi del consiglio regionale (foto Fabrizio Troccoli):

Ore 11.20

Subito dopo la riunione della capigruppo è iniziata quella del centrosinistra, dove si sta elaborando un documento in attesa che la seduta, in teoria convocata per le 11.

Ore 11.10

È finita da pochi istanti la riunione dei capigruppo in vista dell’inizio della seduta. Le opposizioni hanno ribadito che per loro la discussione deve chiudersi oggi, magari concedendo alcune ore della maggioranza. Il centrosinistra vuole aspettare le comunicazioni della presidente e poi riconvocare la capigruppo.

Ore 11.05

La presidente Catiuscia Marini è appena arrivata in consiglio regionale senza rilasciare alcuna dichiarazione. «Buongiorno a tutti, sto bene», le uniche parole pronunciate.

Catiuscia Marini appena giunta a Palazzo Cesaroni

È il giorno in cui si discutono le dimissioni di Catiuscia Marini dalla presidenza della Regione Umbria. La presidente Donatella Porzi ha convocato l’Assemblea legislativa per le 11. All’ordine del giorno: dimissioni ai sensi dell’articolo 64, comma 3, dello Statuto regionale. Così recita una breve nota della vigilia. E nella vigilia si è tenuto un vertice di maggioranza di due ore al termine delle quali la maggioranza non è scaturita una linea chiara. Fin quasi mezzogiorno lunedì il centrosinistra si è chiuso in conclave per decidere il da farsi in vista di martedì, quando in consiglio regionale saranno discusse le dimissioni di Catiuscia Marini, che spiegherà le sue scelte attraverso il documento che ha scritto insieme al suo avvocato, Nicola Pepe. Pagine in cui sostanzialmente la presidente dovrebbe ribadire che le dimissioni sono irrevocabili e rivendicare il lavoro fatto nel corso degli ultimi nove anni, oltre a sottolineare la volontà che con il passo indietro sarà più libera di difendersi dalle accuse.

IL PERCORSO VERSO IL VOTO 

La riunione Ma il centrosinistra che farà di fronte a quel documento? La seduta è convocata per le 11 e un paio d’ore prima i capigruppo di maggioranza e di opposizione si incontreranno per decidere tempi e modi della discussione; e non è escluso che qualcuno spinga per guadagnare ancora un po’ di tempo. Sulla scorta di quanto detto sabato dal commissario del Pd, Walter Verini, e cioè che la consiliatura è arrivata al capolinea, domenica Attilio Solinas (Articolo 1) si è sfilato spiegando che «non ci sono le condizioni per andare avanti», mentre il quadro nel Pd è variegato. Da una parte ci sono quelli, come Leonelli, che vorrebbero staccare la spina mentre altri, come il capogruppo Chiacchieroni, che non la pensano così. E tra questi ultimi le parole di Verini sulla fine anticipata della consiliatura non sono piaciute. Il capogruppo dem dice che il Pd valuterà dopo aver letto il documento della presidente e che il gruppo «non ritiene comunque di avere esaurito il suo mandato», anche perché «nessun consigliere è stato toccato dall’indagine».

Chiacchieroni «Non è accettabile – dice in un comunicato il capogruppo – un giudizio negativo, liquidatorio, sbrigativo sull’azione di governo del centrosinistra in Umbria nei Comuni, nelle Provincie e alla Regione, dopo decenni in cui un territorio dall’arretratezza e dal sottosviluppo è passato alla crescita e al benessere economico e sociale». L’ex sindaco di Marsciano rivendica poi il ruolo dei partiti e delle istituzioni «che non possono rinunciare a svolgere le loro funzioni costituzionalmente riconosciute di rappresentanza degli interessi generali dei cittadini. Potere politico-istituzionale e potere giudiziario sono chiamati al reciproco rispetto nelle rispettive autonomie. In questo quadro qualora si dovessero individuare, in sede processuale, reati penalmente rilevanti, saranno gli stessi imputati eventualmente responsabili a dovervi fare fronte in quanto, come noto, la responsabilità penale è personale». Dal capogruppo infine arrivano critiche ai partiti di opposizione per «l’uso politico delle indagini» e alla stampa, rea a suo avviso di far conoscere «in maniera notarile interi faldoni di intercettazioni telefoniche mentre evita di fornire i dati effettivi del funzionamento del sistema sanitario regionale».

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