martedì 22 gennaio - Aggiornato alle 01:53

Gesenu con Asm a Narni, comitato No inc Terni solleva caso Ricci e De Luca indaga

Società perugina punta gli occhi su Greenasm-Ternienergia: «Presidente Asm in conflitto di interessi». Commissione controlli e garanzia chiede lumi

 

Gesenu sarebbe prossima ad acquistare dalla Ternienergia il 50% della società Greenasm (di cui l’altro socio è Asm), società che gestisce il biodigestore dove oggi viene smaltito l’organico derivante dalla raccolta differenziata. «La Gesenu – scrivono allora i No inceneritori Terni – non sa dove portare i rifiuti di Perugia visto che tutti i suoi impianti e discariche sono stati chiusi a seguito dell’inchiesta per la quale si sta celebrando il processo nel capoluogo, oltre a l’altro iniziato a Viterbo per l’inchiesta ‘Vento di Maestrale’; non ha saputo e ancora non sa gestire la raccolta differenziata nel perugino, rimanendo fanalino di coda dell’intera regione; ha esaurito le sue discariche e oggi ne riapre una in via temporanea perché non sa dove conferire i rifiuti dopo il giusto no da parte degli Orvietani. Spende milioni di euro per trasportare rifiuti fuori regione, ma non ha soldi per costruire impianti nel suo territorio? Terni è in totale balia di Roma e Perugia. A quando un’idea di città? A quando la decisione sul futuro indirizzo del nostro territorio?»

Asm Nel frattempo lo stesso comitato punta i riflettori sul presidente di Asm Paolo Ricci: «Dal verbale dell’assemblea della Italeaf (controllante di Ternienergia), risulta ne sia azionista. Non vi è traccia nel documento sulla incompatibilità nel sito istituzionale di Asm, ma dobbiamo dedurre che probabilmente la normativa prevede la possibilità che non vadano comunicate proprietà di azioni di altre società. Peccato però che in questo caso la TerniEnergia in questione sia in società con l’azienda pubblica di cui lui è il massimo dirigente (Asm appunto), pur senza compenso per superati limiti di età. Forse, per opportunità, avrebbe potuto fare uno sforzo maggiore di trasparenza? In questa partita che vede al centro non solo l’impianto di biodigestione ma tutta l’area di Nera Montoro, Paolo Ricci quale interesse difende? Quello di Asm e della città di Terni, o quello della società in dissesto finanziario che farebbe cassa con la vendita e quindi ne otterrebbe un vantaggio anche lui in qualità di azionista? Come presidente di Asm si è posto mai il problema di verificare se invece le quote di Ternienergia non le possa acquistare l’azienda pubblica, che peraltro avrebbe un diritto di prelazione? La Giunta attuale ha mai fatto passi in questa direzione?». Attese risposte e pure l’avvio di un dibattito pubblico che vada oltre le questioni ambientali: «In altre città – scrivono i No inc – stanno investendo in chiave di economia circolare; nuove produzioni sostenibili, nuovi posti di lavoro, la possibilità di una visione autocentrata e non preda degli appetiti di Roma o Perugia.Ne vogliamo parlare?».

De Luca «A seguito delle notizie emerse – dichiara il presidente della Commissione Garanzia e Controllo Thomas De Luca del M5s –  ho inviato una richiesta di istruttoria all’Asm Terni Spa al fine di verificare presunte cause di incompatibilità del presidente ingegner Paolo Ricci. Nella fattispecie si chiede di verificare se lo stesso abbia comunicato al momento dell’accettazione dell’incarico  di essere socio della società Italeaf Spa. Sollecito inoltre il segretario generale del Comune ad esprimersi nel merito ed a chiarire se tale partecipazione costituisca causa di incompatibilità, in virtù del diretto rapporto che l’Asm ha con la Terni Energia SpA, società in rapporto con Italeaf e al 50% proprietaria del biodigestore Green Asm. Come presidente intendo intervenire direttamente ogni qual volta ci sia una richiesta di chiarezza e trasparenza a garanzia del rispetto della legalità e dell’interesse dei cittadini ternani».

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