giovedì 20 giugno - Aggiornato alle 15:38

Gesenu e giudizio sulla giunta, a Perugia Ncd esce di fatto dalla maggioranza: «Attendismo e mancanza di visione»

L’annuncio di Scarponi e Monni: «Manterremo gli impegni presi, ma da oggi avremo mani libere»

Scarponi e Monni (foto U24)

di Daniele Bovi

Di fatto, un piede e mezzo fuori dalla squadra di Andrea Romizi. Con una conferenza stampa tenuta lunedì mattina alla sala della Vaccara di Perugia Ncd-Alternativa popolare, rappresentata dal consigliere comunale Emanuele Scarponi e da Massimo Monni, ha sostanzialmente imboccato la strada che porta verso l’uscita dalla maggioranza che governa Perugia. La fedeltà al sindaco non viene messa in discussione anche se da qui in avanti Ncd «terrà mani libere» e, soprattutto, «dal giorno dopo la fine della consiliatura non ci sentiremo più legati a nessuno». Insomma, se formalmente la nave non viene abbandonata è chiaro che le rotte politiche sono differenti. Tra i motivi della rottura la gestione da parte dell’Amministrazione del caso Gesenu e più in generale l’atteggiamento della giunta. Dopo il voto del 2014 a Ncd, rimasta a secco di assessorati, il manuale Cencelli ha riservato la nomina del vertice di Gesenu, quel Luca Marconi che poche settimane fa ha deciso di dimettersi anche a causa dei contrasti con la giunta e in particolare col vicesindaco Urbano Barelli («ci sono – ha detto Monni – corrispondenze imbarazzanti»).

Gesenu «Due settimane fa – ha raccontato Monni – il sindaco ci ha di nuovo chiesto se volessimo indicare un nome per Gesenu ma noi abbiamo detto no. Ringraziamo Marconi per quanto fatto ma qui la politica non ha avuto il coraggio delle scelte, serviva una spinta propulsiva che non c’è stata, così come in certi passaggi è mancata la copertura politica. In più quello che non ha fatto la politica lo ha fatto la magistratura». «Gli spazi di azione politica – gli fa eco Scarponi sul punto – sono stretti e l’Amministrazione è stata morbida. Se dobbiamo scegliere una figurina tanto per piazzare un nome non ci interessa, avremmo voluto essere incisivi». Scarponi, che in questi tre anni è stato spesso voce critica tra i banchi della maggioranza, ha ricordato la spinta del partito per cambiare lo statuto di Gesenu e conferire più poteri al Comune. «Marconi – commenta – ha svolto un’attività di grande valore, impegnandosi nel suo ruolo pur tra mille difficoltà. Per questo a lui vanno rivolti tutti i ringraziamenti del caso».

Giunta attendista «Il Comune – ha detto ancora il consigliere – è contemporaneamente socio e cliente dell’azienda ma non si può far tenere sotto scopa in entrambi i ruoli». Più nel complesso Monni e Scarponi giudicano la politica della giunta «attendista. Sono state ben rincorse le emergenze ma manca una visione a lungo termine della città. Mancano spessore e visione strategica». Monni ha poi voluto precisare che «Ncd non uscirà dalla maggioranza di palazzo dei Priori per ragioni di serietà e per rispettare appieno il mandato ricevuto avendo sottoscritto un programma che, in parte, si sta portando avanti. Tuttavia – ha detto – a fine legislatura rivendicherà il diritto di effettuare le scelte politiche ritenute più opportune, senza alcun vincolo col passato». Di fatto la rottura politica è consumata anche se il rapporto va avanti. In tutto ciò, martedì si riunirà l’assemblea dei soci di Gesenu: tra i nomi per la presidenza che circolano in Comune in queste ore quello di Wladimiro De Nunzio, che è stato presidente della Corte d’appello di Perugia e l’ex presidente della Commissione tributaria di Perugia Piero Abbritti.

Twitter @DanieleBovi

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