sabato 25 maggio - Aggiornato alle 15:44

Frecciarossa a Perugia, rivendicazioni da destra a sinistra: «Primo passo, ora lavorare per tutta l’Umbria»

Dal Pd a FI passando per il M5S si plaude per l’arretramento del treno da Arezzo a Perugia

di D.B.

La battuta che circolava mercoledì mattina suonava più o meno così: per tutti coloro che vorrebbero mettere il cappello sull’arrivo del Frecciarossa a Perugia, Trenitalia dovrebbe aggiungere qualche vagone in più in occasione della prima corsa. Fatto sta che la politica gongola dopo la conferenza stampa in cui è stato dato l’annuncio. In omaggio al Gruppo FS il segretario regionale del Pd Giacomo Leonelli si è presentato con la ‘divisa’ aziendale: cravatta rossa, camicia bianca e giacca blu. «Quella di oggi – dice – rappresenta una giornata di svolta per l’Umbria, frutto di un importante lavoro portato avanti dalla Giunta con il sostegno del gruppo del Partito democratico a Palazzo Cesaroni. Quando a maggio io ed altri colleghi del Pd presentammo la mozione, poi votata a luglio, per chieddere l’impegno verso questo risultato ci risposero che si trattava del libro dei sogni, oggi invece dimostriamo che la serietà e l’impegno producono risultati concreti».

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Pd Leonelli sottolinea poi la necessità di sostenere l’operazione con il mondo economico e quello politico affinché il Frecciarossa non sia un traguardo finale ma un punto di partenza. Soddisfatto anche Marco Squarta, FdI, secondo il quale si tratta del «risultato di battaglie importanti, mirate a consentire all’Umbria un rilancio turistico ed economico che, attraverso l’alta velocità ferroviaria, conduca la regione fuori dalla crisi e dagli effetti nefasti del sisma. Le due corse rappresentano un primo incremento del sistema regionale dei trasporti e permetteranno all’Umbria di fare un balzo in avanti, avviandosi ad uscire dal decennale isolamento. Questa è una data storica, un obiettivo che credo di aver contribuito a raggiungere attraverso interrogazioni e mozioni».

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Casciari e Galgano Tornando in casa Pd, mercoledì era presente anche il consigliere regionale Carla Casciari, tra i firmatari della mozione, che parla di «una grande opportunità per l’intera Umbria che si collega così alla ‘metropolitana d’Italia dell’alta velocità». Secondo Casciari, «investire sul capoluogo rappresenterà per il nostro sistema produttivo, turistico e accademico un volano di sviluppo e di internazionalizzazione, un’opportunità di promozione per tutta la regione». Da parte sua la deputata del gruppo Civici e innovatori Adriana Galgano si dice felice per la notizia, dato che «è una battaglia che sto portando avanti da tempo», e auspica che la «Regione, in considerazione del fatto che l’Umbria è stata pesantemente danneggiata, anche turisticamente, dal terremoto e da una comunicazione mediatica errata, riesca a negoziare condizioni di favore per la sperimentazione. Questo anche con il sostegno del governo che più volte si è dichiarato disponibile a collaborare alla valutazione di fattibilità con gli operatori dell’Alta velocità. Infine, la considererò una vittoria solo quando, durante o terminato il periodo di sperimentazione – chiude Galgano – il FrecciaRossa per Milano continuerà a prestare il servizio ad un numero significativo di passeggeri che ci consentirà di fare il passo numero 2. A questo scopo auspico l’inserimento del Frecciarossa in un efficace quanto tempestivo piano di marketing territoriale».

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Ricci e il M5S Di «apprezzabile primo passo» parla anche il consigliere di opposizione Claudio Ricci, soddisfatto anche per le novità sulla fermata del Frecciabianca a Spoleto, per la quale si sta lavorando: «Spero – commenta – che dopo questo primo passo, i servizi Frecciarossa si possano sviluppare anche a Terni, toccando le stazioni di Spoleto, Foligno, Assisi e Perugia. È stato un lavoro sostenuto, seppur con diversità di prospettive, dall’Assemblea legislativa in forma unanime. Nel giugno 2015, all’inizio della X legislatura cominciai a presentare le prime mozioni». Critici i consiglieri pentastellati Liberati e Carbonari, secondo i quali «la Regione deve evitare di fare figli e figliastri, collegando davvero l’Umbria intera: questo miserrimo arretramento è potuto avvenire anche grazie agli imbelli sindaci di Terni e Foligno, piccoli funzionari di partito. Avevamo per primi desiderato che un ‘Freccia’ arrivasse in Umbria, sollevando il tema in Aula e sulla stampa. E avevamo soprattutto chiesto che l’anelato Freccia servisse le principali comunità».

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Nevi e Polinori Soddisfatto dai banchi dell’opposizione anche il consigliere regionale Raffaele Nevi (FI): «Trova concreta attuazione – dice – una soluzione che fummo tra i primi a proporre insieme all’Amministrazione Romizi. Abbiamo incassato un buon risultato, ma tutto ciò non basta: occorre infatti andare avanti e lavorare per qualificare, potenziare e velocizzare i collegamenti ferroviari del resto dell’Umbria». «L’impegno e la visione del Partito democratico – dice invece il segretario del partito di Perugia Paolo Polinori – il lavoro di squadra e la concretezza dei suoi consiglieri e della giunta regionale, che insieme hanno proposto e scelto di scommettere su un progetto coraggioso, facendo comprendere a Trenitalia la centralità della sfida, hanno consentito di riscuotere un successo che solo qualche mese fa qualcuno giudicava impensabile».

Twitter @DanieleBovi

Una replica a “Frecciarossa a Perugia, rivendicazioni da destra a sinistra: «Primo passo, ora lavorare per tutta l’Umbria»”

  1. elio ha detto:

    ma chi paga?voi o noi cittadini?lasciate andare andate via dall’ italia siete incapaci anche a farci capire bho?

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