venerdì 10 luglio - Aggiornato alle 05:56

Fora riparte da dove si era fermato, nasce «Civici per»: ecco gli 80 promotori

Presentata sabato l’associazione politico-culturale: «Siamo nel centrosinistra e vogliamo cambiare questa regione»

La presentazione (foto U24)

di Daniele Bovi

Andrea Fora riparte da dove si era fermato, cioè dal siluramento della candidatura a presidente della Regione sacrificata sull’altare dell’alleanza Pd-M5s, e aggrega intorno a un nuovo progetto pezzi di civismo, di associazionismo e di politica più o meno navigata. L’associazione politico-culturale si chiama «Civici per» ed è stata presentata sabato mattina a Perugia, a Umbrò. Fora venerdì non ha partecipato alla protesta dei colleghi di opposizione di fronte al consiglio regionale – smarcandosi come già accaduto qualche volta in questi primi mesi di consiliatura – ma sul posizionamento della neonata creatura non ci sono ambiguità: sta nel centrosinistra (categoria in verità partiticamente logora come quella del centrodestra), senza spirito di competizione bensì con funzione «di stimolo».

CHI SONO GLI 80 PROMOTORI: I NOMI

I nomi Nel comitato promotore c’è una segreteria di redazione composta da quattro persone, che sono Franco Raimondo Barbabella, candidato sindaco di Orvieto nel 2019 con una civica e primo cittadino negli anni ’80, l’agronomo Andrea Sisti (già al fianco di Fora nelle prime fasi della campagna elettorale), Marco Regni e Maurita Passaquieti, perugina, consulente in marketing e comunicazione. In tutto il comitato è di 80 persone, con dentro l’ex consigliera regionale pd Carla Casciari e l’ex assessore socialista Giuseppe Chianella, Patrizia Cavalaglio, Timoteo Carpita, il sindaco di Pietralunga Mirko Ceci, pezzi della cooperazione come Gabriele Biccini, il consigliere comunale di Castiglione del Lago Oscar Monaco, l’ex consigliere regionale Massimo Monni, Gionata Moscoloni, Leonardo Naticchioni (da poco ex amministratore unico di Villa Umbra, nel frattempo passata in quota FdI), ex candidati della lista di Vincenzo Bianconi come Leonardo Nafissi e Vittoria Garibaldi e tanti altri ancora. Alcuni di loro sono presenti in sala, altri sono collegati su Zoom.

Nel centrosinistra L’associazione è stata presentata come un «aggregatore di idee e proposte a livello territoriale», quel «cantiere civico a cielo aperto» chiuso bruscamente a fine settembre. Da lì riparte Fora, rileggendo il post su Facebook con cui decise di appoggiare la corsa di Bianconi. «Ricominciamo da lì – dice – per un viaggio non individuale. Volevamo un’alternativa a una destra demagogica e populista ma abbiamo perso». Quello che non muta è «la voglia di cambiare questa regione» e per farlo «c’è bisogno di civici, di buona politica che si rituffi fra la gente». Per il resto nessun intento rottamatorio, al massimo «vogliamo rottamare i vecchi modi di fare politica recuperando la fiducia degli elettori di centrosinistra, compresi quelli che hanno votato a destra; dobbiamo metterci in ascolto di queste persone». Fora promette «una politica del popolo ma non populista», che punta a «ristabilire il primato del centrosinistra, ma per farlo serve ricucire, non dividere». Tra i punti di riferimento e di stimolo, anche Papa Francesco «che ci ha invitati a non guardare la vita dal balcone».

IL MANIFESTO

Il progetto «Civici per» ha già un sito sul quale si possono trovare i valori fondanti, un manifesto e 12 azioni «per far ripartire l’Umbria nell’epoca del post Covid, idee per un futuro più giusto». Al centro di queste 12 idee temi come i bambini, il turismo, sanità, giovani, imprese comunità, industria e paesaggio. Tra i valori fondanti, la necessità di tenere insieme globalizzazione e comunità locali, l’orizzonte europeo, sviluppo sostenibile, tutela della biodiversità, qualità e bellezza «per un nuovo rinascimento culturale», paesaggio, regionalismo delle comunità, revisione del modello Stato-Regioni, sostegno all’impresa, economia circolare, educazione e formazione. L’idea è quella di trasformare l’Umbria «nella regione migliore per bambini e ragazzi, del buon vivere, in cui vivere, per la green economy, della salute, che tutela il lavoro, dei cittadini, verde, della bellezza, delle eccellenze e dell’ambiente sostenibile».

Twitter @DanieleBovi

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