venerdì 21 settembre - Aggiornato alle 00:55

Fondi periferie, l’accordo governo-Anci non convince. Opposizione: «Parlino Romizi e Latini»

Dopo l’intesa per ripristinare le risorse. Marini: «Insufficiente, Perugia e Terni perdono tanto». Prisco: «Vigileremo»

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

«Abbiamo una soluzione, il principio è salvo, i fondi sono tutti salvi. Nel prossimo decreto del governo, la prossima settimana, saranno stanziati i fondi nell’arco di un triennio, sulla base delle effettive necessità dei Comuni». È il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, a spiegare i principi base dell’accordo col governo per uscire dallo stallo sui fondi del bando periferie (che interessa per 30 milioni anche Perugia e Terni). Un’intesa raggiunta dopo due ore di confronto con il premier Giuseppe Conte col viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia, che divide gli stessi sindaci. «Evidentemente è una mediazione, ma siamo partiti dalla decurtazione di 1,6 miliardi – dice Decaro -. Per alcuni non è la soluzione che volevamo, ma abbiamo preso una decisione tutti insieme».

Marini: «Accordo insufficiente» E anche in Umbria l’accordo divide. Per la presidente Marini «è assolutamente insufficiente in quanto non recupererebbe le cifre che sono state tagliate ai Comuni per importantissimi interventi di riqualificazione urbana. Ci preoccupa inoltre anche l’estrema incertezza sia per ciò che riguarda le modalità con le quali si vogliono ‘salvare’ parte delle risorse, sia sui relativi tempi». La governatrice si dice «profondamente preoccupata» in quanto «dalle informazioni, ancora generiche che circolano, i due comuni umbri interessati al bando, Perugia e Terni, comunque perderebbero notevoli risorse. Per Terni si tratterebbe di un taglio netto di tutta la dotazione finanziaria prevista dall’accordo sottoscritto solo alcuni mesi fa, mentre per Perugia si tratterebbe di una perdita parziale, ma significativa». Per cui chiede ancora «una forte mobilitazione affinché vengano recuperate tutte le risorse».

Prisco: «Vigileremo» Per il Comune di Perugia parla il vicesindaco Emanuele Prisco, deputato di Fratelli d’Italia. «La rivolta dei Comuni e la pressione del Parlamento contro un provvedimento scellerato sembrerebbe aver portato al buon esito della vicenda. Vigileremo affinché le buone intenzioni del premier Giuseppe Conte non rimangano tali ma portino in tempi rapidi allo sblocco dei fondi. Perugia e Terni ripartiranno grazie a quei milioni di euro rilanciando e riqualificando i quartieri maggiormente in difficoltà restituendo sicurezza e posti di lavoro. È finito il tempo degli scherzi, ora è necessario adottare soluzioni di buon senso».

Pd: «Romizi tace?» Non parla, invece, Romizi, e il Pd Lo attacca proprio per questo: «Nonostante i fatti delle ultime ore – dice il Pd perugino – è calato ancora una volta il silenzio del Sindaco Romizi, nonostante ci siano in ballo le sorti di un quartiere complesso come quello di Fontivegge, su cui tanto chi governa si era speso in campagna elettorale. Alla luce di quanto sta accadendo a Roma e alla passività del Sindaco di Perugia, sempre più ostaggio della Lega, il gruppo del Partito democratico ha redatto un ordine del giorno che verrà presentato domani in una conferenza stampa».

Brega: «Passo avanti» Da Terni la maggioranza tace.Eros Brega afferma che l’accordo Governo-Anci è un «primo passo avanti importante per il ripristino dei fondi del ‘Piano periferie’, a dimostrazione dell’opportunità e della fondatezza dell’intento unitario espresso ieri dal voto con cui l’Assemblea legislativa ha approvato la mozione che richiedeva al Governo un impegno in tal senso». Ma poi rimarca come «mentre per la città di Perugia si intravede una soluzione, e di questo tutti noi siamo soddisfatti, per la città di Terni ci sarà ancora bisogno di un forte e ampio impegno di tutte le forze politiche e istituzionali» e a maggior ragione per Terni «che necessiterà quindi di quel forte e condiviso impegno di tutte le forze politiche e sociali cui si è appellato il sindaco Latini».

Orsini: «Parli Latini» Il consigliere di opposizione Vladimiro Ordini chiede al sindaco Latini di esprimersi sul voto di M5S e Lega di martedì in consiglio regionale (uniche forze a smarcarsi dall’appello al governo) definendo assurdi «questi comportamenti che penalizzano la nostra città. Per cui chiede di «censurare un voto irrispettoso verso Terni, connotato dal miglior doppio giochismo: dire una cosa nel consiglio comunale di Terni e farne un’altra nel Consiglio regionale, a Perugia. Una politica che non porta alcun frutto per Terni. E’ inutile che il sindaco Latini firmi appelli insieme ad altri sindaci colpiti dal taglio scellerato del Piano Periferie, si rivolga all’Anci, parli con i parlamentari del suo partito la Lega, e poi, i suoi rappresentanti in Consiglio regionale, che nel caso di Terni coincidono oltretutto con quelli che siedono in Consiglio comunale, facciano l’esatto opposto».

Gentiletti «Spinta unitaria» E Alessandro Gentiletti, presidente del gruppo consiliare di Senso Civico a Palazzo Spada chiede di «superare le diversità e fare squadra affinché gli interessi della città prevalgano su quelli della politica». «Per questo – continua Gentiletti – condivido pienamente le parole del consigliere regionale Eros Brega sul voto di ieri in Consiglio regionale e quelle del consigliere comunale Valdimiro Orsini, assicurando anche io al sindaco, per quanto riguarda la difesa dei fondi del piano periferie, il mio sostegno».

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