mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 23:41

Foligno al ballottaggio, Salvini: «Aprite i cassetti». Gentiloni: «No a chi semina odio»

Il ministro dell’Interno e l’ex premier in città per sostenere Zuccarini e Pizzoni a pochi giorni dal voto

Zuccarini con Salvini e Pizzoni con Gentiloni

di Chia.Fa.

«Dopo 70 anni è ora di cambiare, di aprire le porte e i cassetti degli uffici del Comune. A chi governerà questa città chiedo di far lavorare in municipio solo chi lo merita, non cugini e nipoti di amici. Tra qualche giorno parleremo anche della Regione, che andremo a risistemare». A dirlo Matteo Salvini intervenendo oggi dal palco elettorale di piazza della Repubblica di Foligno, dove è salito per sostenere il candidato sindaco del centrodestra l’avvocato Stefano Zuccarini, in vantaggio di circa 2 mila voti (6,5%) su Luciano Pizzoni del centrosinistra. Lui, manager della Umbra Group, due ore dopo, ha accolto l’ex premier Paolo Gentiloni all’auditorium San Domenico: «L’Umbria credo che non abbia nulla da guadagnare da slogan, odio e divisioni, ma deve ripartire dalle sue grandi qualità per le quali è famosa nel mondo». Ad accogliere Salvini e Gentiloni anche il presidente dell’Ente Giostra Domenico Metelli, con due nobili in costume che hanno donato a entrambi un libro sulla Quintana, invitandoli al Campo de li Giochi per la Sfida del 15 giugno.

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Salvini: «Aprire i cassetti» Il primo a spuntare in città, poco dopo le 16, è stato il ministro dell’Interno e leader della Lega che ha ovviamente affrontato anche temi nazionali, dalla trattative con l’UE all’immigrazione: «Ho perso il conto dei processi. Adesso probabilmente – ha detto – me ne arriverà un altro dal tribunale dei ministri di Catania. Ci sarà un’altra richiesta di processo perché ho bloccato un barcone». Piena a metà la piazza di fronte al Comune su cui ha battuto per tutto il pomeriggio un sole estivo. «Al sindaco dico che senza fare miracoli – sono state le parole di Salvini – deve provare ad abbassare le tasse per i negozi, perché ogni attività commento che chiude a Foligno è un bel po’ di sicurezza in meno per la città». Poi la chiamata al voto del ballottaggio del 9 giugno che per Salvini  è «come un calcio di rigore: lo dico da milanista – ha spiegato Salvini – se sbagli un calcio di rigore non te lo fanno ritirare un’altra volta. Ne hai uno, il calcio di rigore è domenica dalle 7 alle 23». Nessuna contestazione in piazza  a Foligno per Salvini e alla fine, come di rito, tutti in fila per un selfie, quando una ragazza ha messo in scena una protesta silenziosa, di cui il vicepremier non dovrebbe neanche essersi accorto, pur comparendo nel selfie della ragazza che indossa una maglia col messaggio: “Se stessi affogando salverei anche te”.

Il selfie di protesta

Gentiloni: «No a chi semina odio» Due ore dopo e a 300 metri di distanza è arrivato il presidente del Pd Gentiloni: «Perché gli umbri dovrebbero scegliere i candidati del centrosinistra? Perché c’è un’Umbria che riparte sulla base delle sue grandi qualità, cioè lavoro, sviluppo e ambiente, che la rendono famosa in tutto il mondo. Gli umbri non hanno nulla da guadagnare da slogan, odio e divisioni. A Foligno in particolare c’è una coalizione molto larga attorno alla candidatura civica di Pizzoni, che ha messo competenza e passione al servizio della città. Gli umbri sceglieranno competenza e passione rispetto a slogan, odio e divisioni che vengono diffuse in Italia, con qualche pericolo. Sono molto fiducioso». L’ex premier, prima di entrare nell’auditorium pieno, ha risposto anche ad alcune domande sulla trattativa con l’UE sui conti pubblici: «È la fotografia di una situazione allarmante; mi auguro che il governo discuta e negozi invece di fare polemiche e slogan. È allarmante ciò che ha generato questo richiamo, cioè disoccupazione e debito in aumento e crescita zero. E non credo che tutto ciò sia frutto di sfortuna bensì della paralisi e delle liti continue in un governo che prende poche decisioni. Di fronte a questo richiamo – ha concluso – mi preoccupa che si presenta un’Italia isolata, all’insegna del motto “molti nemici molto onore”. Se l’esperienza del governo è terminata? I fatti dicono che, come si diceva un tempo, ha esaurito la spinta propulsiva, e da parecchio».

 

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