lunedì 23 settembre - Aggiornato alle 15:33

«Fiducia a Marini» o «voltare pagina»: sull’asse Perugia-Roma nel Pd spaccatura profonda

Sulle due ore di riunione con Orlando i due fronti danno letture differenti. Betti: «Errore andare avanti»

Il consiglio regionale (foto ©️Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

«Ma erano nella stessa stanza?». La battuta amara di un dirigente dem sulle diverse letture date del summit romano con Andrea Orlando è tutto sommato utile per raccontare la spaccatura che sta vivendo il Pd in vista di sabato, quando in consiglio regionale il partito dovrà prendere una posizione sulle dimissioni della presidente Catiuscia Marini. Martedì, a Roma, è durato circa due ore l’incontro tra il vice di Nicola Zingaretti e la delegazione umbra composta dal capogruppo in consiglio regionale Gianfranco Chiacchieroni, dalla presidente dell’assemblea Donatella Porzi, dal commissario del partito umbro Walter Verini e da Fabio Paparelli, vicepresidente della giunta. Al centro del tavolo le dimissioni di cui ormai si discute da un mese. Dalla riunione come ovvio non ci si attendeva alcuna decisione operativa e il lungo confronto – interlocutorio – ha lasciato le cose sostanzialmente al loro posto.

Braccio di ferro Da una parte quelli come Paparelli e Verini che pensano che sia giunto il momento di mettere fine alla legislatura, dall’altra Chiacchieroni e Porzi che puntano ad andare avanti mettendo in agenda una serie di provvedimenti in grado di far capire che il segnale di Concorsopoli è stato recepito forte e chiaro. «È stato un confronto intenso, vivo e partecipato – dice Chiacchieroni a Umbria24 – e da parte di Orlando c’è stata forte comprensione delle difficoltà istituzionali che abbiamo. È stato sottolineato l’operato molto positivo della giunta regionale e ci siamo lasciati mantenendo aperta la riflessione». Concetti che poi il capogruppo, leader degli ‘irriducibili’ che puntano a traguardare la fine naturale della legislatura, approfondirà così in una dichiarazione: «Dovremo decidere noi, ora, su come procedere. Abbiamo condiviso la preoccupazione per il momento ma anche la possibilità di esprimere un voto favorevole sulla fiducia alla presidente. Ci prendiamo qualche ora per discutere ancora e fare una valutazione serena. Poi dovrà essere il gruppo del Pd in Assemblea legislativa a dover decidere».

La replica Parole che non sono piaciute a Orlando tanto che il vicesegretario dem dopo averle lette sulle agenzie concorda, con Verini, una nota che disegna un quadro differente: oltre a mettere l’accento sulla «consapevolezza di dover dare uno sbocco a una situazione difficile, che ha provocato una grave ferita all’istituzione regionale e al Pd dell’Umbria», Verini sottolinea che dalla riunione è emersa sì la volontà di valorizzare «i risultati e le conquiste dell’azione di governo», senza però «minimizzare il grave giudizio politico su quanto avvenuto in ambiti del sistema sanitario-amministrativo». Quanto alle dimissioni, «l’orientamento su cui il gruppo consiliare farà le sue riflessioni, è stato quello di tenere conto del gesto che la presidente Marini ha compiuto a tutela delle istituzioni e conseguentemente della necessità di voltare nel migliore dei modi e nella piena condivisione una pagina difficile». Da una parte, dunque, si danno per buoni tutti gli scenari, dall’altra invece si parla solo di chiudere la legislatura senza farsi del male.

Verso le assemblee Oggi la maggioranza dopo la riunione con Orlando tornerà a vedersi per fare il punto della situazione, e lo stesso avverrà poco prima del consiglio di sabato; giovedì invece andranno in scena le assemblee provinciali del Pd, la cui convocazione viene giudicata da chi vuol staccare la spina come una mossa tattica e strumentale. Il vicesegretario ha predicato unità e responsabilità in vista del voto in aula ed è chiaro che alla fine la decisione ultima è tra le mani della presidente, che in caso le dimissioni vengano respinte avrebbe 15 giorni di tempo per decidere se confermarle o meno. Scetticismo sulla presenza delle condizioni per portare a termine la legislatura ci sono, come emerso martedì ad Assisi, anche dentro l’area che fa riferimento a Bocci e in queste ore, ai microfoni di Retesole, anche il sindaco di Corciano Cristian Betti (che al congresso ha appoggiato l’ex segretario) ha spiegato che «andare oltre sarebbe un errore». Domenica, quando la seduta del consiglio regionale sarà già alle spalle, alle 18.30 alla sala dei Notari di Perugia arriverà il segretario Nicola Zingaretti.

Twitter @DanieleBovi

I commenti sono chiusi.