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giovedì 30 giugno - Aggiornato alle 18:55

Festival dei Due Mondi, opposizioni unite: «Grosse perplessità su gestione. Incontro con Veaute»

Nel mirino lo schema organizzativo, l’arrivo di personale da RomaEuropa e l’errore del teatro per l’omaggio a Bausch

La direttrice Monique Veaute con il sindaco Andrea Sisti

di C.F.

A una settimana esatta dall’apertura del 65esimo Festival dei Due Mondi le opposizioni di Spoleto indicano una serie di nubi che, silenziosamente, si sono addensate negli ultimi mesi sulla gestione della direttrice artistica Monique Veaute, ma che in queste ore, dopo i passi delle forze di minoranza, trovano riscontri dentro e fuori dalla manifestazione.

«Grosse perplessità su gestione. Incontro con Veaute» Nel mirino, in particolare, c’è «lo schema organizzativo definito a colpi di innesti di personale arrivato da RomaEuropa, l’assenza dell’opera lirica inaugurale nella prima edizione post Covid e l’errore del teatro per l’omaggio a Bausch, che porterà con sé un decremento di botteghino», come in sostanza contestato un paio di giorni fa alcuni consiglieri di opposizione (Cretoni di Fd’I, Dottarelli e Profili di Alleanza civica, Grifoni di Obiettivo comune e Imbriani di Spoleto nel cuore). Ora, però, la schiera di chi solleva interrogativi si è allargata e, nelle ultime ore, tutti gli esponenti di minoranza hanno sottoscritto un documento per chiedere al sindaco Andrea Sisti, presidente della Fondazione Festival, «di promuovere un’apposita e mirata occasione di incontro istituzionale con Veaute, poiché gli effetti di alcune decisioni, su cui ci sono grosse perplessità, adottate nell’ambito gestionale del Due Mondi se perpetrate nel tempo potrebbero avere gravi conseguenze per la manifestazione».

Organizzazione e innesti da RomaEuropa A dettagliare erano stati i cinque esponenti di minoranza che, con un lungo intervento, avevano segnalato «il disagio percepito nettamente e ormai da mesi intorno all’organizzazione del Due Mondi». A causarlo, secondo la ricostruzione di Cretoni, Dottarelli, Profili, Grifoni e Imbriani, ma che trova riscontri, c’è «la rivoluzione di uno schema lavorativo consolidato» avvenuto attraverso «l’inserimento di figure professionali in settori strategici avulsi da una macchina collaudata come il Due Mondi». Sotto tiro, inevitabilmente, finisce anche il sindaco «che non riesce a dire la sua quando Veaute si occupa di struttura tecnico-amministrativa, utilizzando in posti chiave, come produzione e organizzazione, personale proveniente da RomaEuropa, un festival creato dalla stessa Veaute, del quale è attualmente presidente onorario e membro del Consiglio di amministrazione e che è la manifestazione concorrente del Due Mondi, trattandosi di un altro festival multidisciplinare italiano che usufruisce dei fondi ministeriali». Per questi motivi i cinque di opposizione hanno denunciato «un conflitto di interessi  di cui si sarebbe dovuto fare a meno, anche con una simbolica sospensione dai ruoli di gestione della Veaute della manifestazione romana».

Teatro sbagliato e opera assente In questo quadro, le opposizioni, oltre a dire che è «difficilmente spiegabile la pratica dello spoil system in una struttura complessa di matrice profondamente culturale», quale il Festival, ritengono che derivi proprio dalla riorganizzazione interna «l’inspiegabile errore riguardo sullo spettacolo di danza dedicato a Pina Bausch, già da gennaio programmato al Romano, ma poi spostato al Nuovo-Menotti a causa delle dimensioni del palco». Un pasticcio, questo, che a causa della capienza decisamente più ridotta del Nuovo-Menotti impatterà sugli incassi di botteghino, ma che, dicono le opposizioni, «non può essere imputata alla direzione tecnica visto che, nella attuale composizione, gestisce da ben 13 anni gli spazi teatrali». Non va giù, infine, l’assenza dell’opera inaugurale, «che ha sempre garantito l’appeal e la connotazione del Due Mondi, un festival musicale che di menottiano a oggi ha molto poco» scrivono le opposizioni, evidenziando anche che «niente opera significa anche poco lavoro per maestranze e indotto».

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