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domenica 29 gennaio - Aggiornato alle 22:45

Faro Ue su Acciai speciali Terni, Rondinelli: «Arvedi può fare differenza green»

Antitrust, tavolo con Vestager. Sulle scorie: «Tempi prematuri, risorse insufficienti», sull’energia: «Nucleare seconda scelta»

di Marta Rosati

«Ast è un sito importante per l’economia italiana ed europea e lo dimostra il dibattito sviluppatosi di recente sulla necessità di accorciare le distanze negli approvvigionamenti di materie prime e sull’autonomia produttiva. La siderurgia entra prepotentemente in questo contesto anche per la strategicità che riveste nei piani di ripresa. L’acciaio è negli elettrodomestici, nell’automotive, nelle costruzioni e nelle infrastrutture ed è nei grandi poli del settore che si ha la possibilità di sperimentare anche la transizione ecologica. Ecco il sito Acciai speciali Terni è meritevole di attenzione a livello europeo per il green new deal, è una fabbrica che deve guardare agli obiettivi che l’Ue si è posta per i prossimi anni nell’abbattimento delle emissioni e nella tutela di aria, acqua e suolo». Così lunedì sera nel suo intervento in conferenza stampa, nella città di San Valentino, l’eurodeputata del M5s, Daniela Rondinelli che non esclude la possibilità di un nuovo tavolo a breve con la commissaria Margrethe Vestager: «Si era resa di sponibile ad aggiornare il confronto».

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Rondinelli «Abbiamo, come Movimento cinque stelle, attivato un sistema importante di sensibilizzazione a livello europeo sul caso Terni e quindi sulla vendita da parte di Thyssenkrupp. Ci siamo spesi ad ogni livello poi anche per l’inclusione dell’acciaio dal regolamento sulla carbon tax alla frontiera. La presidente Von der Leyen ha accolto la nostra richiesta e ne siamo felici perché abbiamo tutelato così anche Ast». L’esponente pentastellata, prima di incontrare i giornalisti ha visto i segretari territoriali delle organizzazioni sindacali: «Da parte loro – riferisce – ho registrato tante preoccupazioni quante speranze. Apprezzano la sensibilità del cavaliere Arvedi alle tematiche ambientali e confidano nella possibilità di uno sviluppo della città, parallelo a produzione che venga incontro ai fabbisogni del mercato italiano in prima istanza nell’ambito delle norme europee sulla transizione ecologica.

Europa «L’approccio – ha sottolineato il consigliere regionale Thomas De Luca è quello di tenere alta la guardia sulla delicata partita aperta a livello di Antitrust. C’è bisogno assoluto di fare squadra senza perdere di vista l’importanza di interventi sull’industria per la svolta green, tracciando una prospettiva dell’acciaio ternano coerente con gli obiettivi 2050 dell’Europa. I presupposti politici, data l’individuazione del polo dell’idrogeno a Gualdo Cattaneo, non sono buoni». «Ci auguriamo che la tutela della produzione Ast, tra i simboli del made in Italy di eccellenza che esportiamo, sia prerogativa di tutte le forze politiche – ha detto il consigliere comunale M5s Federico Pasculli -. Da parte della proprietà certo servono investimenti ma siamo fiduciosi. Che il gruppo acquirente sia italiano crediamo possa essere un valore aggiunto. Se riporta la produzione di acciaio magnetico tanto meglio».

Sindacati «Da parte dei sindacati ho apprezzato un senso di fiducia verso la prossima proprietà; ci sono timori per il mantenimento degli impianti, per l’assetto societario che si delineerà. C’è inoltre speranza nella volontà di Arvedi di investire anche nel Sociale e la cultura». Nel suo intervento Rondinelli richiamava il trattamento delle scorie e il rischio di saturazione discarica ma alla domanda se l’Europa stia intervenendo in qualche modo sull’incentivazione all’utilizzo di quegli scarti a fine trattamento, l’esponente Cinque stelle ammette: «È ancora aperto il dibattito sulla capacità di declinare le esigenze ambientali mantenendo la competitività delle aziende. Nel cuore di questo tema non si è entrati perché sono prematuri i tempi e occorre studiare bene disponibilità e impiego di risorse». In seconda battuta, connesso al tema precedente, dice: «La concorrenza asiatica rappresenta una vera minaccia».

Nucleare e Agorà Pd Su un’altra questione sempre calda per colossi come Ast c’è poi l’energia. I costi, oggi più che mai sono alle stelle, e alla domanda sull’ipotesi di un ritorno italiano al nucleare, Rondinelli garantisce: «Non può essere in cima alle priorità. È un tema spinoso ma facendo  riferimento alla grande sfida della transizione ecologica e al dibattito sulle rinnovabili, con grande interesse per l’idrogeno green, non viene preso in considerazione come una valida alternativa». De Luca: «Preoccupiamoci intanto delle sorti della centrale idroelettrica ternana attualmente in fase di transizione». Essendosi poi da inizio procedura della vendita di Ast, a Rondinelli Umbria24 ha chiesto se fosse stata invitata all’Agorà Pd del 18 novembre: «Sì e mi dispiace tanto non poterci essere perché trovo che sia un’iniziativa molto interessante. Aprire una riflessione sulle dimensioni che dovrebbe assumere il piano nazionale della siderurgia e interrogarsi sul fatto che debba o meno passare solo per Piombino, Terni e Taranto, trovo sia doveroso».

 

 

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