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giovedì 22 ottobre - Aggiornato alle 02:21

Esame “farsa” di Suarez, interrogazione in Parlamento: «Inospitale con tutti, ma non con un calciatore»

L’atto ispettivo da Forza Italia e Salvini: «Se qualcuno ha sbagliato paghi». Italia Viva: «Governo intervenga»

Suarez fuori dallo scalo

In Parlamento il caso dell’esame “farsa” del bomber Luis Suarez all’Università per Stranieri di Perugia al centro di un fascicolo di inchiesta della procura di Perugia che ha ipotizzato i reati di corruzione in concorso, falsità ideologica e rivelazione di segreti d’ufficio.

Salvini Ad annunciare l’interrogazione è stato il deputato Paolo Russo (Forza Italia), mentre il caso Suarez è stato definito da Matteo Salvini «uno squallore che non merita di inquinare l’immagine delle università italiane, che sono le migliori al mondo. Se qualcuno – ha aggiunto a Mattino 5 – ha sbagliato paghi, se ha truccato un esame deve pagare, essere licenziato in tronco. Se sei un calciatore e guadagni 10 milioni all’anno non hai il diritto di passare avanti e truccare un esame».

Interrogazione in Parlamento L’interrogazione sarà invece presentata da Russo (Forza Italia) secondo cui «ciò che indigna di più è che il Paese continua ad essere inospitale per tutti, ma pronto a chiudere un occhio per un calciatore importante che guadagna tanti soldi. Leggere stralci di intercettazioni, commenti e considerazioni sul fatto che a Suarez che non sa una parola d’italiano, viene concesso di fare l’esame mi fa ritenere giusto portare la questione in Parlamento. In questo modo il ministro dell’Istruzione, degli Interni e dello Sport possono stigmatizzare ed evitare che episodi simili non danneggino l’immagine del nostro Paese». Il parlamentare vuole che i ministri si esprimano anche per rispetto «dei tanti che stanno studiando per ottenere l’abilitazione e coloro che non ci sono riusciti: bisogna mettere tutti i cittadini nelle stesse condizioni, non è che si può avere una corsia preferenziale perché si ha uno stipendio a sei zeri».

Italia Viva A parlare di corsia preferenziale per la vera casta dei calciatori, invece, è il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi, che ricorda come «da anni si dibatte invano sullo Ius culturae per dare cittadinanza a chi nasce e va a scuola in Italia». Pure Anzaldi chiede l’intervento del «governo e dei ministri interessati» chiamati a fare «trasparenza in modo esemplare, non può essere ancora una volta la magistratura, in questo caso la procura di Perugia guidata dal giudice Cantone, a dover supplire all’assenza della politica».

 

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