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lunedì 4 luglio - Aggiornato alle 17:08

In Umbria presto mancheranno 57 medici di famiglia: a rischio 60 mila assistiti

Lettera del direttore Usl 2 De Fino sui tavoli di Tesei, Coletto e sindaci: Paparelli (Pd) chiede lumi sulla gestione delle criticità

Emergenza nell’emergenza, pur volendo considerare che il Covid mollerà la presa, «il panorama della sanità umbra è desolante». Così lo descrive il consigliere Regionale Dem Fabio Paparelli che evidenzia una carenza di personale sempre più grave e atavica e denuncia «un livello politico che non sembra avere alcuna intenzione di affrontare la questione, risolvendola alla radice». Sul tavolo della giunta di Palazzo Donini ecco allora pronta l’interrogazione con i dati che direttore generale dell’Usl Umbria 2 Massimo De Fino avrebbe raccolto ed elencato in una missiva indirizzata a presidente umbra Tesei, assessore Luca Coletto e diversi sindaci interessati.

Sanità in Umbria Secondo quanto riportato nella missiva, entro la fine dell’anno verranno a mancare ben 57 medici di medicina generale. Un numero che, in rapporto ad una media di mille assistiti per medico, significa che una popolazione di quasi 60mila assistiti rischia di non avere più un medico di medicina generale. Le 57 carenze riguardano tutti i distretti, ma in particolare – come numerosità – 15 carenze nel distretto di Terni, 12 carenze nel distretto di Spoleto, 11 carenze nel distretto di Foligno, 9 carenze nel distretto Narni-Amelia, 7 carenze nel distretto di Orvieto, 3 carenze nel distretto della Valnerina. In alcune zone della Provincia di Terni, tra cui i comuni di MontecastrillI e Avigliano Umbro, la metà dei medici andranno in quiescenza entro il prossimo mese di lugli. «Con queste carenze – sottolinea Paparelli – si andranno dunque a penalizzare le periferie e i comuni più piccoli. Le criticità – continua – però sono presenti anche per la cosiddetta guardia medica, cioè il servizio di continuità assistenziale, e la medicina penitenziaria. Ad oggi vi è una carenza di ben 45 medici di continuità assistenziale e 13 medici per istituti penitenziari. Una postazione di guardia medica richiede un minimo di 4 medici al fine di garantirne l’attività notturna, prefestiva e festiva. Si può capire bene come 45 medici significano ben 11 postazioni in meno. Le carenze interessano anche la rete dell’emergenza urgenza e il servizio 118. Il fabbisogno della Usl2 sarebbe di 35 medici. Di questi, se nel mese di marzo 2021 scorso vi erano 8 carenze, a novembre 2021 sono diventate 14: 2 posti per la sede di Foligno; 4 posti per Terni, Narni Amelia; 4 posti per Spoleto e Valnerina e 4 posti per Orvieto. Insomma, da qualsiasi punto la si tiri, la coperta è diventata troppo corta».

Mezzi di soccorso «A fine giugno – prosegue Paparelli – si concluderà il corso organizzato per i medici del 118 a cui ad oggi hanno partecipato 14 corsisti (già comunque medici di continuità assistenziale e da assegnare su tutto il territorio regionale) per cui dovremmo avere una riduzione di criticità sul 118 ma come conseguenza un aggravamento di quelle di guardia medica per un pari numero in meno di medici della continuità assistenziale a livello regionale. Una coperta davvero troppo corta, che impone interventi strutturali e veloci, per non lasciare decine di migliaia di persone senza medico di famiglia, o magari essere costrette ad avvalersi di medici addirittura fuori regione, con gravi disagi nella assistenza sanitaria, supremo bene primario pubblico».

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