sabato 19 ottobre - Aggiornato alle 10:11

Umbria al voto il 27 ottobre, ora un mese per le liste: lo scenario. Tesei-Squarta, a breve l’annuncio

Firmato il decreto, maggioranza contro la data scelta. Ecco il percorso verso le urne. Nel centrodestra compatto c’è già chi pensa alla giunta

L'aula del consiglio regionale (foto ©️Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Tra ottanta giorni si conoscerà il nome del nuovo (o della nuova) presidente della Regione. Come pronosticato, è arrivato giovedì il decreto del facente funzioni Fabio Paparelli con cui si indicono le elezioni regionali per domenica 27 ottobre, una settimana più tardi rispetto a quanto ipotizzato nei giorni scorsi. Già nella notte si avranno i risultati definitivi dato che si voterà soltanto nella giornata di domenica, dalle 7 alle 23, mentre il decreto di Paparelli sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione del 9 agosto; dal 12, invece, tutta la diversa documentazione di interesse pubblico che riguarda le elezioni sarà online sul sito di Palazzo Donini. Già coperte, attraverso l’assestamento di bilancio approvato pochi giorni fa in consiglio regionale, le spese per aprire le urne che ammontano a circa 3,5 milioni di euro.

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Niente retropensieri «Il voto – ha spiegato Paparelli – si svolgerà entro i tempi previsti dalla normativa in materia e dalle prassi elettorali, così come avvenuto per le altre regioni trovatesi nelle nostre condizioni». Regioni che in nessun caso di scioglimento anticipato hanno votato nel giro dei 90 giorni previsti (in Umbria avrebbe significato aprire i seggi in piena estate), ma che comunque non sono andate oltre i 5-6 mesi. «Ho ascoltato in questi giorni le posizioni di gruppi e forze politiche, facendo una sintesi per scegliere la data. Vengono smentite così – dice Paparelli riguardo al via, il 22 ottobre, del processo scaturito da Concorsopoli – le voci che si sono susseguite in queste settimane e motivazioni presunte».

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Il percorso Quel che è certo è che la data non piace a tutti. Giovedì mattina durante la riunione dei capigruppo la maggioranza (da Solinas a Rometti fino a Chiacchieroni) si è detta contraria alla data scelta, ricordando che l’ipotesi originaria era quella del 24 novembre e accusando Paparelli di mettere gli interessi del partito davanti a quelli delle istituzioni; via libera invece da Lega, Fdi e dal consigliere-candidato Claudio Ricci. La firma del decreto permette di tracciare con chiarezza il percorso: così come vuole la legge elettorale umbra (il famigerato Umbricellum), le liste andranno presentate entro 30 giorni dal voto, cioè al massimo entro il 27 settembre, con un minimo di 250 firme necessarie (numero dimezzato rispetto a quello previsto per via dello scioglimento anticipato) da raccogliere nei 15 giorni precedenti. E i moduli, spiega l’Umbricellum che prevede anche collegio unico, doppia preferenza di genere e niente voto disgiunto, dovranno contenere i nomi dei candidati: a conti fatti, quindi, per confezionare le liste i partiti hanno un mese o poco più.

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Squarta «Da subito – dice a proposito della data scelta Marco Squarta, Fdi, portavoce del centrodestra – tutte le forze politiche del centrodestra al lavoro per un programma che metta al centro la soluzione dei tanti problemi dell’Umbria causati, o lasciati irrisolti dal centrosinistra». Da Squarta, che indica come prioritari i temi del lavoro, sviluppo, sanità, infrastrutture, trasporti, rifiuti, ricostruzione e disabili, arriva anche un appello a tutto il centrodestra: «Mettiamoci tutti al lavoro per costruire una coalizione forte, unita e coesa che da subito si metta al lavoro ponendosi come obiettivo prioritario la elaborazione di un programma che realizzi le condizioni e indichi le proposte per un’Umbria diversa, migliore, più forte e moderna. E questo deve essere il nostro primo passo deciso e costruttivo, ancor prima del confronto per la scelta del candidato presidente».

Ticket E a proposito del candidato, il 24 agosto o il 26 potrebbe esserci la conferenza stampa in cui il centrodestra annuncerà il ticket formato dalla senatrice leghista Donatella Tesei e da Squarta; nonostante dubbi e tentennamenti (che vanno dalla questione dei conti del Comune di Montefalco alle richieste di precise garanzie di affidabilità su liste ed eventuale giunta), la senatrice a breve scioglierà la riserva e neppure le sirene romane con annesse prospettive di governo (tra le date per le nuove elezioni politiche potrebbe esserci anche il 27 ottobre), alla fine dovrebbero sortire effetti. Sul fronte della coalizione, all’orizzonte pare prepararsi un centrodestra molto compatto, formato solo da Lega, Fi e Fdi, senza civiche (vedi Progetto Umbria) a parte quella di Nilo Arcudi alla quale si sta lavorando e che, con l’obbiettivo di puntare al mondo del centrosinistra, si potrebbe chiamare Umbria civica 2019 to 2024 o 100 Comuni per l’Umbria.

Lo scenario Le spiegazioni possibili di uno scenario di questo tipo sono più d’una: in primis i tre partiti in caso di vittoria conquisterebbero l’intera posta in palio (13 seggi) e, almeno questi sono i piani, guadagnerebbero in compattezza. Decisiva però sarà la scelta dei nomi: l’eventuale margine nei confronti delle opposizioni sarebbe di cinque seggi, e l’intenzione è quella di inserire persone affidabili per evitare che la maggioranza cominci a ballare pericolosamente; il centrodestra che sente la vittoria in tasca e che per la prima volta sente di poter governare in Umbria non vuol dunque lasciare nulla al caso. Per quel che vale, da queste parti è già partito il toto-giunta: ticket a parte (per Squarta vicepresidenza e assessorato pesante, oppure la presidenza dell’assemblea), circolano i nomi del forzista Roberto Morroni e dei leghisti Valerio Mancini ed Enrico Melasecche. Al momento, poco più che desiderata e chiacchierate sotto il sole agostano. La strada è ancora lunga e per tutti ci sono 80 giorni di fuoco.

Twitter @DanieleBovi

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