sabato 16 novembre - Aggiornato alle 01:05

Elezioni regionali, centrodestra al 45% e centrosinistra al 33%: ecco come potrebbe essere il nuovo consiglio

Nelle simulazioni che circolano tra i gruppi politici di Palazzo Cesaroni un possibile scenario: alla Lega 8 seggi e al Pd 4 

Elettori in un seggio (©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Quattrocentomila votanti, senza cali dell’affluenza rispetto al 2015, vittoria del centrodestra con il 45,6%, centrosinistra al 32,7% e Lega e Pd a trainare i principali schieramenti. Nelle scorse ore sulle scrivanie dei gruppi politici in consiglio regionale sono finite le simulazioni relative alle prossime elezioni anticipate che si terranno in autunno. Ovviamente si tratta di semplici simulazioni, basate su dati e scenari verosimili ma soltanto ipotetici, in grado però di fornire qualche spunto di riflessione ai partiti su numeri, quozienti e assetti.

INTERATTIVO: LE SIMULAZIONI

Seggi e quozienti Dei 12 seggi che l’Umbricellum assegna alla maggioranza, otto sarebbero ad appannaggio della Lega, data al 28% (112 mila voti), mentre l’8% di Fratelli d’Italia permetterebbe ai meloniani di ottenere due seggi. Gli altri due scranni andrebbero a Forza Italia (5,6%, 22 mila voti) e all’ipotetica lista di Nilo Arcudi (4%, 16 mila voti). E il centrosinistra? Quattro seggi al Pd, al quale si attribuiscono 101 mila voti (25,5%), nessuno per i socialisti (13 mila voti, 3,2%) e uno per la lista del candidato presidente, forte di 16 mila ipotetici voti. Gli altri due posti liberi in consiglio regionale andrebbero al Movimento 5 stelle, i cui 48 mila voti varrebbero il 12%. Tutti gli altri, compreso Claudio Ricci le cui liste otterrebbero il 5%, rimarrebbero fuori dall’aula consiliare. Sulla base di queste simulazioni, dati i 217 mila voti delle minoranze il quoziente elettorale si piazzerebbe a quota 27.187, e grazie ai resti un seggio andrebbe al centrosinistra e uno al M5s.

Ricci «Non ho partecipato alla elezioni europee – commenta Claudio Ricci – in nessuna lista né civica ne politica. Di conseguenza, le “proiezioni”, meglio sarebbe dire le “estrapolazioni” dei risultati delle europee in ottica regionali (dove si voterà, sopratutto, la persona candidato/a presidente e le liste dei candidati) non rispondono ad alcun elemento “né reale, né statistico” (non essendo riferite ad alcun sondaggio, scientificamente valido, soggetto a leggi che ne regolano la diffusione). Peraltro le citazioni “Ricci 1” e “Ricci 2” (di oggi) non rispondono ne alla realtà delle liste che verranno presentate (saranno tre così denominate: Ricci Presidente, Italia Civica e Proposta Umbria) né ai voti che saranno diretti solo al candidato presidente (infatti si eleggono, separatamente, presidente della Regione e consiglieri dell’Assemblea legislativa dell’Umbria). Senza entrare nella “origine creativa” di tale indicazione (che comunque, riportando il mio nome Ricci crea “evidente imbarazzo”: voglio essere molto comprensivo) l’unico dato reale è il risultato delle tre liste civiche, afferenti a Ricci, circa il 14% ottenuto alle elezioni regionali del 2015.
Valutando, ora, la nostra maggiore organizzazione della coalizione civica con Ricci (circa 30 incontri regionali già svolti, tutti molto frequentati, 500 proposte depositate in Consiglio regionale e già la comunicazione elettorale attivata) e molti maggiori ambiti trasversali, fra gli incerti e il non voto politico, pensiamo di poter sin anche raddoppiare i consensi e vincere, fra i candidati presidenti, le elezioni regionali 2019»

Twitter @DanieleBovi

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