Currently set to Index
Currently set to Follow
lunedì 8 agosto - Aggiornato alle 20:30

Elezioni politiche, Bori: «Alle urne non vincerà l’oscurantismo ma chi è coerente e affidabile»

Segretario, è iniziata una campagna elettorale in una maniera inaspettata e assai rocambolesca. Il 25 settembre si torna al voto dopo la sfiducia consumata ai danni di un governo tra i più apprezzati della storia repubblicana. Se lo aspettava?

Ho sperato fino all’ultimo secondo che la crisi potesse trovare uno sbocco diverso rispetto alle urne. Non perché si debba temere il voto popolare, anzi, è il fondamento della nostra democrazia, ma perché il Paese in questo momento aveva bisogno di altro. Non certo di incertezza e instabilità. Il Partito Democratico con coerenza, affronterà questa campagna elettorale lavorando per dare stabilità all’Italia in un ottica di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Di cosa ha davvero bisogno il Paese?

Di forze coerenti, affidabili e responsabili come il PD, che siano davvero in grado di affrontare questa fase storica così delicata in cui si stanno sommando molteplici criticità. Mario Draghi fu chiamato per governare l’uscita del Paese dalla pandemia e per gestire gli investimenti dei fondi europei del PNRR. Ad oggi, entrambe le emergenze non possono dirsi concluse e non possiamo correre il rischio di vanificare quanto è stato fatto fino ad oggi. Al tempo stesso serve dare risposte convincenti alle famiglie e alle imprese per tutelarne il potere d’acquisto e la competitività, rilanciando l’economia e tutelando il lavoro e i diritti. Occorre gestire gli effetti della crisi climatica e lavorare per un nuovo modello di sviluppo. Il tutto in una cornice internazionale chiara, fatta di europeismo convinto e non di facciata, nell’ambito di una coerente collocazione euroatlantica del nostro Paese.

Cosa si aspetta dal voto del 25 settembre?

Il voto ci dirà se vince l’Europa comunitaria o quella dei nazionalismi alla Orban. Se vincono i diritti civili o l’oscurantismo bigotto. Se gli italiani hanno davvero compreso, fino in fondo. cosa significa essere governati dagli amici di Putin, Salvini e Berlusconi. Ma la scelta di fondo, come ha ribadito il Segretario Letta, è fra noi e Meloni. Niente è ancora già scritto e le cose si possono cambiare. E’ questo l’appello che il PD intende rivolgere a tutti i cittadini e tutte le cittadine che intendono dare un contributo per vincere queste elezioni e non consegnare il Paese alle destre. Per questo abbiamo lanciato una grande campagna di mobilitazione e chiunque voglia dare una mano può farlo andando su www.partecipa.partitodemocratico.it.

E in Umbria cosa succederà?

In questi ultimi tre anni l’Umbria ha sperimentato e pagato a caro prezzo l’essere governata dalle destre. Credo che i nostri cittadini abbiamo a cuore la difesa della sanità pubblica e dei servizi alla persona e uno sviluppo coerente con la vocazione del cuore verde d’Italia. Per questo, sono certo che daranno un segnale netto di discontinuità, tornando a scegliere le donne e gli uomini del Partito Democratico.

E sul tema delle alleanze elettorali?

Qualche giorno fa, in direzione nazionale, è stato ribadito che la nostra partecipazione a queste elezioni sarà centrata su una lista, la nostra lista, la lista del Partito Democratico. Vogliamo essere una lista aperta ed espansiva, soprattutto a chi ha condiviso il progetto delle Agorà e a chi ha lavorato insieme a noi in tutto questo tempo. La partita delle alleanze elettorali è ancora aperta ma è condizionata da questo sistema elettorale. Andare a siglare delle alleanze può fare la differenza e ci dobbiamo provare. Ma dovranno essere forze politiche che portano un valore aggiunto, che si approcciano alle elezioni con spirito costruttivo e senza mettere veti.

Quali sono le vostre principali proposte?

Un grande piano di investimenti per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile, a partire dall’installazione di impianti rinnovabili per abbattere i costi dell’energia e minimizzare la dipendenza dall’estero. Salario minimo, perché nessuno in Italia debba guadagnare meno di 9 euro l’ora. Riforma di stage e apprendistato, ma anche applicazione alla legge sulla parità salariale che è stata approvata grazie al PD. Investimenti sulla sanità pubblica, e sappiamo bene quanto in Umbria questo sia importante, e sui giovani, per favorirne l’indipendenza. ‘Ius scholæ’, ‘Ddl Zan’ e ‘Fine vita’, sul tema dei diritti civili, per un’Italia davvero democratica e progressista.

C’è stato un lavoro di condivisione con i territori?

A livello regionale abbiamo condiviso e promosso alcune delle proposte che sono nate grazie anche al lavoro delle Agorà. Penso al reddito alimentare e alla stessa proposta di legge regionale sulla parità salariale, così come al coordinamento che abbiamo costituito a livello locale su disuguaglianze e nuove povertà, guidato da Leonardo Cecchi. L’Umbria al pari del resto d’Italia che ha bisogno come l’acqua di dignità, lavoro, equità e fiducia. Il PD è in campo per custodire e coltivare questi valori contro ogni forma di populismo.

Messaggio autogestito a pagamento.

I commenti sono chiusi.