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lunedì 15 agosto - Aggiornato alle 20:22

Elezioni politiche 2022, il Pd: «Nulla è scontato» e a Terni tiene d’occhio Bandecchi

Inclusività e progressismo tra i valori richiesti per le candidature: ‘Bentornata Unità’, direzione Dem tra moniti e speranze

 

«Proposte chiare e ricette raggiungibili». È quanto ha chiesto il segretario del Pd umbro Tommaso Bori che, parafrasando Enrico Letta sulla campagna elettorale casa per casa, richiama la necessità di farla fabbrica per fabbrica: «La storia non è scritta, il risultato non scontato. Dobbiamo imporci come Il partito che sa parlare al mondo del lavoro con serietà e riforme tese a combattere le diseguaglianze. Se è vero che quello che accadrà il 25 settembre è destinato a cambiare la direzione del Paese, è altrettanto vero che noi possiamo fare la differenza in questo periodo che ci separa dal voto. Ristabilita la democrazia interna al partito, abbiamo la strada spianata per poter fare bene».

Elezioni politiche 2022 Così i Dem si preparano alla sfida elettorale del prossimo mese, consapevoli di quanto i tempi siano stretti e quanto le alleanze condizioneranno l’esito del voto degli italiani alle urne in uno scenario in piena trasformazione ancora adesso, con cambi di casacca inaspettati e addii potenziali tra le forze politiche, con veti che si susseguono e la linea di totale apertura del numero uno del Nazareno. Venerdì sera in una inusuale location, per certi versi in un contesto irrituale, la direzione regionale del Pd si è riunita ai Campacci di Marmore, dove domenica è terminata la festa ‘Bentornata Unità’, che ha visto alternarsi Dem di spicco e discussioni su temi di straordinaria attualità. Dagli esponenti locali del Partito democratico sono arrivati moniti e stimoli alla riflessione dal Trasimeno fino alla Conca ternana, con un documento sottoscritto da moltissimi segretari (la lista dei quali si è allungata col trascorrere dei giorni).

IL TESTO DELLA LETTERA E I NOMI DEI FIRMATARI

Pd Umbria Sulla scorta di quanto dichiarato anche dal ministro Andrea Orlando nel corso dell’intervista alla festa, il Pd tra le priorità mette l’Agenda sociale: «Se i poveri sono sempre più poveri e c’è qualche ricco in più, oltre le responsabilità da individuare – è l’esortazione che arriva al vertice – è il momento di agire». Tra i presenti, non è mancato qualche portatore di ottimismo: «Possiamo rappresentare una speranza per chi ancora crede che le cose possano cambiare». Ma è chiaro che a fare a differenza allora saranno i volti proposti: «Dovranno incarnare progressismo, inclusività, coerenza, ascolto» suggeriscono sindaci e segretari. E non potrà mancare la rappresentatività territoriale. E ai Campacci, è cascata l’attenzione sul patron delle Fere Stefano Bandecchi di Alternativa popolare. Con una ‘stagione dei record’ dei rossoverdi all’attivo, la volontà dichiarata di un’ascesa in serie A e l’ambizione di un rinnovato stadio Liberati, il suo appeal a Terni è apprezzabile e secondo qualche personaggio di spicco del Pd, il leader di Alternativa popolare, pur appartenendo a un altro territorio, va in qualche modo ‘monitorato’. Il suo attivismo politico intanto è valso una polemica per una maglietta considerata di stampo fascista. Dopo il botta e risposta sul tema, il presidente della società di calcio è tornato sul tema scherzando su Instagram. Pubblicata la foto di una T-shirt col re di denari delle carte da gioco piacentine, ha chiesto: «Questa la posso indossare?». E in un video non ha risparmiato un saluto ai followers con pugno sinistro alzato e consueta risata finale.

 

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