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giovedì 15 aprile - Aggiornato alle 00:47

Elezioni, per 11 Comuni possibile rinvio. Ministero chiede di individuare alternative alle scuole

Inviata circolare ai prefetti: «Ridurre al massimo le interruzioni della didattica». Si fa strada l’ipotesi di un possibile slittamento a settembre

Elettori in un seggio (foto ©️Chiara Fabrizi)

di Dan.Bo.

Individuare il maggior numero di immobili alternativi alle scuole da destinare a sedi di seggio elettorale. È questo, in vista delle prossime elezioni amministrative, il senso di una circolare che il ministero dell’Interno ha inviato in queste ore ai prefetti, così da ridurre per quanto possibile le interruzioni della didattica, già falcidiata in Umbria come nelle altre regioni dalle chiusure. A livello nazionale, secondo i dati del gruppo di lavoro formato da ministero dell’Istruzione, Anci e Upi, l’88% dei 61.562 seggi elettorali si trova all’interno di edifici scolastici, mentre in occasione del referendum di settembre sono state spostate appena 1.464 sezioni elettorali in 471 Comuni.

La circolare Nel documento approvato dal gruppo di lavoro vengono indicati i requisiti che devono essere osservati per la costituzione della «sala delle elezioni» (cioè dei locali all’interno dei quali sono costituiti i seggi) e per l’individuazione dei fabbricati che ospitano i seggi, allo scopo di «assicurare un agevole accesso e deflusso degli elettori, l’adeguato allestimento delle cabine e la vigilanza da parte delle forze dell’ordine».

Gli edifici Ad esempio potrebbero essere trasformati in seggi uffici comunali e sale consiliari, biblioteche e sale di lettura, palestre (comprese quelle delle scuole) e impianti sportivi, centri e impianti polifunzionali. E poi ancora circoli ricreativi e sportivi, locali dopolavoristici, spazi espositivi e fieristici, ludoteche, ambulatori e altre strutture non più a uso sanitario, spazi non più adibiti a mercati coperti, mentre non sono indicati per motivi di opportunità edifici come sedi di partiti politici od organizzazioni sindacali, edifici di culto, caserme e strutture simili.

Possibile rinvio Le incertezze però non riguardano solo il dove i seggi saranno allestiti, ma anche il quando. Teoricamente si dovrebbe votare in primavera, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, ma in questi giorni si fa sempre più strada l’ipotesi del rinvio. Il ministero dell’Interno per indire il voto avrebbe tempo fino alla metà di aprile ma complice l’emergenza sanitaria, le incertezze a essa collegate, le difficoltà dei partiti a tenere gli appuntamenti della campagna elettorale e i problemi nell’individuare i candidati in molti grandi Comuni, un rinvio a settembre pare un’ipotesi tutt’altro che campata per aria ed è probabile che nelle prossime settimane venga comunicato lo slittamento.

Undici Comuni In Umbria sono undici i Comuni chiamati a eleggere sindaci e consiglieri: in provincia di Perugia le sfide più importanti saranno ad Assisi e Città di Castello, due degli ultimissimi baluardi del centrosinistra regionale. Oltre alle città guidate da Proietti e Bacchetta andranno al voto anche Bettona, Bevagna e Nocera Umbra e, in provincia di Terni, Amelia (in questa tornata, il Comune politicamente più pesante del Ternano), Avigliano Umbro, Castel Giorgio, Montecastrilli, Parrano e Otricoli. Tutti in attesa di capire quanto si potrà votare.

Twitter @DanieleBovi

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