venerdì 21 settembre - Aggiornato alle 19:33

Elezioni e Pd, Paparelli: «Schiaffo forte ma possiamo recuperare se la smettiamo con le beghe di partito»

Il vicepresidente della giunta predica umiltà: «Dobbiamo tornare tra la gente». Le ricette: «Più merito nel pubblico e ascolto delle Pmi». Terni: «Aprirsi alla società»

Fabio Paparelli

di Re.Te.

«I voti persi sono dovuti, in gran parte, al fatto che non ne abbiamo presi dagli 80 mila umbri che, rispetto alle regionali del 2015, sono tornati a votare. Ma io sono convinto che quei voti, frutto della rabbia e della sfiducia per i 10 anni di crisi economica, che ha generato insicurezza e che ha cambiato la composizione sociale della comunità, abbisognano di risposte diverse. Quegli elettori umbri possono tornare al Pd e al Centro Sinistra, a patto che smettiamo di parlare una volta per tutte delle beghe di partito, e pensiamo a confrontarci con la realtà, con i temi della quotidianità: il lavoro, la sanità, la mobilità, l’efficienza dei servizi pubblici». Il vicepresidente della giunta regionale, Fabio Paparelli, affronta tutti i temi sul tavolo a una settimana dalla batosta elettorale che ha scosso anche i vertici regionali del suo partito, con le dimissioni del segretario Giacomo Leonelli, e stanno portando a una serie di riflessioni sugli assetti istituzionali.

Bagno di umiltà «I cittadini umbri – afferma Paparelli – possono giustamente alzare la voce, ma non possono accontentarsi di risposte semplicistiche a problemi complessi: reddito di cittadinanza a tutti e chiusura sui temi dell’immigrazione, tanto per citarne due, non sono una risposta credibile per un popolo che ha sempre vissuto di lavoro e che ha sempre saputo gestire il cambiamento. Se ci pensiamo bene, questa è anche la vera natura del Pd, ma iniziamo a ritrovarla con un grande bagno di umiltà».

Umbria policentrica Tra i temi concreti, il vicepresidente della giunta mette anche «il grande bisogno di avere una nuova e forte identità regionale: l’Umbria policentrica, con tante splendide città, che sente l’esigenza di un’anima e di un progetto che la riporti ad avere una sua peculiarità. Possiamo tornare ad essere una realtà trainante del Paese, perché innovazione, modernità, sostenibilità ambientale, qui possono diventare capisaldi: l’Umbria per dimensione, propensione, potenzialità umane e paesaggistiche, può, prima di altre regioni italiane, incarnare una realtà dell’Europa avanzata, una di quelle dove si vive meglio, ambite da tutto il mondo».

Tornare tra la gente Paparelli, fama di andare sempre a mille, sembra venire da ore di riflessione: «La mattina accompagno i miei figli di 9 a 14 anni a scuola, sono un prof in aspettativa, se mi fermano per strada, e a Terni, nella mia città, capita spesso, non mi tiro indietro, ma oggettivamente negli ultimi anni, come Pd e complessivamente come sinistra, abbiamo impiegato tantissime energie a trattare questioni che poco hanno a che fare con la vita di tutti i giorni: in politica abbiamo parlato molto dei rapporti interni, poco della nostra proposta; tanto delle grandi questioni economiche ma abbiamo interloquito poco con le piccole imprese; nella sanità troppo di direttori e primariati e poco delle liste di attesa e delle esigenze dei pazienti».

Risposte a chi soffre «Abbiamo fatto e stiamo facendo cose molto buone, penso alla lotta alla povertà, al mantenimento a livelli bassissimi della pressione fiscale, agli strumenti ed alle risorse messe in campo per il lavoro, per le zone del sisma, per l’agricoltura, ma abbiamo il dover di dare risposte a quei settori della comunità regionale più in sofferenza, facendo comprendere, anzitutto che opportunità, strumenti e risorse servizi sono a disposizione di tutti gli umbri, nessuno,escluso, soprattutto di quelli che si sono sentiti trascurati».

Aprirci, basta rapporti feudali Che cosa è successo il 4 marzo in Umbria? «Non vedo una peculiarità nel voto umbro, l’onda è stata nazionale, con la Lega che cresce fino ad essere ampiamente determinante nella elezione di tutti i deputati e senatori del centrodestra. Si è completata l’onda lunga che ha preso il via con il Referendum nazionale, con i gruppi dirigenti indaffarati da altre partite. Forse in Umbria la peculiarità è che l’avvio del dibattito post voto sembra proseguire su quella falsa riga: l’allenatore può aver sbagliato tattica e formazione ma l’obiettivo della squadra deve essere comunque quello di segnare nella porta opposta, non di fare autogol o peggio ancora di confondersi tra le maglie dell’avversario. Ma il rimpallo delle responsabilità non ci fa fare un passo in avanti, più che rottamare le persone, rottamiamo gli atteggiamenti di chi pensa di essere autosufficiente, le organizzazioni feudali, quelle che ormai non portano nulla, neanche i voti finora considerati certi. Condivido le parole della presidente Marini quando dice di aprirci, di estendere il campo, di metterci a servizio delle realtà civiche. Il Pd come partito popolare, con un radicamento e una organizzazione tra rete social e rete sociale, dove si confronta la gente reale».

Lavoro e sicurezza Paparelli, punta al contropiede nel campo avversario: «A chi propone assistenzialismo, rispondiamo che solo il lavoro dà reddito e cittadinanza pieni; a chi fa credere di poter respingere la globalizzazione, di cui l’immigrazione è un aspetto, rispondiamo ribadendo il modello di integrazione diffusa, aggiungendo alcuni correttivi significativi, adottati già da alcuni comuni umbri: il lavoro volontario dei richiedenti asilo, incentrato sul decoro urbano, deve diventare un grande progetto regionale: basta persone con le mani in mano. Basta generalizzazioni, le regole ci sono e vanno rispettate, non ci si può girare dall’altra parte, o convivere con alcuni fenomeni che sembrano diventati cosa abituale in alcune realtà umbre: spaccio, illegalità, furti vanno contrastati ad ogni livello, facendo proprie le segnalazioni di tanti cittadini, senza se e senza ma. La sicurezza è un bene collettivo che va garantito ancor più ai più deboli non agitando paure, ma garantendo la piena espressione della libertà».

Sostenere le pmi I contropiede è pronto a trasformarsi in pressing: «Il tessuto economico di questa regione aspetta risposte complessive. Noi finora ci siamo concentrati sulle eccellenze, ma le piccole imprese vanno sostenute una per una, perché ne costituiscono l’ossatura».

Più spazio al merito Il Pd ha perso voti anche nel pubblico impiego. «Molto probabile e per certi aspetti paradossale, perché i partiti populisti in questi anni hanno additato all’opinione pubblica i lavori della pubblica amministrazione come una delle cause dei mali del Paese, mentre noi abbia garantito il lavoro a tutti i dipendenti delle province e delle comunità montane. Dobbiamo assumere, però, un provvedimento che dia più spazio al merito, perché è quello che fa la differenza nella qualità delle risposte ai cittadini. Nella pubblica amministrazione umbra dobbiamo valorizzare di più il merito e smetterla con i dirigenti e i quadri a vita. Anche in sanità penso sia giunto il momento di dare vita ad un’authority che selezioni i migliori curriculum dei direttori generali prendendoli, come prevede la legge, dall’albo nazionale e li metta a disposizione della scelta politica».

Giovani Un vero disastro con i giovani. «Nella fascia di età da 24 a 32 anni, abbiamo problemi seri. Anche in questo caso abbiamo lavorato ma siamo stati troppo timidi. Sia a Terni che a Perugia gli incubatori di imprese giovanili saranno presto realtà, saranno contesti dove ci sarà autoproduzione e progettualità legata all’occupazione e al mercato. A Terni utilizzeremo alcuni teatri di posa adibiti oggi a magazzini per un acceleratore di start up in particolare sui temi dell’ambiente e della innovazione. Penso ad un luogo del Centro Italia, di produzione per i videomaker, Youtuber, blogger».

Nodo Terni Paparelli molto concentrato sulla Regione, sembra quasi che non voglia avere a che fare con i mille guai di Terni: «Non è vero, assolutamente. Terni è la mia città. Ci sono stati errori nell’Amministrazione comunale e non solo. In Italia hanno difficoltà a credere che un Comune, come nel caso di Terni, possa essere andato in dissesto per 14 milioni e mezzo di indebitamento. In Italia sono quasi cento i comuni in dissesto, e altrettanti rischiano di farlo nel 2018, con cifre multimilionarie, che spesso superano il bilancio corrente. A Terni la situazione è oggettivamente ben diversa: il dissesto è finanziariamente più che gestibile, nei serbatoi dell’Ente e della città il carburante c’è: 10 milioni di Agenda Urbana, i 13 del Piano delle Periferie, i 2 dei canoni idrici, l’Area di Crisi complessa che può mettere in movimento milioni di investimenti e molteplici occasioni di lavoro. Partite decisive per la città, che non possono essere gestite da chi propone solo assistenzialismo e populismo».

Chi per il Comune? «Sono dell’idea – sostiene Paparelli – che il Pd debba mettersi a disposizione di un grande progetto civico che chiami a raccolte le istanze civiche e riformiste e vada oltre gli estremismi. Un progetto aperto a tutti coloro che vogliono costruirlo e sostenerlo. In ballo c’è l’interesse della comunità ternana, che deve tornare ad essere una capitale del Centro Italia, una realtà innovativa, la città sostenibile, della scienza e della tecnica, la città moderna, che con i Freccia Bianca che stiamo trattando, in 40 minuti sarà connessa con Roma e con il Mondo, giocando un ruolo decisivo per l’Umbria stessa. Pensare di ridurre tutto ad unicum in Umbria sarebbe un grave errore, il modello organizzativo costruito sulla sanità, basato su due ambiti territoriali equilibrati è quello vincente. Terni è centrale in una visione dell’Umbria che guarda a Roma come un grande bacino di opportunità. La sfida è decisiva tra chi propone modelli da realtà del Sud e tutta quella comunità ternana, invece, che vuole essere agganciata all’Italia del lavoro, all’Europa che funziona».

Non sponsorizzo nessuno La partita è decisiva ed è importante il contributo di tutti. «Il mio? Quello di ascoltare e sostenere chi ha voglia di mettersi a servizio della città, non ho nessun interesse particolare da alimentare e nessuna persona da sponsorizzare. All’indomani del voto del 4 marzo, con una Regione e a una città, che sono sul crinale tra Nord e Sud, le piccolezze sono ancora più microscopiche, ormai non servono neanche alla sopravvivenza dei singoli. Abbiamo bisogno di rigenerare la comunità del Pd, una comunità aperta ed inclusiva, non possiamo, permetterci di perdere energie ma al contempo abbiamo bisogno di nuovi apporti e nuove contaminazioni a tutti i livelli».

5 risposte a “Elezioni e Pd, Paparelli: «Schiaffo forte ma possiamo recuperare se la smettiamo con le beghe di partito»”

  1. marco lancione ha detto:

    Fate solo ridere,a casa.

  2. Un cittadino ternano ha detto:

    Basti guardare come vengono gestite certe cose…aziende e lavoratori lasciati alla deriva…
    aziende che non pagano stupendi da oltre 5 mesi e nessuno dice o fa niente ma che politico sei caro Paparelli anzi meglio professore visto che mi hai anche insegnato alle scuole industriali . mi vergogno di aver votato negli anni passati gente come voi .
    Guardate Inviaggi tour operator lasciata da sola a morire e i suoi dipendenti con essa.
    Recupero ma che recuperi gli errori li dovete pagare fino alla fine

  3. Mercuri sergio ha detto:

    Complimenti e veramente un piano da portare avanti con urgenza e fare cos’è mai fatte e penzare a un domani sempre più nello no a parole,ma con fatti

  4. sergio petrollini ha detto:

    sig.paparelli bello il suo blog completa la sua analisi comunque tardiva come si direbbe dopo che i buoi sono usciti dalla stalla ci si ricorda quali erano le cose importanti da portare avanti nell’interesse degli iscritti e della collettivita’ tutta.e tornare im ezzo alla gente e’ corretto ma che non siano gli artefici del tracollo appena accaduto altrimenti si offenderebbe l’intelligenza dei cittadini che hanno buona memoria.il pd ha fatto harakiri anche a terni e nella nostra regione a causa degli spocchiosi e lontani dalle esigenze della classe lavoratrice.altrimenti come e’ stato possibile un tracollo cosi rapido con tutti i politologi,analisti a disposizione e non avevano previsto la catastrofe grazie a comportamenti di assoluta lontananza dalla gente .regioni rosse diventata nera oppure blu oppure gialla!personaggi che hanno usato il partito solo per scopi peronali di prestigio,potere per se e collaterali e si sapeva tutti pero’ e’ stato lasciato fare da chi aveva il compito di moralizzare gli strati della politica a tutti i livelli.troppe commistioni alla luce del sole etc…

  5. silvia ha detto:

    è finito il tempo delle promesse, delle bugie, degli sperperi, dell’inefficenza, dei privilegi siamo++++++ s t u f i++++

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