domenica 17 novembre - Aggiornato alle 21:44

Ue, Marini: «Un fondo europeo su disoccupazione e case popolari. Elezioni? Affrontarle come fossero locali»

La presidente umbra: «Serve nuovo welfare». Summit di Bucarest, appello da amministratori di tutta Europa: «Fare cose concrete per contrastare destra e populisti»

Marini al summit di Bucarest

di Ivano Porfiri

Un nuovo welfare europeo con un fondo ad hoc contro la disoccupazione – una sorta di reddito di sostegno per chi perde il lavoro o non lo trova ancora – e una nuova politica per alloggi pubblici. Sono due delle proposte lanciate dalla presidente umbra Catiuscia Marini, in qualità di capogruppo del Partito socialista europeo al Summit delle città e regioni d’Europa in corso a Bucarest (dall’Umbria è presente anche la presidente dell’Assemblea legislativa, Donatella Porzi). Una virata dall’Ue vista come moloch burocratico a istituzione più vicina ai cittadini per rimontare sull’ondata populista e di destra che rischia di sommergere il continente alle prossime elezioni del 26 maggio.

Elezioni decisive «Dobbiamo affrontare le prossime elezioni europee come fossero locali perché saranno elezioni decisive per il futuro delle nostre città e regioni e dobbiamo spiegarlo bene ai cittadini – è stato l’appello lanciato nell’incontro con i giovani del Pse eletti a livello locale e regionale -. Spiegare bene cosa fa l’Europa concretamente per loro, spiegare che non sono le destre e i populisti che possono portare benefici perché è socialista l’unica proposta di welfare che promuove l’inclusione sociale». Un momento di confronto in cui i giovani amministratori, dal nord della Finlandia al sud della Spagna hanno esposto situazioni politiche e problematiche simili. In poche parole: la difficoltà per i partiti di sinistra a intestarsi temi storicamente propri come quelli sociali perché un po’ ovunque diventati appannaggio della destra più o meno estrema o di movimenti populisti. «Dobbiamo fare cose concrete – ha affermato un giovane amministratore di un paese vicino a Barcellona – perché la gente crede che i temi sociali siano diventati di destra. Un esempio, il salario minimo». «Io vivo e faccio parte dell’amministrazione di una città tedesca vicina al confine francese – ha detto un’altra giovane eletta –. Abbiamo ancora troppe difficoltà a muoverci tra un paese e l’altro, l’Europa deve essere più integrata».

Nuova iniziativa sociale «Come socialisti europei – ha replicato la Marini – dobbiamo lanciare una nuova iniziativa sociale. Noi siamo l’unico gruppo del Parlamento europeo che supporta l’inclusione sociale. Voi siete la nostra avanguardia per portare avanti le nostre politiche e idee in Europa. Abbiamo bisogno di una nuova generazione di leader progressisti nelle nostre istituzioni e anche nell’Unione europea. Con voi dobbiamo creare un nuovo welfare inclusivo, soprattutto per le giovani generazioni. Per questo voglio lanciare l’idea di tavoli locali di confronto, dove ascoltare ma anche dove condividere esperienze realizzate nelle regioni europee. Per le elezioni dobbiamo far vedere cosa abbiamo fatto grazie all’Unione europea in termini di idee ma anche di fondi».

Greta e il sociale La presidente dell’Umbria è poi scesa nel concreto delle proposte nel pomeriggio, alla sessione di apertura del Summit di Bucarest. Citando una frase di Greta Thunberg, la 16enne svedese diventata il simbolo della lotta al cambiamento climatico (“La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi”), Marini ha sostenuto come «la grande lotta al climate change di venerdì non può essere scissa dal lavoro che dobbiamo fare sulla coesione sociale e l’integrazione in Europa: sono due facce della stessa medaglia».

Disoccupazione e case Da qui, l’invito alle istituzioni europee a fare proprie alcune proposte concrete: «È giunto il tempo – ha detto – che a livello europeo costruiamo una misura, un fondo europeo per la disoccupazione, per la protezione delle persone che hanno perso il lavoro o non ne hanno ancora trovato uno, e anche di immaginare un numero europeo per la sicurezza sociale». Non solo lavoro, anche edilizia popolare. «La grande questione europea degli alloggi sociali in tutte le nostre città – secondo Marini – non è solo un modo di dare una risposta ai più poveri ma anche un modello possibile di sviluppo che investe risorse pubbliche e private. Su queste sfide c’è l’impegno di tanti di noi che nelle città e nelle regioni hanno sperimentato buone pratiche della coesione sociale e sul cambiamento climatico. Ma ci aspettiamo da questo summit che anche le istituzioni europee, il prossimo parlamento, la prossima commissione e il consiglio, che facciano propri questi temi».

 

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