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venerdì 7 ottobre - Aggiornato alle 01:10

Referendum, i risultati: in Umbria il Sì vince con il 69%. Alle urne un umbro su due

Dati ancora più alti nei comuni più piccoli. Affluenza, al voto circa il 50% degli umbri. Otto su dieci nei Comuni dove si eleggono i sindaci

Un seggio elettorale (foto ©️M.G.)
Notizie Live
Ore 18.05

Terminato lo scrutinio, questi i risultati definitivi: in Umbria il Sì vince con il 68,72% (221.989 voti) mentre il No si ferma al 31,3% (101.062 voti).

Ore 17.15

A Perugia dato ormai acquisito: con 154 sezioni su 159 il Sì si attesta al 63,5%

I dati definitivi di alcune delle città più importanti: ad Assisi il Sì vince con il 66,7%, a Bastia col 71%, a Castiglione del Lago col 70,3%, a Città di Castello col 75,4%, a Corciano 67,4%, a Foligno col 66,6%, a Gualdo Tadino col 73,3%, a Spoleto col 70,9%. In provincia di Terni, il Sì ad Amelia vince con il 65,8%, a Narni con il 69%, a Orvieto con il 65,2% e a Terni con il 67,13%.

Ore 16.51

Questi i risultati, ancora parziali, di alcune regioni: in Piemonte il Sì veleggia intorno al 68%, in Lombardia al 69%, in Veneto al 62%, in Emilia Romagna al 69%, in Toscana al 66%, nelle Marche al 69%, nel Lazio al 64%, in Campania al 79%, in Puglia al 75%, in Calabria al 76%, in Sicilia al 76% e in Sardegna al 68,5%.

Ore 16.45

Scrutinio quasi terminato (906/1.005): il Sì al 68,6% (198.064 voti) e il No al 31,4% (90.556).

Ore 16.30

Risultati definitivi: a Bettona il Sì vince con il 67%, a Bevagna con il 69,6%, a Citerna con il 75,8%, a Collazzone con il 64,3%, a Fossato con il 79%, a Giano con il 66%, a Lisciano con il 72,9%, a Montefalco con il 73,4%, a Monteleone di Spoleto con il 68,1%, a Nocera con il 75%, a Norcia con il 70,8%, a Passignano col 69%, a Scheggino con il 74%, a Spello con il 70,9%, a Todi con il 63,3%, a Trevi con il 69,8%, a Umbertide 74,2%, a Valfabbrica con il 74,6%, a Vallo di Nera con il 79,5% e a Valtopina con il 75%.

In provincia di Terni, ad Acquasparta il Sì vince con il 70%, ad Allerona con il 72,6%, ad Alviano con il 70,14%, ad Avigliano con il 74%, a Ficulle col 68,8%, a Lugnano col 71,8%, a Montecastrilli con il 74%, a Montefranco con il 71,8%, a Montegabbione con il 67,15%, a Otricoli con il 68,4%, a Parrano con il 53,6%, a Polino col 75%, a San Venanzio col 68% e a Stroncone col 71,8%.

Ore 16.15

Questa la situazione in Umbria con 613 sezioni scrutinate su 1.005: il Sì al 68,97% (132.893 voti) e il No al 31,03% (59.783).

Ore 16.10

Focus sulle città più grandi: a Perugia (110/159) Sì al 63%, a Terni (68/129) al 68%, ad Assisi (21/32) al 65%, a Bastia (15/22) al 73%, a Città di Castello (47/54) al 75,7%, a Foligno (45/54) al 66%, a Spoleto (39/42) al 70,9%.

Ore 16.06

In alcuni piccoli Comuni lo scrutinio è già terminato: a Monte Santa Maria Tiberina il Sì al 78,4%, a Montone al 73%, a Panicale al 73,6%, a Poggiodomo all’81%, a Sant’Anatolia al 73,9%

Ore 16.02

Scrutinate 495 sezioni su 1.005: in Umbria il Sì al 68,39%, il No al 31,6%.

Ore 16.00

In provincia di Terni questa l’affluenza nei quattro comuni al voto anche per sindaci e consiglieri: Attigliano (80,3%), Giove (81,5%), Ferentillo (81,5%) e Calvi (73%). Dati sopra la media ad Alviano (55%), Guardea (54%), Lugnano (53,4%), Montecchio (55%), Parrano (54%), Polino (60%), San Venanzo (53,9%). I dati più bassi invece si registrano a San Gemini (42,58%) e Acquasparta (42,9%). A Terni ha votato il 44%.

Ore 15.53

Dato definitivo per quanto riguarda l’affluenza: ha votato il 48,8% degli umbri, con una percentuale leggermente più alta in provincia di Perugia (49,4%). Dati un poi più alti della media a Citerna (53%), Città di Castello (56%), Costacciaro (56%), Monte Santa Maria Tiberina (62,86%), Montone (57,7%), Paciano (58%), San Giustino (54%), Scheggia e Pascelupo (54,7%), Sigillo (56,6%), Umbertide (52,9%) e Vallo di Nera (58,5%). Quanto ai comuni dove andavano eletti i sindaci, a Valfabbrica affluenza all’80,1% e all’82,6% a Scheggino. A Cascia (37%) e Norcia (35%) le affluenze più basse. Il capoluogo di regione invece ha votato il 50,1% degli aventi diritto.

Ore 15.45

Al momento sono 228 su 1.005 le sezioni scrutinate in Umbria: il Sì si attesta per il momento intorno al 70%

Ore 15.35

Stando al secondo exit poll Rai il Sì si attesta tra il 62 e il 66%, il No fra il 34 e il 38%

Ore 15.15

Chiusi i seggi alle 15, l’affluenza in Umbria secondo i primi dati si attesta intorno al 50%. Quanto ai risultati del referendum, stando agli exit poll a livello nazionale è avanti il Sì. Lo scrutinio delle schede per le comunali invece inizierà martedì alle 9.

Ore 23.40

Alle 23 nel complesso ha votato il 33% degli aventi diritto in Umbria, come le percentuali che si mantengono sempre decisamente più alto nei sei piccoli comuni in cui gli elettori sono chiamati anche a eleggere sindaci e consiglieri. Il dato umbro è un po’ più basso rispetto alla media nazionale (39%).

Ore 19.55

Alle 19 complessivamente era andato al voto un umbro su quattro (25,16%), un dato sostanzialmente in linea con quelli del resto delle regioni a parte quelle, ovviamente, dove si sceglie il presidente, e Sicilia e Sardegna (entrambe sotto il 20%).

Per quanto riguarda la provincia di Perugia le percentuali più alte si registrano a Citerna, Costacciaro, Fossato di Vico, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, e Città di Castello con oltre il 30%, San Giustino. Caso a parte Scheggino (38%) e Valfabbrica (45%). Il record negativo invece è a Norcia (15%).

In provincia di Terni dati abbondantemente sopra il 40% in tutti e quattro i Comuni chiamati a eleggere sindaci e consiglieri: Attigliano (48%), Giove (48%), Ferentillo (44%) e Calvi (42%). Dati intorno al 30% ad Alviano, Avigliano, Castel Viscardo, Guardea, Parrano, Polino. Record negativo ad San Gemini (20,78%). La prossima rilevazione sarà alle 23 e poi alle 15 di domani, quando chiuderanno i seggi.

Ore 12.48

Per quanto riguarda il referendum, in provincia di Perugia dati un po’ più alti della media ci sono a Bastia (10,3%), Città di Castello (10,12%), Costacciaro (12,62%), Foligno e Fossato di Vico col 10,5%, Montone (11,44%), Passignano e Perugia con quasi l’11%, Poggiodomo (11,2%), Preci, San Giustino, Sant’Anatolia con percentuali simili. Il record è a Valfabbrica (18%) tallonato da Scheggino (16,29%), gli unici due Comuni della Provincia dove si eleggono i sindaci. Record negativo invece a Lisciano Niccone (5,65%).

In provincia di Terni i Comuni al voto sono quattro: Attigliano (21,58%), Giove (19,67%), Ferentillo (15%) e Calvi (16%). Percentuali sopra la media anche a Castel Giorgio (10,43%), Guarda (13,42), Penna in Teverina e Polino con oltre l’11%. I record negativi invece sono ad Allerona (6,29%) e Arrone (6,39%).

Ore 12.38

Arriva il primo dato sull’affluenza, quello relativo alle 12: per quanto riguarda il referendum in Umbria ha votato meno del 10% degli aventi diritto (9,56%), con dati simili tra le due province.

di Daniele Bovi

Oltre 666 mila quelli chiamati alle urne per esprimersi sulla riduzione del numero dei parlamentari, e poco più di 9 mila per rinnovare i vertici di sei piccoli Comuni. Domenica e lunedì, a meno di un anno dalle regionali, anche in Umbria si torna al voto per la prima tornata elettorale in cui andranno fatti i conti con l’incognita Covid: quanto inciderà l’emergenza sanitaria sull’affluenza per un referendum il cui risultato, almeno stando agli ultimi sondaggi pubblicati ormai due settimane fa, sembra scontato?

GALLERY: LE FOTO DAI SEGGI

LA MAPPA POLITICA DELL’UMBRIA

Referendum Essendo un referendum confermativo, ai sensi dell’articolo 138 della Costituzione per la validità del voto non è previsto alcun quorum minimo di votanti. Qualunque sia il numero di questi ultimi, il taglio (che in Umbria provocherebbe un quasi dimezzamento della rappresentanza) sarà confermato solo se i consensi supereranno i voti sfavorevoli. Meno scontato e di più difficile lettura, rispetto al tema dell’affluenza, è lo schieramento dei partiti: il M5S è quello che appare più compatto per il Sì, il Pd ufficialmente si è espresso per il via libera al taglio ma il No (a partire da quasi tutti i padri nobili) ha guadagnato terreno, Forza Italia è per il No mentre in Fdi e Lega le posizioni sono sfumate: Salvini e Meloni hanno spiegato che voteranno Sì ma sostanzialmente hanno fatto capire ai loro elettori che ci sarà libertà di coscienza. Quanto alla campagna elettorale, in Umbria è scivolata via (fatti salvi alcuni rari casi) nel quasi completo silenzio dei vertici politico-istituzionali.

LE RAGIONI DEL SÌ E QUELLE DEL NO

Numeri e rinunce Tornando ai numeri, gli elettori in provincia di Perugia sono 493 mila (255 mila le donne), divisi in 710 sezioni; 173 mila invece gli elettori in provincia di Terni (90 mila le donne), ripartiti in 295 sezioni. In alcune regioni sabato sono state registrate defezioni da parte di alcuni presidente di seggio e scrutatori, mentre per quanto riguarda l’Umbria le due prefetture nel pomeriggio hanno spiegato che i seggi si sono insediati regolarmente e non sono stati segnalati problemi di sorta; le rinunce sono state poche di più rispetto a una normale tornata elettorale. Quanto alle persone in quarantena o isolamento, in tutto sono state sei in provincia di Perugia ad aver presentato domanda per votare al referendum: un’operazione della quale si occuperà il seggio speciale che raccoglierà anche le schede degli ospedali e delle altre strutture sociosanitarie della regione (in tutto una ventina le persone che hanno presentato l’apposita richiesta). E a proposito delle operazioni di voto, i seggi si chiuderanno lunedì alle 15: subito dopo partirà lo spoglio delle schede referendarie, mentre per i Comuni occorrerà aspettare martedì mattina alle 9.

I Comuni Le sfide in programma rappresentano un piccolo antipasto rispetto all’importante tornata della primavera 2021, quando al voto andranno anche due degli ormai pochissimi capisaldi del centrosinistra umbro: Assisi e Città di Castello. Nell’attesa, ecco le sfide: il Comune più grande al voto è Valfabbrica coi suoi 3.286 abitanti, dove si cerca il successore del sindaco Roberta Di Simone, eletta il 31 maggio 2015 con la lista civica Uniti per [email protected], dopo un decennio a guida Ottavio Anastasi. Vinse col 52,04% battendo Maurizio Paparelli ma ha avuto anni di consiliatura piuttosto tribolata e ha deciso di non ricandidarsi. A contendersi la poltrona di sindaco, in una competizione tutta orientata a centrodestra anche se con tinte civiche, saranno l’ex dipendente comunale Enrico Bacoccoli con la lista Insieme per crescere e l’assicuratore Marco Nazzareni con Obbiettivo comune.

VALFABBRICA, INTERVISTA A BACOCCOLI

VALFABBRICA, INTERVISTA A NAZZARENI

Scheggino e provincia di Terni A Scheggino (464 abitanti) si era votato appena un anno fa con la rielezione di Paola Agabiti (una lista unica che prese 299 voti), che però nel frattempo ha fatto il salto in Regione, diventando assessore e passando il testimone a Fabio Dottori come vicesindaco reggente fino alle elezioni. A correre, oltre a Dottori con la lista Uniti per Scheggino, anche Bonaventura Benedetti (Collaboriamo per Scheggino) e una terza lista (L’altra Italia). Passando alla provincia di Terni, il comune più popoloso è Attigliano con 2.012 abitanti. Qui l’11 giugno 2017 era stato riconfermato con il 59,7% Daniele Nicchi con la lista civica di centrodestra ‘Il Polo per Attigliano’. Poi anche lui è stato eletto in Regione nella lista della Lega e allora è stato il vicesindaco reggente Leonardo Vincenzo Fazio a traghettare l’Amministrazione verso le urne. A sfidarsi saranno Fazio (Il polo per Attigliano) e Claudio Guerra (Idea comune).

FERENTILLO, INTERVISTA A CASCELLI

Al voto Poi c’è Giove coi suoi 1.874 abitanti, dove governa Alvaro Parca fin dal 2005 con una lista civica (Insieme per Giove) di centrosinistra. L’ultima volta, nel 2015 prese il 76,22%. A correre saranno Maurizio Ceroni (Passione Giove) e Marco Morresi (Giove bene comune). Di dimensioni simili è Ferentillo (1.839 abitanti) retto dal commissario straordinario Lucia Raffaela Palma dopo le dimissioni in blocco di sindaco e maggioranza a pochi mesi dalle elezioni in cui era stato eletto Enrico Antonio Duilio Riffelli con la lista Cuore e Ragione, unico a presentarsi alle urne. Riffelli ci riproverà con la lista Armonia, solidarietà e sicurezza, e a sfidarlo sarà Elisabetta Cascelli (Insieme per Ferentillo). Infine Calvi dell’Umbria coi suoi 1.765 abitanti che va a scadenza naturale, essendo stato eletto nel 2015 Guido Grillini con la lista civica Tradizione e innovazione, dopo il decennio guidato da Silvano Lorenzoni. Grillini vinse con 54,34% battendo Alfio Nesta e Stefano Tenneroni. La sfida cinque anni dopo si ripete: a giocarsi la poltrona di sindaco saranno Grillini (Calvi tradizione e innovazione) e Nesta (Progetto Calvi in segno della continuità). Nel complesso, un piccolo antipasto in vista del 2021, quando alle urne andranno città importanti come Assisi e Città di Castello, tra le ultimissime roccaforti del centrosinistra.

Twitter @DanieleBovi 

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