giovedì 2 luglio - Aggiornato alle 07:42

Due per mille, in Umbria il Pd domina tra i contribuenti: lo sceglie il 49%, Lega al 19%

Nel 2018 salgono le ‘donazioni’ ai partiti nel 730: in 18 mila danno 250 mila euro. Fdi è terza, anche Rifondazione batte Forza Italia

di Ivano Porfiri

Se le elezioni si facessero barrando la casella del 2 per mille della dichiarazione dei redditi il Pd in Umbria governerebbe senza problemi. Nonostante le batoste elettorali del 2019, dalle Comunali a Perugia alle Regionali, il partito di Zingaretti (ma vanno bene anche gli altri di sinistra) è di gran lunga quello che riceve più contributi dai cittadini attraverso la scelta di destinarvi quello che, dal 2014, è rimasto l’unica fonte di finanziamento pubblico dei partiti. Va ricordato che non tutti compaiono nell’elenco: il Movimento 5 stelle, ad esempio, non partecipa rifiutando per principio qualsiasi forma di sostegno.

Contributi in crescita In totale nel 2019 sono stati 18.729 gli umbri a donare in maniera volontaria parte del loro prelievo fiscale a partiti o movimenti politici, per un totale di 250.405 euro. Pochi, sotto al 3% del totale, ma in netto aumento rispetto al 2018, quando erano stati appena 15.689 per 205.743 euro (ma non ai livelli del 2017 quando si era oltre i 20 mila). Segno forse di un ritorno alla politica in un anno denso di scadenze elettorali. Ma anche a livello nazionale l’andamento è stato lo stesso con il totale dei contributi cresciuto da 14 a 18 milioni di euro con oltre 1,3 milioni di contribuenti a versare il 2 per mille. Pur non essendo una contribuzione calcolata a livello regionale, Umbria24 ha elaborato una ripartizione dividendo gli importi di ogni partito a livello nazionale per il numero di quanti lo hanno scelto, ricavando così un importo medio e quindi moltiplicato questo per il numero degli umbri.

Pd batte Lega Nel 2019, riferiti ai redditi del 2018, il Pd ha ricevuto la scelta di 9.236 contribuenti umbri per un totale calcolabile in 136.082 euro. Rispetto allo scorso anno, i dem pur vedendo i donatori aumentare di quasi mille, in percentuale perdono, finendo sotto la maggioranza assoluta dei consensi tributari, dal 53,3 al 49,3%. La Lega per Salvini Premier, pur primeggiando alle urne, nei 730 è ancora molto indietro: 3.057 la hanno scelta (contro i 2.623 del 2018) per un totale di 39.489 euro. In percentuale Salvini sale dal 16,7 al 18,7%, a cui andrebbe forse sommato il 2% dei 387 cittadini che hanno scelto (chissà se per sbaglio o per nostalgia) la Lega Nord per l’Indipendenza della Padania donandole 4.576 euro.

Bene Fdi, male Forza Italia Terzo partito sono i Fratelli d’Italia, con 1.218 scelte per 15.164 euro, saliti dal 4,9 al 6,5%, che anche dal commercialista superano Forza Italia scesa dal 2,77 al 2,1% con appena 398 donatori pari a 6.992 euro. Molto meglio dei forzisti va pure Rifondazione comunista (pur scesa dal 5,3 al 4,5%) con 861 scelte per 8.862 euro ma anche Sinistra italiana con 677 scelte e 7.927 euro che gli vale il 3,6% e la Federazione dei verdi con 588 scelte e 6.841 euro (al 3,1%). Poi il Partito socialista italiano con 310 scelte e 3.573 euro. Tra le curiosità i 33 (639 euro) per la Sudtiroler Volkspartei, i 20 (235 euro) per l’Union Valdotaine e i ben 72 per l’Unione sudamericana emigrati italiani.

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