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sabato 26 novembre - Aggiornato alle 11:09

Dove costruire il termovalorizzatore? Diversi sindaci chiedono alla Regione di non lasciare sola Auri

Il Piano rifiuti è stato discusso mercoledì dal Cal: parere positivo con dieci Sì e nove No

Un inceneritore

di Daniele Bovi

Continua a essere la localizzazione del nuovo termovalorizzatore uno dei nodi chiave del Piano dei rifiuti, approvato giorni fa dalla giunta regionale. Il documento è stato mercoledì al centro della seduta del Cal, il Consiglio delle autonomie locali, l’organo previsto dalla Costituzione e composto da rappresentanti degli enti locali che ha funzioni consultive ed esprime pareri sulle leggi della Regione, in alcuni casi obbligatori.

LA REGIONE: NUOVO TERMOVALORIZZATORE DAL 2028

Il voto Moltissimi, come spesso accade, gli assenti. Alla fine della discussione, alla quale per la Regione ha partecipato il direttore Stefano Nodessi Proietti, mercoledì mattina è arrivato il parere positivo solo per un soffio: dieci i Sì, nove i No e un astenuto; a favore sostanzialmente molti sindaci (o loro delegati) dei Comuni guidati dal centrodestra, come ad esempio Perugia, Terni, Orvieto, Cannara e Marsciano (la sindaca Franceca Mele è presidente del Cal); contrari molti di centrosinistra come Narni, Spoleto, Corciano, Spello, Assisi e la Provincia di Perugia.

IN UMBRIA NUOVO INCENERITORE E 3 DISCARICHE AMPLIATE

I dubbi Da questo fronte è stato fatto notare che il documento della giunta scarica sull’Auri la responsabilità anche di individuare il luogo più adatto alla costruzione del nuovo impianto (il che rappresenta politicamente la vera patata bollente), mentre il vero ruolo di pianificazione spetterebbe alla Regione. Sul tavolo anche la questione del Css (nei mesi passati la Regione ha dato la possibilità ai cementifici eugubini di utilizzarlo come combustibile) e il fatto che il piano prevede diversi gestori per le diverse fasi della gestione; se per la separazione tra termovalorizzatore e ‘normali’ operazioni di spazzamento e raccolta non ci sono obiezioni, qualche perplessità c’è a proposito di un gestore diverso per quanto riguarda discariche e altri impianti, come quelli per il trattamento meccanico.

LA MAPPA: DOVE POTREBBE ESSERE COSTRUITO

Il dove La questione della localizzazione del termovalorizzatore lasciata tra le mani di Auri raccoglie perplessità, in certi casi non espresse pubblicamente, anche tra i sindaci di centrodestra. «La Regione – spiega uno di loro – non può lasciare sola l’Autorità». Presentando il piano, a giugno la giunta ha mostrato una mappa che mostra quali aree, tenendo conto dei diversi fattori pro e contro, possono ospitare l’impianto da 160 mila tonnellate e quali no; quelle potenzialmente idonee sono essenzialmente quelle di parte del Perugino, dell’Alta valle del Tevere, alcune zone della fascia appenninica, della Media valle del Tevere, di parte del Narnese e della zona a ovest del Trasimeno. Secondo le previsioni di Palazzo Donini, il termovalorizzatore dovrebbe entrare in funzione nel 2028.

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