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lunedì 18 gennaio - Aggiornato alle 21:27

Disabilità, dopo polemiche e accuse in consiglio ok alla mozione di FdI. Pd: «È aria fritta»

L’atto impegna la giunta a rafforzare i servizi, ok con 13 sì compreso Bianconi. Fora si astiene, Pd e M5S non votano dopo il niet agli emendamenti

L'aula del Consiglio regionale

di Dan.Bo.

Stavolta niente strappi e scambi di accuse. A meno di un mese dallo scontro interno alla maggioranza sul tema della disabilità, martedì in consiglio regionale è stata approvata la mozione di FdI (a presentarla Marco Squarta ed Eleonora Pace) sull’«ampliamento dell’offerta di prestazioni e servizi» a favore delle persone non autosufficienti. L’ok è arrivato con i 13 sì della maggioranza (alla quale si è unito Vincenzo Bianconi) e l’astensione di Andrea Fora, mentre Pd e M5S non ha partecipato al voto.

LO SCONTRO DI DICEMBRE SULLA DISABILITÀ

La mozione Ai due gruppi infatti è stato impedito di presentare emendamenti sulla base del regolamento interno che, all’articolo 95, stabilisce che possano essere presentati solo «con il consenso dei proponenti e prima della chiusura della discussione»; mancando il suddetto consenso, niente discussione. «Compatibilmente con le risorse del bilancio», l’atto impegna la giunta a rafforzare la presa in carico dei disabili, incrementare i servizi favorendo il sostegno domiciliare, predisporre progetti personalizzati in collaborazione con i servizi sociali e socio-sanitari e «rimuovere gli ostacoli di ordine anche burocratico che impediscono un equo accesso a servizi e misure di sostegno, snellendo procedure di accesso e di rendicontazione».

Il dibattito Diversi punti ricalcano la mozione bocciata il 15 dicembre scorso, in quel caso presentata da Bianconi e firmata, oltre che da Squarta e Pace, anche da altri consiglieri di opposizione come Porzi, Meloni, Fora e De Luca. A differenza di allora e senza quelle firme, l’atto passa senza incidenti. Squarta, che come a dicembre ricorda che latto è frutto di un lungo lavoro partito nel 2019, parla dell’approvazione come di «una svolta epocale in tema di disabilità» e auspica che «quanto avvenuto in Umbria sia da esempio in tutta Italia». «Aria fritta» la bolla invece il portavoce delle opposizioni Fabio Paparelli: «Gli emendamenti – ha detto – non sono stati accettati e nell’atto si dice ‘compatibilmente con le risorse di bilancio’, il che equivale ad aria fritta. Non parteciperò al voto e vedremo poi sul Bilancio se ci saranno le risorse necessarie. Noi presenteremo un emendamento e lì si vedrà».

Serve progettazione Bianconi invece ricordando quanto accaduto a dicembre sostiene che il voto in aula rappresenta qualcosa di positivo per i disabili: «Il mio sì – dice – si basa quindi sui contenuti dell’atto, come dovremmo fare sempre tutti». Per Fora invece «sono diverse sedute che, a fasi alterne e da parti politiche diverse, si fa una discussione che rischia di essere poco legata ai contenuti e a far prevalere uno schieramento rispetto ad altri, infatti contenuti simili vengono riproposti da altra parte politica». Per il consigliere bisognerebbe mettere maggiormente l’accento sulla dimensione della progettazione: «Serve molto di più di un atto di indirizzo, una progettazione concreta. E una maggiore condivisione – sostiene – con la rete dei servizi, costruendo con le persone».

Le associazioni Prima della seduta le quindici associazioni che si erano espresse duramente a dicembre sulla bocciatura della mozione, in una nota hanno ricordato che il consiglio «si trova di fronte al compito nobile e inderogabile di garantire a tutti i cittadini la concreta possibilità di accedere all’assistenza indiretta, affinché questa possibilità non resti confinata a mere dichiarazioni di principio». Le associazioni chiedono di ottimizzare le risorse e di evitare «la costituzione di nuove strutture e burocrazie che finirebbero per drenare risorse altrimenti da destinare ad assegni di cura/sollievo e nuovi progetti di vita indipendente». «Il faro che dovrebbe orientare l’azione del nostro legislatore regionale – concludono – è evitare a tutti i costi la costituzione e il finanziamento di nuove strutture e burocrazie inutili e potenzialmente dannose».

Twitter @DanieleBovi

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