lunedì 20 maggio - Aggiornato alle 23:43

Dimissioni, opposizioni all’attacco: «Andremo dal prefetto e diffideremo Porzi, atti illegittimi»

Minoranze hanno chiesto la discussione immediata in aula: «Possibili ricorsi al Tar». La maggioranza difende il rinvio

I membri dell'opposizione dopo il consiglio regionale

di Dan.Bo.

Pronti ad andare dal prefetto e ad adombrare ricorsi al Tar sugli atti adottati dal consiglio. Subito dopo la fine del consiglio regionale di martedì, le opposizioni hanno dato vita a una conferenza stampa per ribadire il loro no al rinvio della discussione. Claudio Ricci è lapidario: «Senza la discussione in aula oggi la decima legislatura – ha detto – è formalmente finita. Ora qualunque atto può finire di fronte al Tar. L’unico atto legittimo che l’aula può fare sono la discussione e il voto sulle dimissioni della presidente». Vista la situazione «di totale incertezza» Ricci ha chiesto che il prefetto di Perugia sia informato e il collega della Lega Valerio Mancini – che ha esibito colla, catena e lucchetto a simboleggiare «l’attaccamento della maggioranza alla poltrona» – ha promesso che «ci andremo domani e manderemo anche una diffida alla presidente dell’assemblea Donatella Porzi perché ogni atto assunto sarebbe illegittimo».

CENTROSINISTRA GUADAGNA TEMPO

Le opposizioni Netto anche Marco Squarta di Fratelli d’Italia, uno di quelli in corsa per la candidatura: «È stato un errore politico non discutere oggi le dimissioni. È inaccettabile non essersi espressi subito e allungare i tempi nuoce solo all’Umbria che è alle prese con mille problemi». Per il forzista Roberto Morroni «non si può trasformare il dibattito in una sorta di mini congresso del Pd. È un comportamento grave. La maggioranza è in stato confusionale, vogliono narcotizzare questa vicenda». L’ormai ex leghista Fiorini invece ha parlato di «situazione vergognosa». Il pentastellato Andrea Liberati ha tirato fuori da una tasca una mela «perché oggi hanno fatto melina. La legislatura è di fatto finita, siamo al caos e al blocco politico-amministrativo. Rinviare la discussione è insostenibile, il dibattito doveva svolgersi in queste ore».

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La maggioranza Poco prima invece, in aula il centrosinistra aveva difeso il rinvio: «La relazione della presidente – aveva spiegato il capogruppo dem Gianfranco Chiacchieroni – è complessa e importante, un punto di riferimento per la maggioranza, per le istituzioni e i cittadini. Dobbiamo lasciare una traccia del lavoro istituzionale e occorre una discussione più approfondita e consapevole». Chiacchieroni, come fatto anche lunedì, ha poi ribadito che nell’indagine non è coinvolto alcun consigliere ma così non è dato che tra gli indagati ci sono Luca Barberini ed, essendo anche un consigliere, la presidente Catiuscia Marini. Leonelli ha detto in modo chiaro che «non c’è in maggioranza sulla mozione presentata. Il rinvio di una settimana può essere utile per trovare una condivisione e non sposta le questioni di fondo». A Silvano Rometti invece un rinvio a dopo le elezioni sarebbe sembrato congruo, dato che «siamo di fronte a una situazione totalmente nuova e le dimissioni sono un argomento da tenere fuori dalla campagna elettorale».

Twitter @DanieleBovi

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