lunedì 21 ottobre - Aggiornato alle 04:26

Dimissioni Marini, Articolo 1 allo scoperto: «Non ci sono condizioni per andare avanti»

Il partito di sinistra parla di maggioranza divisa: «Posto alcune condizioni ma non sono state accettate. Siamo al capolinea, occorre ripartenza»

Catiuscia Marini in Consiglio regionale

«Crediamo che ormai non ci siano più le condizioni per andare avanti, data l’assenza di compattezza nella maggioranza, nonché l’attuale assenza di un progetto di rilancio fondato sulla trasparenza del comparto sanitario e, in generale, di tutti i settori che riguardano la pubblica amministrazione». A due giorni dal passaggio decisivo in Consiglio regionale, chiamato a confrontarsi sulle dimissioni della presidenza Catiuscia Marini, dopo le dichiarazioni del segretario Pd Walter Verini, la prima forza di maggioranza a uscire allo scoperto è Articolo 1 Mdp, che conta la presenza in Consiglio di Attilio Solinas. Una presa di posizione che indica la strada dell’accoglimento delle dimissioni (il Consiglio potrebbe anche respingerle, dando altri 15 giorni alla presidente per decidere, anche se Marini ha già ribadito che sono irrevocabili).

VIDEO: INTERVISTA A VERINI

Aprire fase nuova «La vicenda dei “concorsi pilotati” che ha scosso mondo politico e opinione pubblica – si legge in una nota -deve essere un passaggio di rigenerazione etica, di una chiusura con pratiche inaccettabili, dell’apertura di una fase nuova della politica regionale. L’Umbria intera deve rapidamente tornare a credere nella sua istituzione principale e sulla complessivamente buona sanità regionale sulla quale non possono gravare giudizi che creano scetticismo nei cittadini e divisioni tra il personale. E’ quindi necessario, arrivati al capolinea, una ripartenza».

Respingere speculazione Articolo 1 sottolinea che «aveva posto alcune condizioni per tentare un rilancio e andare avanti, ma non sono state raccolte. I passaggi che attendono il Consiglio regionale dovranno per ogni forza politica essere trasparenti e avere come obiettivo l’interesse della regione». A questo punto il partito si candida «a presidiare i prossimi passaggi, respingendo ogni tentazione di speculazione politica, al fine di recuperare sintonia con i cittadini umbri. Accanto alla critica e alla profonda analisi della vicenda, occorre insieme lavorare per cambiare quello che si è determinato e che non ha funzionato. Questo è l’unico modo, riteniamo, per contendere e riproporsi credibilmente alla guida della regione».

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