lunedì 24 settembre - Aggiornato alle 19:40

Derby politico tra Terni e Perugia, scintille su Facebook tra assessore Paparelli e Fioroni

Il primo: «Se penso a flop bici elettriche rabbrividisco», l’altro: «Con Umbria Jazz Spring solo 494 biglietti e 500mila euro di costi»

E’ botta e risposta sui social tra l’assessore regionale e vicepresidente dell’Umbria Fabio Paparelli e l’assessore del Comune di Perugia Michele Fioroni.

Derby Il tema è quello di Agenda Urbana per cui, secondo Paparelli, Perugia non avrebbe ‘fatto i compiti’ come di dovere. Ma Fioroni risponde che le conseguenze per la Regione sui target di spesa di Agenda Urbana, sono addebitabili alla città di Terni.

Fioroni «Ci risiamo – scrive Fioroni -, il lupo sembra perdere il pelo ma non il vizio. Il protagonista di questa surreale vicenda è questa volta l’assessore regionale Fabio Paparelli, quello tanto per capirci che qualche mese fa mi invitò ad occuparmi di politica e non di cose che non conosco quali il marketing. Dopo qualche mese di apprezzato letargo, l’assessore, reduce da una straordinaria settimana di presenzialismo, decide anche lui di dare la pagella a Perugia. Bacchetta il Comune (di Perugia ndr.) per improbabili ritardi che potrebbero compromettere il raggiungimento dei target di spesa da parte della Regione entro il 2018, accuse già rimandate al mittente in un mio precedente post del 13 marzo. Ricordo all’assessore -scrive ancora Fioroni – che tale rischio reale, non è imputabile a Perugia, quanto semmai alla ben note vicende di Terni, e che sarà proprio Perugia a doversi fare carico degli obiettivi della città così cara all’Assessore. Ho già ricordato alla giunta regionale come la convenzione, firmata proprio dall’Assessore, sia stata restituita con ben un anno di ritardo. La invito perciò ad essere più prudente nel bacchettare le persone, si rilassi, tra poco inizierà a Terni Umbria Jazz Spring, da lei così fortemente imposta, si ascolti un pò di Jazz che c’è tanto bisogno di pubblico visto il numero dei biglietti venduti (ad oggi solo 494 a fronte di 500.000 euro di costi). Capisco – conclude – caro assessore che siamo già in clima di derby, e sa bene quanto io sia tifoso, ma Perugia non si preoccupi, su Agenda Urbana è pronta a fare la sua parte, ed anche quella di Terni, garantendo così il raggiungimento dei target di spesa del 2018».

Paparelli Immediata la risposta del vicepresidente della Regione: «L’Assessore del Comune di Perugia Michele Fioroni si cimenta in un divertissement domenicale su Facebook tirandomi in ballo su una vicenda che, invece, merita quantomeno maggiore rispetto per i ruoli e per le istituzioni che coinvolge. La colpa che egli mi attribuisce è quella di aver osato scrivere al Comune di Perugia richiamando l’urgenza di velocizzare le progettualità e gli investimenti per l’Agenda Urbana, perché l’Europa ci impone dei tempi contingentati, e non sta ad aspettare i nostri comodi. La verità è che la stessa raccomandazione è stata inviata a tutte e cinque le città che usufruiranno delle risorse di Agenda Urbana, respingo pertanto i suoi tentativi di strumentalizzazione politica. Le risorse messe in campo dalla Regione, 40 milioni di euro per ammodernare Perugia, Terni, Foligno, Spoleto e Castello, mi auguro possano dare alla luce, al più presto, progetti concreti e utili ai cittadini (se penso al flop delle bici elettriche rabbrividisco!)». Paparelli continua: «Al momento, oltre a qualche annuncio, la Regione ha visto davvero ben poco. Il tema è davvero molto importate e mi auguro che l’assessore Fioroni abbia già in programma di rispondere con i fatti alla Regione e la sua riflessione postprandiale non rimanga una sterile polemica rivolta al sottoscritto perché non è su Facebook che i perugini vedranno la nuova pubblica illuminazione prevista, ad esempio, in Agenda Urbana. I cittadini di Perugia credo debbano preoccuparsi dell’isolamento cui Fioroni li consegna con il suo modo di rapportarsi con le istituzioni? Fossi in Fioroni mi preoccuperei piuttosto di capire chi dai suoi uffici consegna ai media lettere non pubbliche!»

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