martedì 25 giugno - Aggiornato alle 04:30

Decreto Sicurezza, dopo i sindaci le barricate dei governatori: c’è anche Catiuscia Marini

La Toscana, la Calabria, il Piemonte, il Lazio e ora anche l’Umbria minaccia ricorso alla Consulta: «L’Umbria garantisce diritti a tutti»

di M.T.

Come dire: si sentono protetti dalla corazza isituzionale del Paese, solida e sufficiente a neutralizzare iniziative lesive della dignità di qualunque persona. E a quella si rivolgono, nel minacciare, senza infingimenti, il ricorso alla Corte Costituzionale, per la legge voluta da Matteo Salvini, denominata ‘Decreto Sicurezza’ e interpretata contro gli immigrati. Se hanno iniziato prima i sindaci, come quello di Palermo, Leoluca Orlando e, di Napoli, Luigi De Magistris, continuano i Governatori. C’è Sergio Chiamparino dal Piemonte che ha già annunciato di sposare l’iniziativa dei sindaci, di verificare cioè, la compatibilità con la Costituzione italiana di questo provvedimento, interpellando appunto la Corte Costituzionale e c’è Mario Oliviero dalla Calabria, come anche il presidente del Lazio e candidato alla segreteria nazionale del Pd Nicola Zingaretti. Enrico Rossi, dalla Toscana, ha annunciato il ricorso, mentre ribadisce che la Toscana, ha già intrapreso iniziative a riguardo, garantendo con disegno di legge regionale passato in Giunta e in via di approvazione in Consiglio Regionale, pienezza e parità di diritti, indistintamente a tutti, per quel che riguarda la dignità della persona, e quindi «ad essere curati, ad avere una dimora, un’alimentazione adeguata e un’istruzione», stanziando con il provvedimento dello scorso 22 dicembre, 2 milioni a garanzia di questi capisaldi che – continua Rossi – «sono materie concorrenti su cui le Regioni, per il titolo V della Costituzione, hanno potere di legiferare». Gli fa eco Catiuscia Marini, governatrice dell’Umbria, con un post su Facebook: « Anche la Regione Umbria sta approfondendo gli aspetti relativi al ricorso alla Consulta. Posso già affermare che in Umbria si garantirà l’accesso alle cure e all’assistenza sanitaria per tutte le persone, a cominciare da quelli in emergenza».

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