domenica 21 luglio - Aggiornato alle 23:47

Decreto sicurezza, i Comuni umbri chiedono modifiche: «Molte persone rischiano di sfuggire a ogni controllo»

Il presidente di Anci De Rebotti: «A noi non interessano le polemiche politiche ma il tema della gestione del territorio»

Il premier Conte e il ministro Salvini

«Ci auguriamo interventi che modifichino alcuni aspetti del decreto legge sicurezza». Le parole sono del presidente di Anci Umbria Francesco De Rebotti, che interviene su uno degli atti più discussi del governo gialloverde a qualche ora dalla forte presa di posizione di sindaci come quelli di Palermo, Leoluca Orlando, e di Napoli, De Magistris, che hanno scelto di non applicare le norme del decreto. «La polemica politica a noi non interessa, come sindaci – dice il presidente dell’Associazione dei Comuni umbri – ci interessa più il tema della gestione di ciò che avviene nel territorio. Per il sindaco ci sono alcuni elementi «di preoccupazione oggettivi»: «Rischiamo che molte persone – osserva – sfuggano a qualsiasi tipo di controllo e censimento e rimangano nei nostri territori a fronte delle difficoltà nei rimpatri».

La preoccupazione De Rebotti ricorda che «si tratta di persone che escono dai sistemi di accoglienza che sono stati ridotti, e che rischiano l’anonimato sul territorio». Settimane fa a Perugia nella sede di Anci nel corso di un incontro con i parlamentari eletti in Umbria e i rappresentanti di alcuni Comuni, l’Associazione ha ricordato tutte le sue preoccupazioni, tra i quali proprio quella collegata all’uscita di molte persone dai percorsi di accoglienza. «Questo aspetto – conclude De Rebotti – già evidenziato ai parlamentari umbri nel corso di un recente incontro, è fonte di preoccupazione dal punto di vista della sicurezza e di responsabilità degli enti locali che, con dei costi, devono comunque assistere queste persone. La questione sia affrontata rapidamente in maniera concorde tra Governo e Comuni, così da restituire più serenità ai sindaci».

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