domenica 24 maggio - Aggiornato alle 23:30

Decreto Rilancio, Pd e M5s: «In Umbria arriveranno molti medici e infermieri»

I capogruppo in consiglio regionale Bori e De Luca fanno il punto sui provvedimenti del governo e sulle ricadute per la regione

Un operatore nel reparto di Rianimazione di Terni (©Fabrizio Troccoli)

Sono stimate in alcune centinaia i professionisti che, con gli investimenti previsti nell’ultimo decreto del governo, andranno a rafforzare la sanità umbra. A fare il punto della situazione, giovedì nel corso di una videoconferenza stampa, sono stati i capigruppo del Partito democratico e del Movimento 5 stelle, Tommaso Bori e Thomas De Luca. «Gli investimenti degli ultimi 5 mesi – ha detto Bori – superano quelli degli ultimi 5 anni». Secondo il capogruppo dem il decreto dovrebbe portare al raddoppio dei medici specializzandi (da 110 borse di specializzazione a oltre 200): «un primo passo verso l’azzeramento dell’imbuto formativo per i giovani medici». Per quanto riguarda poi la medicina territoriale, si parla dell’attivazione di unità di cura domiciliare e di infermieri di comunità con 8 unità ogni 50 mila abitanti, mentre per la rete ospedaliera l’impatto è stimato in 100 medici, 200 infermieri e 100 operatori socio sanitari.

Il decreto «Previsto inoltre – ha concluso Bori sul punto – il rafforzamento dei Dipartimenti di prevenzione per testare, tracciare e trattare i nuovi casi positivi». Fondi ci sono anche per adeguare i pronto soccorso con percorsi differenziati per il Covid e nuove ambulanze dedicate al bio-contenimento, investimenti per l’ammodernamento delle strutture ospedaliere pubbliche e, infine, l’implementazione delle risorse per gli straordinari, le indennità, la produttività e le nuove assunzioni. «Le misure contenute nel decreto – hanno commentato Bori e De Luca – possono rappresentare un’occasione di ripresa e di crescita per l’Umbria e la Regione deve saper massimizzare gli effetti positivi relativi al sisma-bonus, all’ecobonus, alle Zone economiche ambientali e alla rimodulazione dei fondi europei». Partendo da questi ultimi, e in particolare dalla ridefinizione di quelli non ancora spesi, ci sono oltre 200 milioni.

I provvedimenti Quanto all’eco-bonus portato al 110%, per De Luca potrà avere «un impatto positivo sulle azioni di tutela del territorio, dei centri abitati e dell’ambiente di cui le città dell’Umbria hanno necessità. E mentre il reddito di emergenza, ampliando la platea del reddito di cittadinanza, avrebbe fornito su sostegno a chi non poteva fruire di altri strumenti di supporto finanziario, il rifinanziamento con 50 milioni di euro delle Zone economiche ambientali potrebbe consentire ad aree come la Valnerina e i Sibillini di agevolare lo sviluppo di attività economiche compatibili con i vincoli e gli aspetti ambientali». Bori, invece, ha messo l’accendo sulla cancellazione dell’Irap di giugno, il rifinanziamento di tutti gli ammortizzatori sociali, l’aumento del bonus per autonomi e partite Iva a mille euro e l’introduzione di bonus per colf, badanti e baby-sitter fino a duemila euro a nucleo familiare. Previsto, poi, anche lo sblocco dei pagamenti verso le aziende da parte della Pubblica amministrazione e risorse anche per scuola e università.

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