sabato 25 maggio - Aggiornato alle 15:10

Ddl Pillon, salta il voto in consiglio comunale: «Ostruzionismo e fuggi fuggi della maggioranza»

Manca il numero legale in aula. Il comitato che si batte contro il provvedimento: «Tempo per interventi usato strumentalmente»

Mentre si attende la sentenza del processo per diffamazione che vede il senatore leghista Simone Pillon rischiare una condanna per diffamazione nei confronti degli attivisti dell’Omphalos Arcigay, mercoledì pomeriggio in consiglio comunale è saltato per mancanza del numero legale il voto su un ordine del giorno contro il decreto legge che porta il nome dello stesso Pillon.

Melina per non votare Il Comitato No Pillon di Perugia, del quale fanno parte diverse associazioni e organizzazioni sindacali, denuncia come «i consiglieri della maggioranza di destra, assente il sindaco Romizi, hanno utilizzato strumentalmente il loro tempo con interventi volutamente prolungati, che peraltro l’intero consiglio non seguiva, soltanto per fare ostruzionismo visto che al penultimo punto dell’OdG si sarebbe dovuta discutere la mozione contro il ddl Pillon presentata dal Pd. La Sala Consiliare era stracolma di donne e associazioni contrarie al suddetto disegno di legge – continua il comitato – che hanno rumoreggiato e pesantemente contestato la codardia dei consiglieri di maggioranza, che, un po’ alla volta, si sono letteralmente dileguati dall’aula. Gli ultimi due consiglieri della Lega, utili al quorum – sottolinea il comitato – durante l’intervento della consigliera del Pd che spiegava perché occorresse votare a favore della mozione atta a contrastare il ddl Pillon, sono usciti dall’aula senza dare spiegazioni».

Fuggi fuggi «Grazie a questo surreale fuggi fuggi – conclude il comitato – è venuto a mancare il numero legale, invalidando così il voto dell’aula. Perugia dunque, al contrario di molti altri Comuni italiani, tace su una norma pericolosa e fortemente penalizzante per le donne. La Giunta Romizi, forse perché il ddl Pillon è fonte di imbarazzo anche per la maggioranza, non ha nemmeno avuto il coraggio di discutere e motivare un suo eventuale voto contrario».

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