domenica 15 dicembre - Aggiornato alle 07:27

Dall’ex Pds a Carbonari: gli aspiranti consiglieri regionali M5S. Nelle chat rabbia contro l’accordo

Giovedì dalle 10 alle 19 la votazione su Rousseau aperta ai militanti umbri. Su Whatsapp rivolta dei pentastellati

Maria Grazia Carbonari (foto F.Troccoli)

di Chiara Fabrizi e Daniele Bovi

Qualche volto nuovo e molte vecchie conoscenze. Sono in tutto 27, 16 uomini e 11 donne, quelli che giovedì sulla piattaforma Rousseau cercheranno di conquistare un posto nella lista del Movimento 5 stelle in vista delle regionali del 27 ottobre. Mercoledì mattina sul Blog delle stelle è infatti apparso un post in cui si spiega che le cosiddette «regionarie» si terranno giovedì, con possibilità di votare dalle 10 alle 19 per tutti gli iscritti (da almeno sei mesi) residenti in Umbria, che potranno esprimere fino a due preferenze. Una votazione (dopo quella del 2015 in cui parteciparono circa mille attivisti) che servirà a selezionare i membri della lista, mentre rimane aperto il capitolo della trattativa con il Pd per la scelta del candidato presidente. I nomi appaiono su Rousseau con una sorta di ordine di merito, frutto di diversi parametri come gli anni di militanza.

M5S-PD, TRATTATIVA CONTINUA 

I nomi Dei consiglieri uscenti, come noto da tempo, si candiderà solo Maria Grazia Carbonari. La prima candidata della lista è Lucia Vergaglia, 48 anni di Orvieto, consigliere comunale fino al 2019, quando avrebbe dovuto candidarsi sindaco (la lista è stata silurata dal misterioso «staff» di Rousseau). Della fresca debacle a Orvieto, Vergaglia non fa menzione nel suo profilo di candidatura, ma scrive che la “scintilla” che la anima «permette anche di ottenere qualche risultato in più superando ostacoli e non lasciandosi scoraggiare anche nelle sconfitte, sapendo di essere sempre parte di qualcosa di più grande e potendo per questo fare la differenza». Dopo di lei Sabrina Liberatoscioli, 52 anni, di Perugia, docente precaria a Bologna di Scienze giuridiche-economiche in istituti di insegnamento superiore del Miur Bologna. È nel Movimento dal 2013 ma non si è mai candidata.

LEGA, TUTTI I NOMI DELLA LISTA

In corsa Dietro di lei Simonetta Checcobelli, 58 anni, nel 2013 candidata sindaco a Corciano, mentre nella vita è funzionario amministrativo del Mibact. Con l’ordine di merito brillano le donne del M5s e il quarto posto va alla consigliera regionale uscente Maria Grazia Carbonari, folignate di 54 anni, con una laurea in Economia e cinque anni a palazzo Cesaroni sulle spalle. Torna in corsa anche Angelica Trenta, 36 anni, consigliere comunale a Terni dal 2014 al 2018 e prof di Filosofia al liceo Tacito della città. Primo uomo delle regionali a Cinque stelle è Michele Pietrelli, perugino di 53 anni, già candidato sindaco nel 2009 per il capoluogo «attivista da sempre, dal primo giorno», scrive nella candidatura. In pista anche Dario Toffano, sessantenne di Gualdo Tadino e presidente del comitato per la difesa del rio Fergia. Ci riprova l’avvocato perugino Cristian Brutti, 50 anni e primo dei non eletti al Senato nel 2018, mentre torna a correre l’architetto Fausto Savini, candidato sindaco a Foligno nel 2014.

Volti vecchi e nuovi Serenella Bartolomei, 49 anni, è un perito chimico ed è stata candidata alle regionali del 2015 e alle comunali di Terni del 2014 e 2018. Da Perugia arriva anche Alice Lupatelli, 29 anni, una laurea in Scienze sociali e zero candidature alle spalle. Idem per Andrea Ciprini, studente 21enne di Medicina e più giovane aspirante consigliere regionale. Tentano la scalata a Palazzo Cesaroni anche Antonello Semeraro, laureato in giurisprudenza e soprattutto Thomas De Luca, candidato sindaco battuto al ballottaggio nel 2018 a Terni: «Di fronte all’incertezza attuale, ognuno di noi ha il dovere di dare qualcosa per tutelare il percorso che abbiamo costruito insieme in questi anni nel Movimento».

Anche una giornalista Da Spoleto arriva Claudio Patricolo, tra i grillini della prima ora, risultando iscritto dal 2008. Dalla stessa città anche Massimo De Pascalis, dirigente generale dell’Amministrazione penitenziaria in pensione da un paio di anni e un passato politico curioso: nel 1990 è stato consigliere comunale a Spoleto per il Pds. Tra i volti nuovi anche il medico veterinario Elisa Gallina; Daniele Massoli; la giornalista professionista Paola Pucci; Gennaro Spiezio, attivista dal 2012, l’informatico Fabio Andrea Petrini, Massimo Caprabianca e Veronica Milei (dipendente di una pubblica amministrazione). Luciano Pellegrini è invece già stato candidato alle amministrative di Perugia, così come Andrea Pichelli lo è stato a Foligno. Appena arrivato, infine, il bancario Fabrizio Piermarini.

Caos M5s Intanto in vista del possibile accordo col Pd e a testimonianza delle fortissime tensioni che ci sono nel Movimento, mercoledì pomeriggio l’Adnkronos ha pubblicato estratti della chat Whatsapp dei ‘portavoce’ dove molti pentastellati umbri schiumano rabbia. Il senatore Stefano Lucidi arriva a ipotizzare, a mo di provocazione, dimissioni in massa: «Se avessi in mano 33 lettere di dimissioni potenziali di tutti i portavoce, forse qualche info riuscirei a ottenerla» dice a proposito delle difficoltà di parlare coi vertici. Alcuni, come l’eugubino Rodolfo Rughi, difendono Di Maio mentre altri attaccano a testa bassa come la deputata Tiziana Ciprini: «Quindi ci facciamo usare per i loro cazzi; avanti tutta che dal 27 torniamo allo zero virgola».

La chat L’altro deputato, Filippo Gallinella, come fatto in pubblico critica la figura di Fora: «È stato scelto a tavolino ed essendo vicino agli ambienti cattolici pensano che possa portare via qualche voto al centro. L’hanno scelto Verini e la Sereni… e ho detto tutto». Alcuni, come Lucidi, pensano che non si faccia neppure in tempo a presentare una lista. «Mancano pochi giorni – dice poi il corcianese Mario Ripepi – per la consegna firme e noi siamo lì a mendicare ‘un nome pulito’ ma se dietro c’è una montagna di merda chi se ne frega!». Lucidi spiega poi di aver parlato con lo staffi di Di Maio («stavolta ci siamo incazzati») ma le spiegazioni non bastano: «Noi – dice a quel punta una consigliera – dobbiamo metterci la faccia senza sapere chi sarà il candidato presidente della coalizione e chi sarà in lista? Sempre se si farà». «Purtroppo è così» replica Lucidi.

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