giovedì 2 luglio - Aggiornato alle 07:41

Dalla «carta a punti» ai reati, le proposte di Fdi sulle case popolari: «Non discriminano nessuno»

Il partito presenta sette modifiche. Prisco: «Quelle della Lega? Perfettamente compatibili, diventeranno un unico testo

di Daniele Bovi

Dalla «carta a punti dell’inquilino» alla necessità di essere in regola coi pagamenti fino all’assenza, che deve valere anche per i famigliari, di condanne penali per alcuni tipi di reati. Lunedì Fratelli d’Italia ha presentato sette proposte di modifica delle legge regionale 23 del 2003, cioè il testo sull’edilizia residenziale sociale. «Il nostro intento – ha assicurato il presidente del consiglio regionale Marco Squarta – non è quello di discriminare nessuno. Non si fanno distinzioni di nazionalità, vogliamo solo riportare condizioni di equità e giustizia sociale». A presentare le modifiche, oltre a Squarta, il senatore Franco Zaffini, il deputato Emanuele Prisco e la consigliera regionale Eleonora Pace.

Niente reati Dato che in Italia la responsabilità penale è personale, tra i punti potenzialmente più controversi c’è quello che sbarra la strada a coloro che, pur non presentando direttamente la domanda, hanno riportato condanne per alcuni reati (dallo spaccio allo sfruttamento della prostituzione fino al gioco d’azzardo, ma non solo); un principio che vale non solo per chi materialmente chiede un alloggio, ma anche per uno dei componenti del nucleo famigliare. La condanna, o anche il solo patteggiamento, secondo la proposta di Fdi deve essere vecchia di almeno dieci anni se si vuol tentare di ottenere un alloggio; in alternativa, «la domanda è ammissibile nel caso di intervenuto integrale risarcimento dei danni ed estinzione di ogni debito».

Le proposte Le modifiche di Fdi introducono anche una «carta a punti dell’inquilino», volta a far tutelare una «corretta e costante custodia dell’alloggio» e l’impossibilità di accedere alla graduatoria per chi ha alle spalle una dichiarazione di decadenza per morosità colpevole, anche se trascorsi cinque anni la domanda è ammissibile nel caso il debito sia stato estinto. Inoltre è previsto un punto in più (fino a un massimo di tre) per chi risiede da almeno 10 anni in Umbria e «medesime condizioni e verifiche per italiani e stranieri»: in particolare per gli extracomunitari, fatti salvi i rifugiati, serviranno certificati o attestazioni provenienti dalle autorità dei loro paesi, con tanto di traduzione autenticata da parte del consolato italiano; l’unica deroga è prevista «qualora convenzioni internazionali dispongano diversamente» o in caso sia impossibile acquisire questi documenti.

«Legge innovativa» Infine, occorrerà dimostrare di non avere case in Italia o all’estero e non bisognerà avere condanne per violenze su donne e minori o denunce per inosservanza dell’obbligo di istruzione per i figli. Quanto alla competizione a destra con la Lega, che dopo l’annuncio di Fdi ha deciso di presentare una sua proposta, Prisco assicura che sono «perfettamente compatibili» e che «diventeranno un unico testo; sfatiamo qualche tentativo di alimentare conflitti che non ci sono. La nostra è una legge innovativa, come quella varata in Abruzzo, che supera i motivi di impugnazione proposti dal governo. L’unico discrimine è quello tra chi rispetta le regole e chi no». «Le nostre – ha aggiunto Zaffini – sono proposte all’insegna della collaborazione e costruttive per dare una nuova impronta all’amministrazione e dare seguito all’auspicato cambiamento».

Nodo Isee Dal primo gennaio è entrato in vigore il nuovo regolamento, approvato dalla precedente giunta, con cui si introduce l’Isee per quanto riguarda il calcolo del canone. Una misura contro la quale i sindacati degli inquilini stanno protestando da tempo. «Per il momento – ha risposto sul punto ai giornalisti Zaffini – noi avviamo un iter con le nostre proposte e poi valuteremo; per il resto l’impianto rimane quello attuale». «Durante i lavori in Commissione – ha assicurato Pace, che presiede la Terza – siamo aperti a valutare ulteriori proposte di modifica della legge, per arrivare a un testo migliore dell’attuale, più equo e rispondente alle esigenze della comunità regionale».

@DanieleBovi

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