giovedì 12 dicembre - Aggiornato alle 03:02

Dal vice agli assessori, le ipotesi per il Romizi bis e i primi passi del nuovo sindaco

Nel giro di pochi giorni arriverà la squadra, i possibili nomi. Ora attesa per la proclamazione, poi primo consiglio entro 10 giorni

Il sindaco Andrea Romizi (foto U24)

di Daniele Bovi

Il puzzle è complicato e per incastrare tutti i tasselli al posto giusto probabilmente servirà una settimana o poco più. Già da prima del 26 maggio, visto il vento in poppa che gonfiava le vele di Andrea Romizi, il toto-assessore impazzava lungo Corso Vannucci ma è solo ora, a risultato acquisito, che il quadro può essere un po’ più chiaro. Complessivamente i posti da assessore sono nove e, come vuole la legge, le donne dovranno essere almeno quattro, così da rispettare la parità di genere. Lo schema potrebbe prevedere due assessorati alla Lega, altrettanti a Progetto Perugia e Fratelli d’Italia (le tre liste che da sole hanno garantito oltre il 45% a Romizi), uno a Perugia civica di Nilo Arcudi, uno a Forza Italia e un esterno, ma sul posto ai forzisti (che possono già contare sul sindaco), ci sono dei dubbi.

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Lega La cosa certa per il momento è una: Romizi non ha intenzione di cedere ai diktat di liste e partiti, si confronterà con tutti i protagonisti e alla fine sceglierà le persone che riterrà di sua fiducia e all’altezza del compito, così da poter garantire una navigazione per quanto possibile regolare dopo aver disinnescato il possibile exploit leghista. E a proposito di Lega, alla quale manca una classe dirigente sul territorio e candidati forti, la grande differenza tra il voto delle europee e quello delle comunali (da 27 mila a 12.700 voti) non ha per nulla soddisfatto Matteo Salvini e martedì, tra i leghisti, più d’uno raccontava di come il leader del partito sia rimasto piuttosto scontento per la performance della Lega in diversi comuni della regione.

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I nomi Tornando alla giunta di Andrea Romizi, il vicesindaco potrebbe essere targato Lega con Gianluca Tuteri, mentre l’altro nome potrebbe essere quello di Luca Merli, ex pidiellino candidato sindaco di Corciano come Roberta Ricci (anche lei ex Pdl, ora eletta con la Lega); per Progetto Perugia i nomi caldi dovrebbero essere quelli di Edi Cicchi (che ha toccato il record di preferenze), magari di nuovo al Welfare, dell’ex forzista Leonardo Varasano e di Otello Numerini. In casa Fratelli d’Italia una delle figure buone dovrebbe essere quella di Clara Pastorelli, insieme a Michele Nannarone e Fotinì Giustozzi. Tra gli esterni dovrebbe trovare un posto anche Michele Fioroni, assessore uscente che ha avuto un ruolo di primo piano nella campagna elettorale. Capitolo aperto anche per Perugia civica: tra le indiscrezioni circolano quelle che parlano di un assessorato per il sindacalista del Silp Massimo Pici o, in alternativa, la presidenza dell’assemblea. Gli equilibri, politici, numerici e di genere, sono complessi e la partita deve ancora entrare nel vivo. Quel che è certo è che rispetto a cinque anni fa il numero di esterni sarà inferiore e che il peso dei partiti sarà maggiore.

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I primi passi Nessun dubbio invece c’è sul percorso istituzionale delle prossime settimane. Il primo passo sarà quello della proclamazione degli eletti da parte dell’Ufficio elettorale della Corte d’Appello: la seduta ancora non è stata convocata e la composizione del consiglio, rispetto a quanto prospetto fino a ora, non dovrebbe cambiare nonostante alcuni dubbi che ci sono sul calcolo dei resti. Entrati in carica sindaco e consiglieri, il primo consiglio comunale dovrà essere convocato entro dieci giorni dalla proclamazione, mentre la riunione si terrà nei dieci successivi.

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In consiglio Una seduta, presieduta dal consigliere più anziano, dove si eleggerà il presidente dell’assemblea e i suoi due vice (servirà la maggioranza dei due terzi), ma non solo: il sindaco giurerà di osservare lealmente la Costituzione e ufficializzerà i nomi della giunta che, se saranno attinti tra i consiglieri, lasceranno il posto in consiglio ai primi dei non eletti (a sperare sono in molti). Romizi avrà poi un mese e mezzo dal suo insediamento per nominare o revocare i rappresentanti di Palazzo dei Priori dentro enti, aziende ed istituzioni. Infine, con scadenza massima fissata a due mesi dal giuramento, il sindaco presenterà le linee programmatiche che faranno da guida al suo mandato.

Twitter @DanieleBovi

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