lunedì 16 settembre - Aggiornato alle 22:24

Da Pizzichini a Proietti, alle regionali anche «Umbria dei territori»: «Già più di 20 liste con noi»

Come «Cantiere civico», il progetto nasce dall’assemblea del marzo scorso ad Assisi: «Serve un cambio di sistema, non solo di amministratori»

Stefania Proietti (foto © Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Lo scrollone assestato da Concorsopoli ha prodotto, oltre alla decapitazione del Pd e dei vertici della Regione, anche un’accelerazione di tutto il quadro politico, mondo del civismo compreso. E così, dopo il tam-tam delle ultime ore intorno al «cantiere civico» che ha tra i suoi animatori anche il professor Luca Ferrucci, a battere un colpo è «Umbria dei territori». Le due realtà hanno origine dallo stesso ‘albero’, cioè dall’appuntamento del 30 marzo scorso – chiamato proprio «Cantiere civico» – andato in scena in un hotel di Santa Maria degli Angeli. L’idea era quella di mettere insieme le diverse esperienze civiche attive nei territori della regione ma poi, complice l’accelerazione imposta dall’inchiesta e dal voto anticipato, Ferrucci (che era tra i partecipanti) e soci hanno preso la loro strada e «Umbria dei territori» un’altra.

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I progetti E ora proprio per non confondere i due progetti «Umbria dei territori» ha deciso di battere un colpo in un contesto, da destra a sinistra, assai fluido. Tra i referenti ci sono il sindaco di Assisi Stefania Proietti e Floriano Pizzichini (assai conosciuto nel mondo della politica tuderte e non solo) nel 2018 candidato sindaco con «Todi civica» e con un passato nel centrodestra. Il progetto è in formazione e per il momento si spiega solo che sono coinvolte liste che vanno dall’Alta valle del Tevere all’Assisano, dell’Eugubino-Gualdese al Perugino, dalla Media Valle del Tevere fino al Trasimeno-Pievese, alla Valnerina, al Ternano e all’Orvietano. I nomi però, per non precludere ulteriori ingressi e non dare l’idea di un qualcosa di già chiuso e strutturato, non vengono fatti; al momento l’importante è marcare la differenza.

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Una ventina di liste «Per ora – spiega Pizzichini a Umbria24 – non c’è nessun coordinatore, io tiro solo le fila da un punto di vista organizzativo ma presto ci doteremo di una struttura. Il progetto rimarrà aperto fino alla fine di settembre e per il momento siamo già una ventina di liste civiche». Ma dove si collocherà questa formazione nello scacchiere delle alleanze? Correrà da sola o si unirà ad altri? «In questa prima fase – risponde – vogliamo rimanere svincolati, ma il dialogo è aperto con tutte le civiche che vorranno contribuire, tanto che vorrei lanciare un appello a chiunque voglia dare il proprio apporto visto che bisogna fare massa critica». Pizzichini assicura che «non si tratta di un’aggregazione elettorale bensì di un progetto politico che ha, come perno, la necessità con la prossima tornata elettorale di valutare un cambio di sistema, non solo di amministratori».

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I valori E se il «cantiere civico» ha un manifesto, «Umbria dei territori» ha una carta dei valori e una «organizzazione basata sui territori, fatta di cittadini eletti esclusivamente in liste civiche e di associazioni civiche-culturali». «I valori – scrivono – sono imperniati sull’idea della politica come servizio, sull’importanza della comunità e solidarietà tra le persone, sul pensiero ecologico, sull’economia circolare e sulla sintesi tra il rispetto del principio di laicità delle istituzioni e il riconoscimento delle profonde radici cristiane e spirituali che permeano la nostra Regione. Crediamo nei principi sanciti dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione europea per i diritti dell’uomo». La formazione parla della necessità di un «rovesciamento del sistema regionale», di «riforme radicali» e di passare «dal policentrismo a parole al policentrismo reale», dato che «il centralismo regionale di ieri e di oggi è fallito, e si è chiuso su interessi particolari alimentati dal ceto politico-amministrativo locale». Ai primi di settembre ci sarà la presentazione ufficiale e quel che è certo è che, da destra a sinistra, il quadro è in grandissimo fermento.

Twitter @DanieleBovi

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