giovedì 5 dicembre - Aggiornato alle 19:27

Da Garibaldi nella stella del Fdp a Salvini: così la politica umbra è cambiata in 70 anni

Un grafico animato con la corsa dei partiti dal ’48 a oggi: la lunga egemonia della sinistra, Tangentopoli stravolge tutto

di Ivano Porfiri

Dal 43,88 per cento del Fronte Democratico Popolare per la libertà, la pace, il lavoro (simbolo la faccia di Garibaldi in mezzo a una stella verde) al 38,18 della Lega per Salvini premier passano 71 anni di storia politica umbra. Una regione, la nostra, cambiata profondamente come tutto il Paese dal dramma di una guerra appena finita agli albori degli anni ’20 di questo secolo.

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Bar chart race Un’evoluzione raccontata da Umbria24 con un grafico animato chiamato ‘Bar chart race’ che scandisce i risultati elettorali dal dopoguerra a oggi prendendo in considerazione i risultati delle liste elettorali nelle elezioni Politiche (relativamente alla Camera dei deputati) dal 1948, le Regionali dal 1970 e le Europee dal 2014. Si tratta di 31 elezioni che hanno visto competere oltre cento simboli con oltre 80 che si sono aggiudicati almeno l’uno per cento del consenso regionale. Per molti anni (fino al 1992) comunque va detto che la circoscrizione elettorale delle Politiche è formata da 3 province e c’è anche la ‘bianca’ Rieti, oltre a Perugia e Terni.

Evoluzione grafica Nomi che cambiano, grafica dei loghi che segue le mode del tempo, da quella basica della falce e martello o lo scudo crociato degli anni ’50-’60 a quella fantasiosa e in qualche caso quasi barocca degli ’80-’90 con animali come l’asinello o la serie arboricola/floreale che va dalla quercia all’ulivo passando per garofani e margherite.

Bar chart race tra i partiti. Clicca Play per far partire il video

Togliatti, Nenni e i primi voti Specchio di una società che cambia. Talmente tanto e velocemente, negli ultimi anni, da vedere, quasi per la prima volta nella storia, come primo partito uno non di sinistra. Quasi perché se il Fronte Democratico Popolare delle prime elezioni politiche libere del post conflitto (18 aprile 1948) era comunque guidato dal Pci di Togliatti e dal Psi di Nenni, poi nelle due elezioni politiche successive (1953 e 1958) primo partito diventa anche in Umbria la Democrazia cristiana, nonostante il fatto che in entrambi i casi nella Provincia di Terni la spunta invece il Pci. Nel ’53 ad esempio nel perugino la Dc batte il Pci 32 a 28%, mentre nel ternano prevalgono i comunisti 29 a 26% mentre a Rieti (per restare nella circoscrizione elettorale) la Dc stravince 39 a 17%.

Il sorpasso Pci-Dc Il sorpasso avviene alle Politiche del 1963 quando il Pci di Togliatti conquista sia le due Province umbre che la circoscrizione (nonostante Rieti resti fedele alla Dc di Aldo Moro): a Perugia finisce 39 a 32% col Psi al 15,5%; a Terni 38 a 26% col Psi al 16,7%. Sarà un lungo e incontrastato dominio, quello della sinistra in Umbria, che ha visto cambiare nomi e simboli, crearsi rivalità all’interno dello stesso schieramento, ma mai cedere il passo, fino all’ultimo decennio. La vetta più alta il Pci nella circoscrizione lo tocca alle Regionali del 1975 (quelle della riconferma di Pietro Conti alla presidenza) col 46,13% anche se l’anno successivo alle Politiche, scorporando Rieti, si arriverebbe a oltre il 47%. Aggiungendo anche il Psi e il Psdi, in quegli anni il centrosinistra sfonda abbondantemente il 60%.

Il ciclone Tangentopoli La Democrazia cristiana, nel contempo vede un progressivo calo di consenso: dopo il 39% del 1948 il risultato migliore è il 34,3% del ’58 ma dalle Politiche del ’79 non viene mai più superato il 30% fino al minimo storico del 26,2% del 1992 con Arnaldo Forlani segretario: il ciclone Tangentopoli è scoppiato da meno di due mesi e travolgerà tutto. Ma il Pci, dal canto suo, non c’è già più, sostituito dopo la Bolognina dal Pds di Achille Occhetto, che all’esordio prende il 28,15% dovendo cedere il 10,07% ai fuoriusciti di Rifondazione comunista.

Palombella rossa Una scissione che in Umbria significa, a livello pratico, rivalità interna allo stesso campo, se è vero che alle Regionali del 1995 Bruno Bracalente sfiora il 60% col Pds al 38,6% e il Prc all’11%. E anche la svolta successiva, quella dei Democratici di sinistra, cambia poco le carte in tavola: alle prime Regionali del nuovo millennio (16 aprile del 2000) Maria Rita Lorenzetti conquista il 56,4% coi Ds al 32% e Rifondazione al 7,5%. Alle Regionali del 2005 e alle Politiche del 2006 il centrosinistra si presenta unito sotto le insegne dell’Ulivo di Prodi e in Umbria vince nettamente. Il Partito democratico di Veltroni esordisce alle Politiche 2008 e la svolta del Lingotto viene premiata col 44,37%, battendo il Pdl di Berlusconi fermo al 34,48%. Da qui parte una palombella rossa che vede il picco alle Europee del 2014 quando Renzi guida il partito al 49,15%, prima di iniziare un declino, passato per il 35,8% che vale la riconferma di Catiuscia Marini presidente alle Regionali del 2015, che diventa tracollo negli ultimi due anni: 24,8% alle Politiche 2018, 24% alle Europee 2019, 22,3% alle recentissime Regionali.

L’accelerazione È una vera e propria accelerazione quella che sconquassa il quadro politico degli anni ’10 del 2000 con nascita, crescita e tramonto di simboli e leader, nel giro di pochi anni e poche consultazioni elettorali. Prendiamo il Movimento 5 stelle: il 27,2% delle Politiche del 2013 si dimezza fino al 14,6% delle Regionali 2015, poi raddoppia di nuovo al 27,5% delle Politiche dello scorso anno per annientarsi in poco più di un anno nel 7,4% delle ultime Regionali.

Dalla Liga Veneta a Salvini Nel frattempo esplode la Lega. Il primo embrione leghista, in Umbria, risale alla Liga Veneta che alle Politiche del 1987 prende lo 0,39%. Quella Lombarda non va molto oltre: 1,16% alle Politiche del ’92. La Lega Nord invece già sorprende col 4,34% delle Regionali 2010, per poi tornare allo 0,59% delle Politiche 2013. Il boom comincia con Salvini segretario: alle Regionali 2015 il 13,99% poi il 20,16 alle Politiche 2018 che diventa 38,2% alle Europee e 36,9% alle ultime Regionali in cui elegge Donatella Tesei presidente. Nel frattempo la destra è è tornata in auge anche con Fratelli d’Italia, che dal 2,77% delle Politiche 2013 non ha mai smesso di crescere fino al 10,4% del 27 ottobre scorso. Un aumento che ha incrociato il progressivo declino di Forza Italia: dal 14,2% delle Europee 2014 al recente 5,5%. Nella sua storia, in Umbria la destra (considerata tale la politica salviniana) non era mai stata così forte: il Msi non ha mai più raggiunto il 7,7% delle Politiche del 1953, mentre con la svolta di Fini Alleanza nazionale era arrivata a sfiorare il 20% alle Politiche del 1996, per poi arretrare.

E ora? Un panorama che si sposta con la fluidità attuale, tuttavia, fa credere che gli equilibri possano cambiare ancora velocemente. Come non hanno mai smesso di fare dal big bang di Tangentopoli: anche guardando un semplice grafico animato è chiaro da quel febbraio del 1992 la politica italiana, e anche umbra, non è mai più stata la stessa.

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