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giovedì 24 settembre - Aggiornato alle 17:07

Da Fora proposta di legge per sostenere la natalità. Lega: «Solo apparenza e provocazione»

Quattordici articoli e sei azioni di intervento per invertire il trend che si trascina da dieci anni ma che ha registrato un nuovo picco nel 2019

©Fabrizio Troccoli

«Quattordici articoli, sei azioni di intervento e altre di coordinamento e promozione che la Regione Umbria potrà mettere in campo per realizzare una vera e propria svolta per le politiche di sostegno alla natalità». Sono alcuni dei numeri della proposta di legge “Interventi a sostegno della natalità, della famiglia e del welfare aziendale”, presentata dal consigliere Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria) alla luce «della vera e propria emergenza demografica vissuta dall’Umbria. Nel 2019, dati Istat – il saldo tra i nuovi nati e i decessi ha registrato un meno 4.865: un record negativo mai toccato che occorre arginare questo fenomeno». In questo senso, il consigliere ha lavorato «per settimane insieme a esperti e associazioni per elaborare misure con lo scopo di invertire il trend negativo regionale». Per i consiglieri regionale della Lega, però, l’iniziativa di Fora è «solo apparenza: una proposta volutamente in cerca di consensi e provocatoria».

Proposta di legge per sostenere la natalità L’attività è sfociata nella proposta di legge, perché «appare necessario – dice il consigliere di opposizione – uno strumento normativo che disciplini interventi a sostegno della natalità»: nell’iniziativa sono inseriti «assegni, azioni in favore delle famiglie con figli minori di età rimasti orfani di uno o di entrambi i genitori; e aiuti specifici per le famiglie monoparentali e per i genitori separati o divorziati in situazioni di difficoltà economica». Nel testo anche «un intervento generale a favore delle famiglie monoparentali, di genitori separati e divorziati e gli interventi per la conciliazione dei tempi educativi e il lavoro». Fora prova a premere l’acceleratore anche sulla promozione «del welfare aziendale indicando in maniera puntuale i membri dell’osservatorio regionale, e soprattutto prevedendo premialità per le aziende che adottano politiche volte a sostenere la maternità e la conciliazione tra cura e lavoro». Nella proposta di legge c’è anche «la valutazione d’impatto familiare, uno strumento molto importante – secondo il consigliere – per orientare le politiche familiari previste in ogni settore, secondo criteri di differenziazione e proporzionalità in rapporto alla composizione del nucleo familiare e alla sua condizione economica: la Regione, attribuendo a questo strumento un’importanza strategica per il perseguimento delle finalità della legge, promuove intese con gli enti locali per estendere la valutazione d’impatto familiare alle politiche settoriali di loro competenza e ai relativi atti di programmazione, assicurando il pieno coinvolgimento dei sindaci tramite il Consiglio delle autonomie locali».

Lega: «Solo apparenza e provocazione» L’iniziativa di Fora è già stata sonoramente bocciata nei fatti dal gruppo della Lega in consiglio, secondo cui si è di fronte a una «proposta spot che prevede stanziamenti che non si sa quali coperture avranno, che non tiene in nessun conto il lavoro fatto in questi 15 anni dalle associazioni pro famiglia e nella quale dimostra di non conoscere il quadro normativo regionale, che parte con la legge 13 del 2010 avallata da una raccolta di 12 mila firme e da un Testo Unico che al titolo IV disciplina gli interventi riguardo le politiche familiari che necessitano una riforma strutturata e strutturale. Tra l’altro ricordiamo bene le posizioni tenute dal consigliere Fora sulla legge Zan sull’omofobia, su cui non si è mai espresso, e sul tema dell’aborto, su cui ha detto poco o niente. Un silenzio assenso? Esprimersi oggi, in questo modo, dopo anni di silenzio quando governava la sinistra, vuol dire solo mettersi in mostra. E in questo momento non è quello che serve alle famiglie umbre. Come abbiamo già annunciato circa un mese fa la Lega ha pronta una proposta di legge a sostegno della maternità e in supporto delle politiche familiari che punta a restituire dignità alla famiglia, riportandola al centro delle politiche regionali e allo stesso tempo riconsegnare ai giovani la fiducia nel futuro del nostro paese».

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