lunedì 19 agosto - Aggiornato alle 05:13

Crimi torna in Umbria per la ricostruzione: «Semplificare anche abbassando la guardia»

Rebus sulle scuole Dante Aligheri e Prato fiorito di Spoleto, Farabollini: «Serve assunzione di responsabilità per modifiche progetto originale». Pd attacca

Il sottosegretario Vito Crimi in Prefettura a Perugia

di Chia.Fa.

«Serve una semplificazione sulle procedure di gara e sui danni lievi, anche delegando le istruttorie ai Comuni. Semplificare può anche dire abbassare la guardia, ma in tal caso per chi venisse preso con le mani nella marmellata sarebbe Daspo a vita». Queste alcune modifiche alla macchina della ricostruzione al vaglio del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega al terremoto Vito Crimi, per 48 ore in Umbria insieme al commissario del governo Piero Farabollini. Con loro la presidente e vicecommissario Catiuscia Marini, che conferma: «Ci aspettiamo una semplificazione delle norme soprattutto per il recupero dei danni lievi, ma anche un adeguamento delle strutture operative che si occupano della ricostruzione post sisma. Si è trattata di una prima riunione in cui abbiamo illustrato i vari punti di criticità al sottosegretario che, per conto del Governo, si è assunto degli impegni».

CRIMI: «SEMPLIFICARE ANCHE ABBASSANDO LA GUARDIA»

Summit in prefettura Lunedì dopo il primo summit in Prefettura, cui segue quello coi sindaci del cratere della provincia di Perugia, Crimi ha spiegato che il motivo della sua visita e della girandola di incontri programmati, anche con la cittadinanza, è «semplificare le norme esistenti in materia di ricostruzione, cercare di capire quali modifiche servono ascoltando i soggetti interessati». In calendario tra lunedì e martedì ci sono Spoleto, Norcia e Terni che serviranno per gettare le basi «di un nuovo patto di fiducia tra Stato e cittadini – ha spiegato Crimi – finora si sono alzati muri, ma in questo modo anche gli onesti fanno fatica a poter operare». Il sottosegretario, a margine del tavolo con la governatrice Catiuscia Marini, col prefetto Claudio Sgaraglia e col presidente della Cei Gualtiero Bassetti, ha quindi detto anche di «voler abbattere i muri e dare fiducia ai cittadini, ai professionisti e alle imprese» per poi far scattare «i controlli nella fase successiva».

Crimi: «Semplificare anche abbassando la guardia» Nel tardo pomeriggio il sottosegretario è arrivato a Spoleto per il summit a porte chiuse coi sindaci, ma prima ha risposto ad alcune domande dei giornalisti, assicurando che «le risorse ci sono, sono stanziate da qui ad anni, è questione – ha detto Crimi – di ottimizzarle e spenderle, perché oggi abbiamo questa situazione paradossale, ci sono le risorse e non vengono spese». Sulle criticità della macchina della ricostruzione, il sottosegretario ha definito «la situazione complessa, avendo coinvolto quattro regioni e troppi soggetti,  spesso si perde la catena delle responsabilità e delle decisioni, forse è lì che bisogna mettere ordine». Crimi è, poi, tornato a battere sulla semplificazione, che potrebbe toccare anche il sistema di controlli sugli appalti, con modifiche che dovranno essere inserite nel decreto per il terremoto di Catania: «Semplificare un po’ significa abbassare la guardia su qualcosa, per fare i controlli successivi, ma con la nuova legge anticorruzione che abbiamo varato, abbiamo strumenti per fare controlli e sanzioni pesanti. Lo dico apertamente se semplifichiamo qualcosa chi viene beccato con le mani nella marmellata avrà il Daspo a vita, non potrà più lavorare con la pubblica amministrazione». Nel merito delle modifiche cui il governo giallo-verde lavora Crimi non entra, limitandosi a indicare la necessità di «maggiore coinvolgimento dei Comuni nei processi, eliminazione di alcune procedure e tagliare i tempi per altre, ma dobbiamo concordarle coi sindaci».

VIDEO, FARABOLLINI CAUTO SULLE SCUOLE 

Scuole Spoleto al palo Capitolo a parte sulla scuola media Dante Alighieri e la materna Prato fiorito di Spoleto totalmente inagibili, inserite nella prima rosa di edifici finanziati con l’ordinanza 14 del gennaio 2017, ma su cui ancora si registra l’impasse e anche un rimpallo di responsabilità tra il sindaco Umberto De Augustinis e il commissario per la ricostruzione Farabollini, col primo che ha da tempo deciso per l’addio al polo scolastico di San Paolo in favore della ricostruzione delle due scuole nelle sedi originarie, mentre il secondo oggi con grande cautela rileva che «la decisione va presa congiuntamente, con un’assunzione di responsabilità sulle eventuali modifiche al progetto originale» di delocalizzazione a San Paolo, che era stato completato, validato e quindi pagato con fondi pubblici, non si è ancora riusciti a chiarire di quale consistenza. Sulla riassegnazione delle risorse di ricostruzione alla Dante Alighieri e a Prato Fiorito attesa da tempo con ordinanza, Farabollini torna a dire «Erano finanziate come polo scolastico nell’ordinanza 14, ora bisogna capire se l’amministrazione intende modificare il progetto e quando avrò certezza di questo saprò dare notizie più dettagliate».

Pd all’attacco All’attacco di Crimi vanno i parlamentari umbri del Pd Walter Verini, Anna Ascani, Leonardo Grimani e Nadia Ginetti: «Ma che concezione proprietaria delle istituzioni hanno – scrivono – il sottosegretario e i parlamentari 5 Stelle? Questo signore viene in Umbria a discutere dei problemi della ricostruzione, di cui pare si occupi per delega di Governo e agli incontri non vengono invitati i parlamentari, tranne gli amici di 5 Stelle. Il Parlamento, in questi anni, si è occupato dell’emergenza e della ricostruzione dopo più terremoti devastanti e dalle gravissime conseguenze. Lo abbiamo fatto sempre votando leggi e finanziamenti con spirito unitario, in collaborazione con le Regioni, i Comuni, le comunità. Quando i rappresentanti dei Governi a guida Pd sono venuti in Umbria tutti i parlamentari sono stati, ovviamente, sempre coinvolti. La ricostruzione deve vedere un quotidiano impegno corale. Per Crimi e i suoi amici umbri non è così: in Parlamento si respingono le proposte per semplificare e rendere più efficace la ricostruzione. Nei tour si fanno promesse insieme ai parlamentari amici, escludendo gli altri. Ma la ricostruzione non è cosa loro».

@chilodice

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