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venerdì 22 gennaio - Aggiornato alle 10:13

Tesei: «Primi in Italia per vaccini, ma servono più dosi». Verso Conferenza su economia e lavoro

La presidente in Consiglio regionale: «Contagio sale e ospedali sotto stress». Scontro sulla Crel che potrebbe essere convocata a breve

Tesei in aula con la mascherina il 18 marzo scorso

«Siamo la prima regione italiana per percentuali di somministrazione. Altre 7 mila dosi sono attese tra oggi e domani. Ne servono quante più possibile, visto che siamo in grado di somministrarne più di quanti ne arrivano». Parla della situazione della pandemia in Umbria, la presidente Donatella Tesei, focalizzando sul tema dei vaccini, in un momento in cui il contagio sta riprendendo quota. «Sono stati formati – ha spiegato – 30 team per la vaccinazione, di cui 17 all’interno degli ospedali e 13 team itineranti, con una capacità giornaliera di oltre 1500 somministrazioni, più di quanti vaccini riceviamo. Nel primo lotto avevamo chiesto 18 mila vaccini ma, in totale, arriveremo a riceverne 14.625». Intanto però dall’opposizione, per bocca del portavoce Fabio Paparelli, arriva l’accusa di una «disponibilità di confronto vuota» e attraverso una mozione è stato chiesto che il tavolo di discussione diventi pubblico, in Consiglio regionale e in diretta streaming.

La situazione «In questo momento – ha esordito Tesei – siamo sopra i 4 mila positivi al virus, l’indice Rt si attesta sull’1 per cento, il tasso di mortalità è del 2,14 per cento, quindi nella media, i ricoveri dovuti al Covid sono 223, con 51 pazienti in terapia intensiva, il che significa avere un carico significativo per le nostre strutture ospedaliere, pur avendo ulteriori posti Covid e di terapia intensiva attivabili. Purtroppo abbiamo dovuto procrastinare la ripresa delle lezioni in presenza nelle scuole superiori al 25 gennaio, nonostante fossimo pronti, anche con trasporti adeguati, a consentire la ripresa al 50 per cento. Questo periodo ci permetterà di incrementare il numero delle persone vaccinate e iniziare il testing volontario per ragazzi e insegnanti».

Ospedali Passando alla situazione nelle strutture sanitarie, Tesei è partita «dall’ospedale da campo di 2 mila metri quadri, con 12 posti di terapia intensiva, 10 di subintensiva e 10 di degenza Covid, con possibilità di ampliamento per ulteriori 10 posti. I potenziamenti – ha detto – vedono altri 10 nuovi posti di terapia intensiva a Terni e 8 nuovi a Perugia. Già realizzati. Inoltre sono stati finanziati dal Governo 8,2 milioni di euro per 44 posti di terapia intensiva in prefabbricati collegati con gli ospedali, più 157 realizzati da noi, che ci consentiranno di smantellare 18 posti di terapia intensiva negli ospedali perché siano dedicati alle altre patologie. Il totale complessivo delle terapie intensive in Umbria sale a 183. Finita la fase 3 con 26 milioni per potenziare le strutture ospedaliere anche grazie a questa dotazione in più». Resta sempre vivo il problema del personale sanitario per cui c’è «carenza a livello anche nazionale, con una richiesta che è cresciuta con la pandemia. Domani ci sarà un tavolo coi sindacati di categoria».

Recovery fund Tesei ha fatto poi una digressione sul confronto con il governo per il Recovery fund: «Nonostante le indicazioni del ministro Amendola, non c’è ancora una risposta definitiva sul ruolo delle Regioni, anche per le turbolenze con cui è alle prese l’esecutivo nazionale, comunque si tratta di un’impostazione centralistica. Su un totale di 209 miliardi, solo 82 sono per nuove progettualità, perché 127 miliardi di prestiti sono per opere già previste, per non aumentare lo stock di debito pubblico. Le Regioni non hanno, attualmente, una quota da gestire autonomamente, stiamo chiedendo chiarezza, il presidente Bonaccini ha chiesto un incontro diretto con il governo, ma ancora non è stato possibile, resta il punto interrogativo sul ruolo delle Regioni. Tutti i presidenti delle Regioni ritengono utile che una parte delle risorse sia loro affidata e poi vi siano progetti in accordo con quanto viene stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni. Occorre comunque preparare un’azione umbra che sia adeguata, fare squadra e individuare insieme quali sono i progetti fondamentali».

Opposizione: «Confronto con noi in streaming» Dopo la presidente ha preso la parola il portavoce dell’opposizione Fabio Paparelli: «La vostra disponibilità al confronto con le opposizioni si è dimostrata vuota – ha attaccato -. È ora di allargare le modalità del confronto, che da oggi deve avvenire all’interno dell’Assemblea legislativa, in diretta streaming. Abbiamo presentato una risoluzione per mettere in calendario confronti pubblici, allargati, nelle sedi istituzionali, per continuare al meglio il confronto che abbiamo avviato. Le stesse cose che voi avete chiesto a livello nazionale. Indicheremo quindi non solo i temi ma anche le date per incontrarci. Crediamo sia ora di passare dagli annunci alle riforme concrete. Sul bilancio, sulle agenzie, sul personale, non avete fatto nulla. Sulla gestione dell’emergenza Covid assistiamo a una mancanza di programmazione che si fa sentire, così come le assenze dell’assessore Coletto. Dovremo chiedere di nuovo al presidente Squarta di garantire i nostri diritti di accesso agli atti. Da chiarire la scelta dell’ospedale da campo così come quella dei fornitori dei test rapidi. Sarebbe stato necessario potenziare la sanità pubblica, ma non è avvenuto. Le assunzioni sono state pochissime e i nostri anestesisti sono andati a lavorare altrove. Avete investito per ristrutturare cliniche private e non gli edifici pubblici. Alle critiche al Governo avete alternato una sostanziale inerzia. Sulla scuola avete accumulato un colpevole ritardo senza attivare bus aggiuntivi che avrebbero permesso trasporti sicuri e un reddito alle aziende private di trasporto».

Economia Sul Recovery «dovete portare in Aula i progetti dell’Umbria – ha detto Paparelli alla maggioranza -, promuovendo condivisione e partecipazione. Visto che essi sono secretati non sappiamo neppure se i fondi per la ex Fcu sono arrivati per scelta e iniziativa del Governo». Sul tema dei ristori invece «sono stati accolte in parte le nostre indicazioni ma sono stati dimenticati i commercianti e gli artigiani delle periferie. Sulle strategie economiche per uscire dalla crisi non sono state fornite indicazioni e le categorie hanno bocciato il vostro Defr. Su alcune crisi aziendali si poteva fare di più: si poteva scrivere al Tribunale per chiedere il rispetto degli impegni presi dalla San Gemini per impedire la riduzione dell’occupazione e della produzione. Il 30 marzo scade l’accordo di programma per l’Area di crisi complessa, ma esso non è stato utilizzato nonostante potesse essere molto utile per la gestione delle vertenze nell’area ternana».

Le risoluzioni Al termine delle comunicazioni della presidente sono state quattro le proposte di risoluzione presentate, una della maggioranze e tre delle opposizioni. La maggioranza ha rischiato su quella, presentata da Pd e resto delle opposizioni, con cui si chiedeva la convocazione della «Conferenza regionale economia e lavoro», un consiglio straordinario per affrontare il piano di riapertura delle scuole, le linee del piano vaccinale, le priorità del piano pandemico e le scelte relative al piano assunzioni nella sanità. Il testo è stato bocciato con otto voti a favore e nove contrari, mentre il presidente Squarta e la vicepresidente leghista dell’assemblea Paola Fioroni si sono astenuti.

La conferenza Al di là dell’esito della seduta, però, martedì prossimo ci sarà la riunione dei capigruppo durante la quale sarà convocata la Conferenza chiesta dalla minoranza. Approvata con il solo voto contrario del leghista Mancini la risoluzione delle opposizioni con cui si chiedono «iniziative a sostegno di una campagna di sensibilizzazione per la vaccinazione in Umbria». Unificati infine i due atti, della maggioranza e delle opposizioni, sul tema degli specializzandi: il documento, approvato all’unanimità, chiede alla giunta di attivarsi affinché i giovani medici ricevano il Bonus Covid e siano inseriti nella lista prioritaria del piano di vaccinazione.

Le opposizioni A proposito della risoluzione bocciata, le opposizioni parlano di una maggioranza «incapace di dialogare autenticamente». «Al 90esimo minuto, un’ora prima della seduta dell’Assemblea legislativa – spiegano – Tesei invia una comunicazione via pec ai consiglieri di minoranza rinnovando formalmente la disponibilità al confronto che non trova riscontro in concreto, finendo per essere fumo negli occhi. Infatti non solo risponde ‘picche’ alle richieste della minoranza di svolgere dialogo e confronto, in modo trasparente e costruttivo in seno alla massima assise regionale, e negli altri organismi istituzionalmente previsti, ma la sua maggioranza si arrocca e boccia la richiesta di convocazione di un Consiglio regionale ad hoc sui temi della scuola, del lavoro, dell’emergenza sanitaria e della progettazione relativa al Recovery Plan. La partecipazione effettiva e la responsabilità per la ripartenza non sono evidentemente valori di una destra arrogante e divisa, come dimostrato anche in questa occasione».

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