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sabato 8 agosto - Aggiornato alle 16:33

Covid-19 e sisma, in otto scuole di Spoleto il rientro in classe è un rebus

Consiglio approva all’unanimità istituzione della commissione di studio: ipotesi moduli, doppi turni e didattica a distanza

di C.F.

«A settembre potranno riaprire regolarmente 24 delle 32 scuole comunali», per le altre serve una soluzione, con le strade percorribili che restano l’installazione «di moduli provvisori, i doppi turni di lezione o la didattica a distanza». La criticità e le ipotesi di intervento sono state messe sul tavolo del consiglio comunale urgente di giovedì dal vicesindaco Beatrice Montioni e dalla dirigente Dina Bugiantelli che in aula hanno chiesto e ottenuto all’unanimità la costituzione di una commissione di studio per la riapertura delle scuole «con funzioni propositive: il problema del rientro in aula è reale e grave, motivo per cui – ha detto Montioni – la commissione non dovrà raccogliere sfoghi né rappresentare un’occasione per scaricare responsabilità su altri, ma ragionare in modo costruttivo, rapido e senza la presunzione di avere in mano la soluzione migliore».

In otto scuole il rientro in classe è un rebus A farne parte saranno almeno una ventina di soggetti tra dirigenti scolastici, rappresentanti dei genitori, un componente del comitato scuole sicure, un esponente delle forze che siedono in aula, dirigenti del Comune e naturalmente il vicesindaco in qualità di coordinatrice. «Coi 160 mila euro dei fondi Pon (programma operativo nazionale del ministero dell’Istruzione, ndr) saranno eseguiti – ha detto Montioni – opere edili di manutenzione straordinaria leggera, come l’abbattimento di un fondello, lo spostamento dei bagni, l’adeguamento di una stanza finora a uso promiscuo” utili a garantire la regolare riapertura di 24 scuole nel rispetto delle prescrizioni anti contagio. Da capire, invece, come organizzare il rientro in aula degli iscritti della primaria e dell’infanzia di Beroide più la media di San Giacomo, su cui è scattata l’ordinanza di chiusura del sindaco dopo le verifiche di vulnerabilità sismica. Le regole del Miur per il rientro in classe creano un enorme punto interrogativo anche sull’inizio dell’anno scolastico per gli studenti dei plessi resi inagibili dal sisma del 2016 e per quelli che da allora le ospitano: la media Alighieri, la primaria Toscano, la media Pianciani, la primaria di Villa Redenta e Le Corone. Poi ci sono altre scuole che nel corso del 2021 dovranno essere liberate per far partire i lavori di adeguamento sismico. «Dobbiamo valutare l’opportunità dei doppi turni di lezione e della didattica a distanza, anche se abbiamo chiesto preventivi per l’affitto dei moduli provvisori a uso scolastico, ma le cifre sono molto elevate» ha detto Montioni, aggiungendo che naturalmente «analoga richiesta per i prefabbricati è stata inviata anche alla Protezione civile, da cui ci aspettiamo una risposta positiva almeno per le scuole di Beroide e San Giacomo».

@chilodice

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