martedì 29 settembre - Aggiornato alle 22:57

Coronavirus, Pd e M5s a Tesei: «Basta attacchi al governo, inviati 15 respiratori»

Verini: «Fornite anche mascherine e camici. Cinese basta tradurlo». Replica: «Ricevuti 10 non tutti adatti». Bori a Coletto: «Stop scaricabarile». De Luca: «Accuse false»

«Cara Presidente, anche la nostra comunità regionale sta attraversando giorni drammatici. Per questo l’ultima, ma proprio l’ultima cosa da fare è dare vita a propaganda e schermaglie politiche. Per questo non comprendiamo il senso delle tue prese di posizione contro il Governo, proprio – tra l’altro – nelle stesse ore in cui il tuo assessore ringraziava il commissario per l’emergenza per la collaborazione». Comincia così la lettera che il deputato e Commissario Pd dell’Umbria, Walter Verini, indirizza a Donatella Tesei.

I numeri del materiale «Nell’emergenza nazionale – scrive Verini – il Governo, anche prima di altri Paesi, ha fatto e sta facendo il possibile: per l’Umbria sono arrivati altri 15 ventilatori polmonari (intensivi e sub-intensivi) oltre a quelli già presenti. Anche in altre regioni sono arrivati dello stesso tipo: hanno tradotto le istruzioni, se scritte in lingua straniera! E se qualche presidio deve essere “adattato” lo si può fare in un giorno, massimo due. Lo si faccia anche in Umbria. Sono arrivate, inoltre, 744.960 mascherine e 1.900 camici anti-contagio. Altre 50.000 mascherine sono da ieri in distribuzione. Si continuerà, incessantemente, su questa strada. Facendo il possibile, e il più possibile in fretta, superando problemi, ritardi, criticità contro un nemico terribile».

Collaborazione, non polemiche Il gruppo Pd in Regione per Verini ha formulato «proposte serie per l’emergenza, relativamente alle competenze regionali in materia. Che sono tante. E l’altro ieri è stato raccolto e trasmesso il grido di allarme e preoccupazione di tutti gli operatori sanitari e delle associazioni mediche in trincea, che lamentavano aspetti di disorganizzazione e criticità regionali. È stato fatto con preoccupazione, non per polemica. Tu rispondi attaccando il Governo. Non è il momento degli attacchi. Noi offriamo la nostra collaborazione in questo momento drammatico. Lo facciamo in quanto sostenitori del Governo, parlamentari, consiglieri regionali. Lo abbiamo fatto ogni giorno in queste terribili settimane, lo stiamo facendo anche oggi e continueremo a farlo domani, così come fanno le decine e decine di sindaci ed amministratori locali che, anche in Umbria, giorno e notte, sono vicini ai loro cittadini. Tornerà, anche nella nostra Regione, il tempo delle contrapposizioni e delle polemiche, anche se dovrà essere corale lo sforzo per risollevarci. Oggi, cara Presidente, è davvero il momento di assumerci tutti insieme le proprie responsabilità, lasciando da parte i rimpalli, la propaganda, lo scaricabarile. Non sono capiti dalla nostra comunità e, soprattutto, sono inutili, tanto più in un momento come quello che stiamo vivendo».

Materiali: la Regione replica La Regione specifica che protezione civile regionale ha ricevuto dal Dipartimento nazionale di protezione civile, alla data di oggi, le seguenti forniture: 5 ventilatori per terapia intensiva; 3 ventilatori trasportabili; 2 ventilatori per terapia sub intensiva; 268.000 mascherine modello “Montrasio” rettangolari; 208.000 mascherine a conchiglia chirurgiche; 30.000 mascherine FFP2; 1700 camici visitatori. «Nello specifico si evidenzia che: n. 2 respiratori da terapia intensiva (modello Draeger Savina) sono già stati destinati all’ospedale di Città di Castello e sono funzionanti; n.3 respiratori da terapia intensiva (modello Draeger Savina), secondo quanto riferito dai tecnici sanitari a cui sono stati inviati, devono essere oggetto di adeguamento degli attacchi dell’ossigeno in quanto differenti perché provenienti da Paesi che utilizzano attacchi diversi. Il relativo materiale necessario a tale adeguamento è già stato ordinato dalla Protezione civile regionale; n.3 respiratori da trasporto (modello Draeger Oxilog), sempre secondo quanto riferito dai tecnici sanitari a cui sono stati inviati, benché funzionanti non sono dotati di batterie e pertanto possono essere utilizzati solamente se attaccati alla rete elettrica. Tali respiratori, inoltre, hanno tutte le grafiche in lingua cinese; anche in questo caso si è provveduto ad ordinare sia le batterie sia i moduli in lingua italiana; n.2 respiratori da sub intensiva (modello Philips) sono già stati destinati al reparto MIV dell’ospedale di Perugia e sono funzionanti. Relativamente alle mascherine modello “Montrasio” di tipo rettangolare, su indicazione del Dipartimento nazionale di Protezione civile sono state inizialmente distribuite ai reparti sanitari, ma occorre precisare che le stesse successivamente sono state oggetto di lamentele relativamente al loro utilizzo in ambito ospedaliero e pertanto distribuite ad altri soggetti».

Bori contro Coletto E anche dal capogruppo Pd in Regione, Tommaso Bori, arriva una presa di posizione: «Basta con le polemiche di parte e lo scaricabarile inconcludente: in Umbria serve urgentemente chi governa, non chi passa le giornate a lamentarsi e a fare campagna elettorale sulla pelle degli umbri». Il consigliere regionale Pd ricorda che «un mese fa, mentre in Umbria si riuniva per prima volta la task force contro il Coronavirus, l’assessore (per caso) alla Sanità postava i suoi aperitivi dal Veneto con i militanti della Lega e le raccolte firme ai gazebo in sostegno a Salvini. Fino a pochi giorni fa il geometra veneto propagandava la privatizzazione della Sanità umbra prendendo a modello quella lombarda che però, alla luce dell’emergenza, si è rivelata fragile proprio per l’eccessiva presenza del privato. Oggi, in piena pandemia, nel momento in cui servirebbe la massima coesione e il coordinamento di tutti i livelli istituzionali, Luca Coletto è impegnato in continui e sterili attacchi al Governo. Vizio che sembra aver trasmesso, purtroppo, anche alla presidente della Giunta, Donatella Tesei».

Cabina di regia chiusa «Mentre il personale sanitario umbro sta dando un grande esempio di professionalità e generosità, – osserva Bori – alla prova dei fatti la catena di comando veneta, composta da assessore, direttore e staff d’importazione padana, si è rivelata fallimentare nel gestire un’emergenza annunciata, rischiando così di vanificare l’impegno sovrumano di tutti gli operatori sanitari. Arrivati in Umbria da pochi mesi, anziché mettersi allo studio e all’ascolto di una realtà per loro nuova e sconosciuta, hanno pensato di chiudere la cabina di regia dell’emergenza Covid-19, rendendola impermeabile a qualunque sollecitazione esterna non gradita, e promuovere una serie di scelte dubbie in termini di efficacia e reattività. Oggi ci si risveglia dal torpore, dopo aver bruciato più di un mese di tempo prezioso e, invece di chiedere scusa per i ritardi accumulati e le continue retromarce decisionali, si cerca di coprire le proprie mancanze puntando il dito contro il Governo». Per Tommaso Bori «solo adesso, cioè tardi, si scoprono le urgenze del sistema sanitario regionale per affrontare al meglio l’emergenza Coronavirus e che noi stiamo sollecitando da settimane. Dall’inizio dell’emergenza permangono sul tavolo le stesse criticità: la necessità di maggiori posti in rianimazione e terapia intensiva, la mancanza di mascherine e protezioni, la richiesta di aumento dei tamponi, la stesura di protocolli chiari ed omogenei in tutti i territori. I lunghi weekend in Veneto e le settimane corte in Umbria hanno messo in secondo piano i problemi solo nell’agenda dell’assessore Coletto, per il resto degli umbri sono sempre rimasti delle priorità. Di questo atteggiamento dirigista e, purtroppo, privo di risultati concreti la Regione (e in particolare la sua sanità) è già stanca: gli operatori sanitari che sono in prima linea rifiutano l’idea di una gestione calata dall’alto da chi ha poca conoscenza e dimestichezza con la fitta rete, fatta di persone, strumentazioni e strutture, della sanità pubblica».

De Luca (M5s): «False accuse su respiratori» Anche il consigliere regionale del M5s Thomas De Luca torna sulla questione respiratori. «Alla responsabilità – scrive alla Tesei – lei risponde con schiaffi in faccia. Un problema, quello dei respiratori inutilizzabili, che non sussiste. Come confermano gli stessi uffici della Regione Umbria che lo hanno comunicato anche alla sua segreteria, i dispositivi di cui si è parlato molto in questi giorni, sono facilmente adattabili dai nostri tecnici. Essendo materiale che proviene da altri continenti può essere comprensibile che non sia perfettamente compatibile. Molti paesi extraeuropei stanno provando ad aiutarci visto che proprio chi oggi rilancia assurde polemiche rappresenta quegli stessi partiti che ci hanno governato per gran parte degli ultimi 20 anni. Se oggi non abbiamo aziende strategiche nel campo sanitario che possano produrre dispositivi sanitari in caso di catastrofe lo dobbiamo ai vostri partiti che hanno desertificato l’Italia. Ordinare diversi attacchi per l’ossigeno in tre dei dieci respiratori e dei moduli per il cambio lingua in altri tre, richiede poche ore. Nonostante questo grazie al nostro intervento di ieri mattina prima dei suoi attacchi strumentali abbiamo sbloccato la situazione grazie alla nostra sottosegretario Laura Agea, avviando il reInvio di 10 nuovi respiratori in queste ore. Mentre voi dimostrate di non saper risolvere questioni elementari noi lavoriamo per risolvere i problemi a posto vostro, visto che in questa emergenza lei risulta non pervenuta. Da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus l’abbiamo ascoltata senza sottolineare le 3000 contraddizioni nelle sue azioni. L’abbiamo supportata quando non riusciva neanche a telefonare al commissario Arcuri per risolvere alcuni problemi fisiologici in questa fase. Abbiamo evitato di fare polemica durante i vari passaggi in cui a livello regionale hanno gestito in modo dilettantesco l’emergenza CoronaVirus. Ma dopo averla vista in televisione a sputare fango sul Governo nazionale per una questione che si era già chiarita nel corso della mattinata, abbiamo capito che di che pasta è fatta questa Lega e di che pasta sono fatti coloro che sono nella cabina di comando della nostra Regione».

Lega risponde a Verini «Il commissario del Partito Democratico, Walter Verini, in questa fase di emergenza, si sta mostrando totalmente incapace di pensare al bene degli umbri». L’intervento è dei parlamentari umbri della Lega, Caparvi, Marchetti, Briziarelli, Alessandrini, Pillon, Saltamartini, Lucidi. «In un momento in cui tutta Italia piange migliaia di morti, le polemiche politiche dovrebbero cedere il passo alla collaborazione in nome del futuro della nostra terra. Invece ci troviamo a dover tristemente costatare che l’onorevole Verini, mentre dichiara che non è questo il tempo per perdersi in schermaglie politiche, non manca però di adoperarsi in una irragionevole difesa del suo partito e accende un’insensata polemica con la Governatrice Donatella Tesei, la cui unica colpa sarebbe quella di battere i pugni per tutelare la salute dei cittadini. Stia sereno il commissario regionale del Pd. Per la prima volta dopo cinquant’anni la regione Umbria ha al timone una classe dirigente capace, preparata, di alto livello e in grado di gestire questa emergenza, nonostante le tante criticità ereditate dalla sinistra nel settore della sanità, come la carenza di strutture e di personale. Invece di lasciarsi andare a una sterile polemica, prendendosela con chi cerca di far funzionare le cose e di lavorare mettendo in campo tutte le forze necessarie, Verini farebbe meglio a impegnare le sue energie per intercedere in nome degli umbri presso i suoi referenti governativi».

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