domenica 5 aprile - Aggiornato alle 10:18

Coronavirus, l’appello di Uniti per Terni al sindaco: «Sospenda tasse e bollette»

I consiglieri comunali del gruppo: «Serve lo stop a Tari, Tosap, rette e bollette Sii». La Lega: «Chiudere tutto davvero»

«Stiamo vivendo in un momento difficile per tutti noi e  per il nostro Paese. Il Governo ha adottato delle misure economiche che a poco servono, come una tantum di 600 euro per i lavoratori autonomi e i titolari di partita iva, una vera miseria». Così i consiglieri comunali di Uniti per Terni in una nota. «In questa fase di profonda emergenza è importante dare un segnale senza tentennamenti. Dobbiamo metterci nei panni di tutti, dei più deboli, di coloro che sono in difficoltà economica. E se non ci pensa il Governo è dovere degli amministratori pubblici».

I punti «Nella certezza che le nostre proposte dettate dal buon senso e dagli interessi della cittadinanza troveranno riscontro, suggeriamo all’amministrazione comunale di mettere in atto i seguenti interventi: sospensione del pagamento della Tari, posticipandolo al primo gennaio 2021 con dilazione; sospensione delle bollette del Servizio idrico; sospensione della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Tosap, ndr) nonché dell’imposta Comunale sulla pubblicità; sospensione del servizio di refezione scolastica per il periodo in cui tale servizio non sarà fruito dai bambini e non riduzione delle rette come disposto ora dal Comune; impiegare il personale dipendente delle ditte in convenzione o concessionarie dei servizi di trasporto scolastico e mensa scolastica, per tutto il periodo di sospensione delle attività scolastiche ed educative e della chiusura dei centri diurni, per fornire prestazioni individuali, domiciliari o a distanza (spesa, farmaci etc.) alle condizioni di sicurezza stabilite dai provvedimenti governativi; sospensione della retta dei nidi Comunali».

Chiudere tutto Intanto il gruppo consiliare di Terni della Lega fa propria e rilancia la dichiarazione del suo segretario Matteo Salvini che chiede che vengano «prese misure stringenti per uscire quanto prima dall’emergenza Covid-19». «E’ necessario chiudere tutto quello che non è strettamente indispensabile alla vita delle persone, occorre intensificare i controlli e reprimere ogni abuso. Per poter in futuro mettere di nuovo in marcia il Paese occorre ora uno sforzo che vada in una direzione. Bisogna aumentare il numero delle attività chiuse, intensificare i controlli sugli spostamenti. Chiediamo al nostro sindaco di attivarsi nei confronti del Governo, alimentando una pressione collettiva che deve portare la presidenza del consiglio dei ministri a dei provvedimenti più decisivi a tutela della salute degli italiani. Se non dovessero arrivare in poche ore risposte, chiediamo che il sindaco e la presidente della regione utilizzino tutti i loro poteri per rendere più stringente l’obbligo di dimora e per intensificare i controlli. Facciamo nostro, infine, il grido di allarme che nelle ultime ore ha lanciato la presidente della regione Tesei nei confronti del Governo e che riguarda il mancato rispetto per l’Umbria della fornitura di apparecchi medici essenziali, come quelli per la ventilazione automatica.  Disattendere un accordo così importante equivarrebbe a mettere in pericolo la vita di tanti umbri».

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