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domenica 29 gennaio - Aggiornato alle 17:16

Contributo per lo sport dei figli, botta e risposta tra Piccolotti e Agabiti

La deputata critica le modalità di erogazione: «Le famiglie devono prima pagare». L’assessora: «Serve rendicontazione tracciabile»

Foto di @laviperchik su Unsplash

«Il bando per erogare fondi per l’attività sportiva a ragazzi delle famiglie che non potrebbero permetterselo sembra fatto apposta per disincentivarne l’utilizzo». Così la deputata di Versi-Sinistra Elisabetta Piccolotti a proposito del bando pubblicato a ottobre dalla Regione; l’avviso mira a concedere alle famiglie un contributo massimo di 400 euro a titolo di rimborso delle rette pagate alle associazioni dilettantistiche iscritte al registro nazionale Coni o del Cip, così da far avvicinare ai figli all’attività sportiva.

Le contestazioni Piccolotti in una nota contesta le modalità di erogazione: «Le famiglie a basso reddito – scrive – devono prima pagare, poi forse potranno recuperare i fondi con una procedura così complicata che non è possibile ripercorrerla in un comunicato di poche righe come questo. Sarebbe bastato erogare un voucher come accade in tante altre regioni, ma forse all’assessora Agabiti la burocrazia non dispiace, sopratutto quando a dover affrontare l’ostacolo sono i meno abbienti». «Nel bando – aggiunge – non si trova traccia di fondi riservati alle famiglie dei ragazzi disabili che vogliano fare sport, né riferimenti alla possibilità di sostenere i minori stranieri non accompagnati, come i tanti rifugiati e richiedenti asilo minorenni. Davvero vergognoso, considerato che lo sport può rappresentare uno straordinario strumento di inclusione sociale».

La replica Agabiti rispondendo alla deputata sottolinea che la misura è finanziata da Fondi europei «che richiedono per il rimborso dei costi la rendicontazione tracciabile delle spese effettivamente sostenute». «Un supporto importante – aggiunge – per le famiglie residenti in Umbria in difficoltà data la nota congiuntura economica e che in questo senso è finalizzato esclusivamente a favore di quelle che presentano un Isee inferiore ai 30 mila euro». L’assessora sostiene poi che la procedura «è ben conosciuta e utilizzata da migliaia di famiglie umbre che negli ultimi anni hanno potuto contare su sostegni significativi per quanto riguarda le rette scolastiche, la frequenza a centri estivi, il sostegno per l’accesso ai servizi per la prima infanzia». Quanto ai disabili, è previsto il rimborso se si partecipa ad attività organizzate da società iscritte al Comitato italiano paralimpico.

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